"Ero sul traghetto quando un’amica mi ha scritto: "Avrai letto la risposta di Mattia Guerrini". Dopo quel messaggio, l’ho letta due volte e vi confesso una mia debolezza. Faccio fatica a confrontarmi sulle invasioni di cavallette. In verità mi interessa altro".
Il segretario del Pd di Rio, Fabrizio Ania, commenta la replica del vicensindaco di Rio, Mattia Guerrini, sulle criticità della gestione dei rifiuti e il decoro del territorio.
Mi interessa quello che ha raccontato M. C., che come cittadino segnalò via Pec un problema al Comune di Rio e, a distanza di mesi, non ha ricevuto risposta. Mi interessa quello che ha scritto recentemente S. B. sul valore del confronto pubblico, capace di non ridurre tutto ad attività da burocrati, ma di responsabilizzare chi svolge determinate funzioni, soprattutto nei Comuni e nelle altre istituzioni. Mi interessa quello che mi raccontava tempo fa uno dei nostri ragazzi, oggi universitario a Pisa: di come la sua generazione possa perdere il diritto all’illusione".
"Sì, alle polemiche fini a se stesse preferisco la necessità di non perdere mai la ricerca del confronto, nell’interesse della nostra comunità.
Detto questo, c’è un aspetto della risposta del vicesindaco sul quale vale la pena soffermarsi. - prosegue Ania - Non tanto per le cose che contesta al PD, sulle quali abbiamo già scritto ampiamente. Quanto per il modo in cui sceglie di farlo. Le battute mal riuscite, gli incontri salvifici e i compagni naviganti. Un repertorio curioso e singolare, per chi amministra una comunità e dovrebbe riconoscere nel confronto pubblico un’occasione, non una minaccia".
"Del resto, basta tornare al 26 Settembre per trovare un suo giudizio assai diverso sullo stesso tema: l’incontro pubblico come momento importante di confronto.
Evidentemente, per Mattia Guerrini, il giudizio cambia quando ci si sente chiamati in causa. - prosegue il segretario del Pd di Rio - E alla prima occasione, la reazione di pancia prende il sopravvento sugli argomenti".
"E allora forse non è delle cavallette che dovremmo discutere.È della capacità di confrontarsi con le idee degli altri senza cadere, semmai inconsapevolmente, nel ridicolo.
Alla definizione di "compagni naviganti" preferiamo quella di "compagni navigatori". Perché non ci basta andare per mare. Vogliamo scegliere una rotta, avere una visione e costruire, insieme a tanti altri, un progetto per Rio. Che restituisca spessore e valore, pur nelle diversità, anche al dialogo. Occasione per arricchire la nostra comunità
Un dialogo che nel linguaggio del comunicato di Mattia Guerrini non trova cittadinanza", conclude Ania.