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Un pontile in miniatura per Rio Marina

Il modellino del pontile di Vigneria è stato realizzato da un artista cavese ed ora è esposto presso la Torre degli Appiani che domina il porto riese

Miniatura realizzata da Manuel Cherchi (foto Pro Loco di Rio)

Il pontile di Vigneria, utilizzato per caricare il minerale sulle navi, uno dei simboli del paese di Rio Marina e della storia mineraria dell'Elba, è stato spezzato dalla furia della mareggiata di fine Ottobre del 2018 e si è lentamente inabissato, anche se ogni tanto riaffiora alla visione.

Il pontile di Vigneria spezzato dalla mareggiata prima di inabissarsi

La storia del pontile è stata travagliata perché fu ricostruito più volte dopo essere stato abbattuto dal mare in tempesta anche quando l'attività mineraria era in piena funzione. Quello crollato nel 2018 era la sua ultima versione e, senza più manutenzione, era già fortemente compromesso.

Le immagini del pontile spezzato dalla furia del mare fecero il giro del mondo attraverso la stampa online ma anche attraverso i social.

Pontile di Vigneria (foto ass. Carlo d'Ego-Riesità)

Perduto per sempre e quindi irrecuperabile, i suoi resti giacciono in balia del mare nello specchio acqueo antistante e al momento non è dato sapere se i resti del relitto ferroso verranno mai rimossi.

Nel frattempo però c'è chi ha pensato a riprodurre, seppur in miniatura, il pontile di Vigneria e da ieri all'interno della Torre degli Appiani a Rio Marina è possibile ammirare la ricostruzione.

Pontile di Vigneria (foto di Massi Macii)

La miniatura che riproduce il pontile di caricazione dei minerali di Vigneria, come spiegano dalla Pro Loco di Rio, è stata costruita interamente a mano da Manuel Cherchi, artista cavese, che nel suo piccolo, ma con una grande passione nella lavorazione del ferro, ha ridonato a Rio Marina il suo pontile.

"Tutto questo nasce grazie a mio nonno Sauro Carletti. - ha spiegato Cherchi - Ha lavorato 35 anni in miniera, armava le gallerie e caricava il minerale dal pontile di Vigneria come tanti altri minatori. Il mostro di ferro arrugginito, era inattivo da molti anni ma restava imponente a ricordare i tempi che furono, finché una mareggiata lo inghiottì nei suoi flutti nell’Ottobre del 2018. Questa mia opera vuole commemorare tutte quelle persone che ai tempi vi hanno lavorato dando cuore, anima e sudore per il loro piccolo paese.Vorrei ringraziare di cuore Marco Corsi e la Pro Loco di Rio per avermi dato quest’enorme opportunità. Che dire...per me è stato un onore ridare vita ad un simbolo così importante, grazie".