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venerdì 02 dicembre 2016

Cronaca venerdì 19 febbraio 2016 ore 19:31

"Accoglienza, funziona il modello Capannori"

Il sindaco Luca Menesini, ospite del convegno campese, spiega l'esperienza dell'accoglienza degli immigrati nel suo Comune

CAMPO NELL'ELBA — Accogliere migranti e non vivere nella paura, aiutare chi ha meno restando umani e, anzi, crescendo. Si può fare, altrove funziona e lo testimonia Luca Menesini, sindaco di Capannori, cittadina di 50mila anime in provincia di Lucca.

Menesini, insieme a Valerio Bonetti della cooperativa Odissea, erano gli ospiti dell'incontro pubblico voluto dall'amministrazione di Campo nell'Elba e dal circolo Pertini, per affrontare il problema migranti e esplorare la possibilità che anche l'isola faccia la sua parte come il resto della Regione e del Paese.

"Noi abbiamo una presenza storica di immigrati come mi risulta abbia anche l'Elba - ha commentato a margine dell'incontro - abbiamo deciso di aprire le porte e accogliere piccoli gruppi, massimo 10 persone, e con l'aiuto di una rete di supporto fatta dagli stessi cittadini e dalle associazioni, far integrare queste persone guidandole all'autonomia".

"E' fondamentale che imparino la lingua per poter comunicare - continua il sindaco - e restituiscono alla collettività quello che ricevono attraverso lavori di pubblica utilità che possono andare dalla pulizia degli argini a alla cura del decoro urbano. Questo è un fenomeno che non si esaurirà nei prossimi giorni ma che durerà anni, per questo va gestito".

A Capannori sono ospitati 46 migranti che salgono a 150 nella provincia di Lucca.

Posto che gli abitanti di Capannori non siano più illuminati degli elbani, allora la resistenza che si incontra sull'isola riguardo l'ospitalità dei migranti è dovuta anche alla comunicazione: "Noi abbiamo iniziato questo percorso nel 2011 e ci siamo subito confrontati con i cittadini, con chi abita nel quartiere della struttura dove vengono accolti e non abbiamo mai avuto problemi. Questo è un tema che viene spesso strumentalizzato ma si ha paura di ciò che non si conosce: quando gli abitanti hanno conosciuto i ragazzi e hanno visto di persona, tutto è filato liscio".

Nella sala convegni dell'hotel Barcarola, dopo una breve introduzione di Virginia Campidoglio, presidente del circolo Pertini, è stato Lambardi a intervenire svestendo la fascia tricolore e indossando le vesti dello storico. Il primo cittadino ha fatto un quadro dei fenomeni migratori sia nel passato che ai giorni nostri: "Oggi non prenderemo decisioni - ha spiegato - ma parleremo della questione, ci riappropriamo del diritto di discutere e di approfondire strappando il velo di silenzio che su questo tema è sceso all'Elba da un po' di tempo".

"Penso che sia la prima volta che se ne parli in maniera così pubblica e aperta - ha concluso il sindaco - è un tema che domina l'attualità e dopo la stagione turistica dovremo affrontarlo nuovamente perchè, come ci testimonia il collega Menesini, sta a noi gestire un fenomeno che durerà ancora nel tempo e l'Elba non può voltarsi dall'altra parte".

A gestire l'accoglienza sono in prima battuta le prefetture, si è notata la rumorosa assenza del vice prefetto Daveti che pure era annunciato, e durante l'ultimo incontro che proprio il prefetto livornese ha chiesto con le amministrazioni elbane l'indicazione è stata chiara: l'Elba non potrà fare finta di niente ancora per molto.

Luca Lunedì
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