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venerdì 01 luglio 2016

Attualità mercoledì 17 febbraio 2016 ore 17:21

Commercianti contro la "Tassa Pos"

La sezione provinciale di Confesercenti ha incontrato il senatore Marco Filippi per protestare contro il costo eccessivo dei pagamenti elettronici

LIVORNO — Confesercenti Livorno ha raccolto l’appello del presidente regionale di Confesercenti Toscana Nico Gronchi impegnato a frenare gli elevati costi delle transazioni elettroniche e lunedì mattina ha incontrato il senatore Marco Filippi per prospettargli la questione della disciplina del costo dei pagamenti con carte di credito e bancomat.

"Quello legato all’uso della moneta elettronica rappresenta un costo troppo alto - denunciano i rappresentanti degli esercenti in una nota - che pesa mediamente per migliaia di euro nelle tasche dei commercianti anche se i benzinai, i tabaccai,le edicole e tutti coloro che vendono valori per lo Stato sono i più penalizzati".

L'incontro aveva al centro la misura, introdotta nella nuova legge di stabilità che ha abbassato a cinque euro la soglia minima (precedentemente fissata a trenta euro) per la quale il consumatore può chiedere al commerciante di pagare con la banconota elettronica.

“Il commercio – ha puntualizzato Alessandro Ciapini direttore di Confesercenti durante l’incontro con Filippi - è favorevole, in linea di principio, alla diffusione dei pagamenti con carte per due ragioni. La prima attiene al rischio che corrono ad avere contante nelle casse in un momento in cui sale la percezione di insicurezza: alcune categorie, ad esempio i benzinai o i tabaccai sono soventi soggetti a furti e rapine. La seconda è legata alla predisposizione a spendere quindi a favorire la crescita dei consumi. Indagini indicano che la moneta elettronica favorisce i consumi e in un paese propenso al risparmio l’immaterialità del denaro favorisce la spesa”. 

“D’altra parte ciò che pesa negativamente sulla diffusione di questa forma di pagamento è l’eccessivo costo che grava sulle imprese, che non solo frena la diffusione tra i consumatori ma rappresenta una tassa occulta sulle imprese. Con i costi attuali si arricchiscono banche e sistemi interbancari che gestiscono le carte, impoverendo i commercianti” ha continuato Ciapini snocciolando anche qualche dato. 

In Italia - spiega - infatti attualmente il costo medio è 0,7% per i bancomat, e 1,5% per le carte di credito; a questi costi si devono aggiungere quelli relativi al canone del lettore, 30 euro medi mensili e il costo di accredito nel conto, che se giornaliero ha un costo medio di 1,5 euro al giorno". 

"Insomma, ha concluso Ciapini, se sommiamo questi costi pur in presenza di una relativa diffusione di questa forma di pagamenti, in Italia 18-20% dei pagamenti, contro il 40% del resto d’Europa, ogni azienda in media spende 2mila euro all’anno e se pensiamo che, con la nuova legge di stabilità, si abbassa a cinque euro l’eventualità di chiedere il pagamento tramite bancomat e carte, è evidente ipotizzare che la richiesta di utilizzo da parte dei clienti possa lievitare traducendosi in un raddoppio dei costi che gravano sulle imprese”.

L’iniziativa promossa da Confesercenti si riassume quindi nel: chiedere la rapida applicazione della direttiva europea che prevede la riduzione delle commissioni allo 0,2% per i bancomat, e allo 0,3% per le carte di credito, tutte senza eccezione alcuna. 

“Sarà mia precisa premura - ha dichiarato alla fine dell’incontro il senatore Filippi - fare pressione presso le commissioni parlamentare competenti e coinvolgendo i colleghi che si occupano dell’argomento, affinché nel decreto attuativo siano recepite le giustissime istanze sostenute da Confesercenti che comprendo e condivido appieno”.

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