Interviste

"Elba, in pochi chilometri la storia delle ere geologiche"

L'isola è una grande aula universitaria a cielo aperto per chi studia le rocce. La prima volta degli studenti francesi dell’Université Côte d'Azur

Analisi delle rocce di alta pressione che affiorano sotto la Torre di Rio Marina. Gli studenti hanno la possibilità di studiare e misurare rocce che raccontano l’evoluzione dell’isola nel tempo e nello spazio (Foto di Richard Pierre, uno degli studenti del gruppo)

L'isola d'Elba come una grande aula universitaria a cielo aperto per studiare attraverso rocce e minerali l'evoluzione geologica. È questo il motivo per cui molte università, di varie zone del mondo, la scelgono per la formazione di studenti e ricercatori.

Alcuni degli studenti francesi lungo la strada di Ortano

Proprio ieri, lungo la strada di Ortano, nel territorio di Rio, abbiamo incontrato un gruppo di studenti francesi dell’Université Côte d'Azur, - che si trova a Nizza - che, accompagnati dai loro docenti  stanno partecipando ad un campo geologico proprio all'isola d'Elba.

Abbiamo posto alcune domande ad Alessandro Petroccia, ricercatore italiano, che attualmente lavora presso l’Université Côte d'Azur, che insieme a Guillame Duclaux, professore associato di Geologia e tettonica all'Università della Costa Azzurra e vicedirettore del Geoazur Research Institute, sta guidando gli studenti nel loro apprendimento sull'isola.

Alessandro Petroccia, ricercatore dell'dell’Université Côte d'Azur, con alcuni studenti lungo la strada di Ortano

State facendo una tappa nella parte orientale dell'Elba e quindi studiando le rocce del territorio. Ora qui siamo a Ortano. Da dove venite e a quale università fate riferimento? Raccontateci un po' la vostra storia...

"Io sono Alessandro Petroccia, sono un ricercatore dell’Université Côte d'Azur, CNRS, Géoazur, situata a Nizza, in Francia ma mi sono formato all'Università di Torino, una formazione italiana quindi. È la prima volta che gli studenti francesi di questa università hanno la possibilità di viaggiare attraverso i tempi geologici semplicemente osservando gli affioramenti dell’isola, e potendo attraversare milioni di anni della scala dei tempi geologici in pochi chilometri. Questi sono  ragazzi del corso di laura magistrale, quindi hanno già fatto tre anni di formazione e siamo qui all'Elba per fare un campo geologico dove possono vedere diversi tipi di rocce, ma dove possono anche comprendere l'evoluzione alpina, appeninica e anche più vecchia che noi in Italia in realtà abbiamo e che riusciamo a conservare un po' in modo diverso rispetto a quello che troviamo in Francia".

Il Professore Guillaume Duclaux spiega come misurare l’orientazione degli strati di un affioramento roccioso, fondamentale per la realizzazione della carta geologica (affioramento a nord di Rio dell’Elba (Foto di Alessandro Petroccia)

Perchè avete scelto proprio l'Elba?

"Perché l'Elba è un'isola che si riesce a girare in un'ora, due ore al massimo, totalmente, e racchiude al suo interno una storia che dal punto di vista geologico va da 300 milioni di anni fa, - quindi possiamo vedere le rocce tra le più antiche che abbiamo in Italia - fino alla storia più recente, quella appenninica, di pochi milioni di anni fa. Quindi racchiude in pochissimo un qualcosa che per gli studenti è di straordinario interesse didattico e riescono a vedere quello che in realtà sui libri dovrebbero leggere in 200 pagine. L’isola è una palestra geologica che permette di studiare gran parte dei processi geologici conosciuti e racchiude un tesoro geologico inestimabile".

Quali sono le tappe del vostro percorso didattico in questi giorni?

"L'idea è quella di dividere il percorso lungo la storia geologica. Ieri siamo in partiti da Rio Marina dove si possono vedere le rocce più antiche dell'isola".

Diciamo dove sono, magari molte persone non lo sanno...

"Sono vicino alla torretta sul porto di Rio Marina. Ci sono questi affioramenti spettacolari: ci sono anche numerose pubblicazioni dei gruppi italiani al riguardo. L'idea è quella di partire dalle rocce più vecchie e via via andare da est verso ovest per arrivare alla parte più giovane quindi fino al Monte Capanne, fare il giro di Monte Capanne per vedere non solo come questo corpo granitico si è esumato ma anche gli effetti che ha prodotto attorno".

Oggi (ieri, ndr) siete ad Ortano: che cosa c'è di particolare in questa zona del comune di Rio?

"Dato che Ortano è leggermente più a sud di Rio Marina, possiamo partire dalle rocce più vecchie che sono proprio sulla costa e via via salire lungo questa strada (la strada di Ortano, ndr) che taglia perfettamente tutto, quindi è una strada che taglia i tempi geologici, in poche parole, riusciamo a passare dal vecchio fino ad arrivare alle sequenze ofiolitiche, quindi vedere i relitti di un oceano che c'è stato, che in realtà rappresentano un po' quella che è la storia triassico-giurassica dell'isola e da lì poi domani ci sposteremo ancora più ad ovest per arrivare ai graniti".

Analisi della deformazione complessa che si osserva nelle rocce affioranti nella zona di Cala dell’Alga, Cavo (Foto di Alessandro Petroccia)

A fine intervista Alessandro Petroccia ha aggiunto che, data la particolarità dell'isola in ambito geologico, l'obiettivo è portare gli studenti anche il prossimo anno e far diventare l'Elba una tappa fissa per i futuri geologi francesi dell’Université Côte d'Azur.

In fondo all'articolo è disponibile il video con una parte dell'intervista.