Nel Novembre 2024, Legambiente Arcipelago Toscano aveva lanciato l’allarme sulla situazione della spiaggia dei Topinetti, tra Rio Marina e Cavo, che già negli anni precedenti era stata oggetto di alcuni parziali lavori di consolidamento della parete rocciosa che la sovrasta, ma che mostrava evidenti segni di un ulteriore cedimento.
"Dopo oltre un anno, - spiega Legambiente in una nota -niente è stato fatto e la situazione di evidente dissesto idrogeologico, con crolli e fessurazioni che sono diventati ancora più evidenti e che si estendono pericolosamente fino a un muro di contenimento della sovrastante strada provinciale Rio Marina – Cavo".
"Come dimostra anche la recente frana che, sempre nel Comune di Rio, ha investito la spiaggia di Zupignano, - prosegue Legambiente - i cambiamenti climatici in corso stanno acuendo e velocizzando i processi erosivi e franosi già in corso. Le recenti mareggiate - nulla rispetto a quelle verificatesi in Sicilia, Calabria e Sardegna – che hanno colpito la costa riese sono bastate a trasportare le attrezzature balneari dei Topinetti a Cala Seregola".
"E ci chiediamo cosa succederebbe (e con il disastro climatico che abbiamo ornai innescato prima o poi succederà) se le coste elbane – fragili e cementificate, venissero investite da qualcosa di simile al ciclone Harry.
Continuare con lo stesso modello significa rassegnarsi al prossimo disastro. Da anni diciamo che, per le coste riesi ed elbane, serve un piano che rappresenti un cambio di paradigma: riconsiderare e adottare strutture e insediamenti esistenti; adattare quel che non può essere rimosso, ripristinare l’equilibrio sedimentario favorendo l’afflusso di sabbia e sassi portati dai corsi d’acqua, che invece sono stati ristretti, tombati, deviati (quando non cancellati); pianificare gli interventi su area vasta, perché il mare non conosce i confini dei 7 comuni elbani", aggiunge il Cigno Verde.
"Ma, prima di tutto, di fronte a una situazione che ai Topinetti rischia di aggravarsi e di compromettere sia l’agibilità di una parte della spiaggia che della stessa strada provinciale, Legambiente chiede che le autorità competenti - a partre da Provincia, Comune e Parco Nazionale - verifichino l’assetto idrogeologico dell’area e intervengano preventivamente sui punti critici per evitare che ci siano ulteriori crolli che potrebbero avere conseguenze sulla viabilità e l’accesso alla spiaggia e alla balneazione. - conclude Legambiente -
E’ finita l’epoca delle passerelle elettorali e delle promesse subito dimenticate, bisogna agire presto e bene".