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martedì 22 agosto 2017

Attualità lunedì 12 dicembre 2016 ore 18:08

​Via libera all’area marina protetta di Capraia

Il direttivo del Parco ha dato il via libera, Legambiente: "Importante passo avanti verso l’Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano"

CAPRAIA ISOLA — Il direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha approvato all’unanimità la variante al Piano del Parco che zonizza i vincoli provvisori a mare dell’Isola di Capraia, istituendo così di fatto la prima vera Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano (Gorgona, Montecristo e Giannutri sono ancora normate dal D.P.R del 1996 e Pianosa è Parco Nazionale).

Il sindaco di Capraia, Gaetano Guarente, ha spiegato il lungo percorso di concertazione che ha portato all’approvazione della zonazione della nuova area marina protetta e ad accogliere anche alcune delle perplessità che erano emerse localmente.

Delle 19 osservazioni alla variante dl Piano del Parco solo 3 provenivano da Capraia, le altre in gran parte riguardavano il tentativo di inserire nel Piano nuove possibilità di costruire o di realizzare alberghi.

Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana, parla di: "Un grosso passo avanti per Capraia e per l’Arcipelago, che apre la possibilità di definire finalmente una zonazione gestibile anche nelle altre isole con protezione a mare e di avviare il percorso per sanare quel vero e proprio scandalo internazionale che è la mancata istituzione dell’area marina protetta dell’Arcipelago Toscano, prevista da una legge del 1982 e confermata dalla legge quadro 394/91, dalle sue successive modifiche e da tutte le convenzioni firmate dall’Europa a livello europeo e mondiale".

Legambiente, pur avendo alcune perplessità sulla zonazione, ha rinunciato a presentare proprie osservazioni proprio per favorire il percorso messo in piedi dal Comune di Capraia e dall’Ente Parco. Non altrettanto paiono aver fatto le amministrazioni comunali elbane che, approfittando di una variante riguardante un’area marina protetta, avrebbero cercato di scardinare alcuni vincoli anti-cemento.

Mazzantini spiega che: "Nelle osservazioni presentate ce ne era anche una dei Comuni elbani che chiedeva di poter ampliare le sanatorie o i condoni edilizi rilasciati all’interno dell’area protetta prima dell’istituzione del Parco Nazionale, una richiesta tra l’altro già bocciata al tempo della presentazione del Piano del Parco e che era stata giudicata non accettabile da sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. 

Quello di favorire i furbetti del cemento sembra un vecchio vizio difficile a morire. L’ufficio tecnico del Parco ha fatto un ottimo lavoro per inquadrare dal punto di vista legislativo l’impossibilità di accogliere una richiesta assurda che se accolta avrebbe ricoperto di vergogna il Parco Nazionale. 

Così come è stato fatto un ottimo lavoro per consentire l’ampliamento delle aree agricole in Zona C. Una buona giornata per il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, un bel regalo per il mare del quale Legambiente ringrazia l’amministrazione comunale di Capraia, l’Ente Parco e tutti i consiglieri dell’area protetta che hanno reso possibile istituire la prima vera Area Marina protetta dell’Arcipelago Toscano".

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