"Solo poche ore fa è emersa la notizia che, in base al contratto di comodato d’uso con la Pro Loco stipulato il 27 gennaio 2026 per il Centro Polivalente di Rio Marina, l’Amministrazione comunale ha introdotto il divieto di utilizzo della sala per iniziative politiche, 'ad eccezione dei comizi da tenersi durante le varie competizioni elettorali'".
Lo fa sapere in una nota Fabrizio Ania, segretario del Circolo Pd di Rioin una nota.
"Non si tratta di un semplice regolamento: - commenta Ania - è una scelta precisa, che definisce un’idea chiara di come debbano funzionare gli spazi della comunità. Sapete quale sarebbe il “pericolo”? Un incontro pubblico sul pensiero di Enrico Berlinguer con l’onorevole Gianni Cuperlo. Un momento di riflessione culturale e politica su una figura centrale della storia repubblicana".
"Non è la prima volta. - aggiunge il segretario del Pd - A Gennaio il diniego riguardò l’utilizzo della sala del Parco Minerario. Il “rischio”, allora, era un incontro con il Presidente di Esa sulla raccolta differenziata. Siamo a Rio, dove il Sindaco Marco Corsini ricopre per professione un ruolo di responsabilità. Proprio per questo ci si aspetterebbe una maggiore attenzione ai principi costituzionali del pluralismo e della libertà di iniziativa politica".
"Una decisione grave. Un’impostazione politica a Rio ormai consolidata. - aggiunge Ania - Le scelte non si discutono, non si condividono in Consiglio comunale: semplicemente si assumono. Come se il bene pubblico – una sala, un luogo della collettività – potesse essere gestito come un bene privato. Si arriva così a scolpire in un regolamento una sorta di “pericolo" rappresentato dalla politica e dai partiti. Da contenere, anziché riconoscerli per ciò che sono: strumenti di partecipazione riconosciuti e tutelati dalla Costituzione, pilastri della nostra democrazia repubblicana".
"Se oggi questo principio viene applicato a una sala pubblica, domani dove potrà estendersi? - prosegue Ania - Alle vie, alle piazze, agli altri luoghi pubblici?"
"E mi chiedo quanto disorientamento vi sia oggi in chi siede sui banchi della maggioranza, al punto da restare in silenzio e dimenticare quanto scritto tre anni fa nel loro programma elettorale su diritti, partecipazione e luoghi della democrazia", conclude Ania.