C'è un luogo, a Rio Marina, dove per decenni il rumore ha significato lavoro: picconi, vagoni, il ferro strappato alla terra.
Oggi, dentro il Voltone che di quella storia porta ancora i segni, il silenzio diventa protagonista. Non come vuoto, ma come materia da attraversare.
È questa la scommessa di Silenzio, l'installazione site-specific che l'artista guatemalteco Qino Diaz ha realizzato per il progetto espositivo curato da Galleria Pananti, primo di una serie di interventi pensati per animare periodicamente lo spazio storico elbano con linguaggi artistici diversi.
L'opera si presenta come un piccolo rito di attraversamento. Il pavimento del Voltone scompare sotto uno strato di sale bianco, superficie fragile e mutevole che racconta il legame profondo tra l'isola, il mare e ciò che resta quando l'acqua evapora. Una passerella stretta, in fibra di cocco, guida il visitatore verso il cuore dello spazio, dove l'unica fonte di luce è una sfera di carta sospesa nel vuoto.
Chi entra non resta semplice spettatore. Il percorso, breve e quasi obbligato, chiede di rallentare il passo, di misurare il proprio corpo nello spazio. Il suono, appena accennato all'inizio, si dissolve progressivamente lasciando emergere altro: i passi sulla passerella, il respiro, la risonanza della volta antica.
Alla fine, se si resta in ascolto abbastanza a lungo, quello che si percepisce è il proprio battito cardiaco.
L'installazione costruisce così una serie di opposizioni essenziali, quasi geometriche: ferro e sale, rumore e silenzio, materia e vuoto, oscurità e luce.
"Non si tratta di rappresentare il silenzio – sottolineano Bianca e Filippo Pananti, dell'omonima Galleria, che hanno curato il progetto – ma di renderlo esperienza concreta, fisica".
"Per arrivare al silenzio, bisogna attraversare la materia", è il pensiero che accompagna l'opera, e che ne riassume forse il senso più profondo: non c'è quiete senza un percorso da compiere, non c'è ascolto senza aver prima attraversato qualcosa di denso, di reale.
Classe 1977, Qino Díaz vive e lavora a Firenze. Il suo percorso artistico nasce quasi per caso, negli anni universitari, quando l'interesse per forme e colore prende il sopravvento su una formazione accademica orientata a Giurisprudenza e Amministrazione Aziendale.
Il trasferimento negli Stati Uniti e l'esperienza al Museum d'Arte Contemporanea di Boca Raton segnano una svolta, consolidando quella che fino ad allora era rimasta una vocazione sotterranea.Dal 2011 Firenze diventa la sua città d'elezione.
È qui che partecipa, l'anno successivo, alla collettiva "Il Nuovo Nuovo Mondo" a Palazzo Vecchio, primo importante banco di prova pubblico. Da allora la sua ricerca si allarga: dalla pittura, dove l'intensità cromatica dell'immaginario latinoamericano resta una cifra riconoscibile, alla scultura, fino agli interventi ambientali come quello di Rio Marina. Nel 2025 la scelta definitiva: dedicarsi interamente all'arte, riprendendo gli studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, in un percorso che mescola esperienza vissuta e formazione accademica.
Con "Silenzio", Galleria Pananti apre dunque un nuovo capitolo per il Voltone di Rio Marina, spazio storico che si candida a diventare un punto di riferimento per l'arte contemporanea sull'Isola, in dialogo costante con la sua identità e la sua memoria.
L'installazione, a ingresso libero, resterà visitabile fino a fine novembre 2026, in Calata dei Voltoni 36 ed è sempre aperta.
Un'occasione, per elbani e visitatori, di scoprire che a volte per ritrovare il silenzio – quello vero, quello che normalmente il rumore quotidiano ci nasconde – basta attraversare uno spazio di sale, luce e memoria.