Politica

Berlinguer, un politico in mezzo alla gente

Una mattinata dedicata al pensiero politico del segretario del PCI con i deputati Pd Cuperlo e Simiani e il segretario della Cgil livornese Francese

Fabrizio Ania, Cosetta Pellegrini, Marco Simiani e Gianni Cuperlo

A Rio Marina questa mattina sulla Terrazza degli Spiazzi si è svolta una iniziativa dedicata al pensiero e alla eredità politica di Enrico Berlinguer, storico segretario del Partito Comunista Italiano.

Gianni Cuperlo, deputato Pd (in primo piano)

Ad aprire l'iniziativa e a dare il benvenuto ai relatori e ai numerosi cittadini presenti è stato Massimo Scelza, segretario del Pd Elba a cui è seguito l'intervento del segretario del Pd di Rio Fabrizio Ania, che ha organizzato l'evento e che ha evidenziato come la figura di Berlinguer sia in grado di unire più generazioni sottolineando che "bisogna andare oltre le barriere per costruire le migliori condizioni per la nostra felicità". Ania, raccontando anche il suo percorso giovanile della Fgci ha parlato di nostalgia per il passato.

Cosetta Pellegrini, consigliera comunale del Pd di Portoferraio, ha invece indicato come il difficile lavoro di Berlinguer può essere una base di partenza per un campo largo con al centro i diritti, il lavoro, i diritti delle donne e il lavoro per produrre un programma di governo per i lavoratori che oggi sono racchiusi in diverse categorie rispetto al periodo di Berlinguer.

Il deputato Pd Marco Simiani ha tracciato alcune linee storiche legate al pensiero e al ruolo politico di Berlinguer, sottolineando l'importanza del "compromesso storico" per costruire le regole democratiche. Simiani, richiamando il pensiero di Berliguer ha sottolineato come "la sinistra non deve rimanere isolata" e che "il riformismo deve essere un metodo mentre il progressismo è una scelta politica". Poi ha citato il libro di Cuperlo "Rinascimento europeo, il libro dei sogni", parlando dicostruire un campo larghissimo con alcuni punti chiari legati al sogno di un'Europa dei popoli, un'Europa federale. Simiani ha inoltre evidenziato  come la sinistra deve aprire un campo largo dialogando con imprese, lavoratori su temi chiave come sanità, ambiente etc. "Che tipo di partito vogliamo? - ha detto Simiani - Prima era un partito dei lavoratori ora bisogna costruire un partito con tutte le categorie dei lavoratori e dei cittadini". 

Nel suo intervento Gianni Cuperlo, deputato Pd, ha iniziato proprio dallo stupore suscitato dalla grande folla in piazza San Giovanni a Roma in occasione del funerale di Berlinguer, "una folla mai più rivista", simbolo del riconoscimento all'uomo e al politico che è stato. Berlinguer, pur nella complessità che ha affrontato è stato "capo incontrastato del PCI per 12 anni" in un periodo in cui 2 o 3 volte alla settimana veniva ucciso un sindacalista o un magistrato, nel periodo stragismo eversivo...ma in quegli anni ci furono anche importanti provvedimenti come la maggiore età a 18 anni invece che a 21, l'accesso alle Università anche dagli istituti professionali, il divorzio, l'istituzione degli asili nido chiesti per le madri lavoratrici, la riforma della Rai. Nei mesi precedenti il sequestro e l'uccisione di Moro, come ha ricordato Cuperlo, ci furono poi 3 riforme importanti: il servizio sanitario nazionale, la legge 194 sulla interruzione di gravidanza e la legge Basaglia. A quei tempi 9 italiani su 10 andavano a votare, ha proseguito Cuperlo, raccontando come "la politica e il partito sapevano rappresentare le esigenze dai cittadini" e come ci fosse la spinta dai movimenti dal basso ad agire. Queste riforme furono approvate con maggioranza più ampia di quella delle forze di governo.

Cuperlo ha spiegato che Berlinguer è il politico che ha accompagnato questo percorso verso una democrazia matura credendo fermamente nell'alternanza e pensando che era meglio avere il popolo con se piuttosto che il potere. 

Ha poi ricordato che l'unico interlocutore nella Democrazia Cristiana per Berlinguer è stato Aldo Moro. Il traguardo della politica berlingueriana era arrivare al governo. In entrambi c'era la consapevolezza della complessità della situazione italiana tanto che in base ad un accordo nel marzo 1978 il PCI doveva entrare nel governo DC, la stessa mattina Moro fu rapito e poi ucciso dopo aver ricevuto minacce per quell'accordo. Ma in quella stessa mattina con la scomparsa di Moro termina la strategia di Berlinguer perché viene a mancare il suo unico interlocutore. 

Cuperlo ha spiegato che "nel punto più alto raggiunto c'è anche il punto più basso" e con la nuova DC chiude al PCI. Ma un italiano su 3 voterà comunista e Berlinguer decide, consapevole del popolo che ha alle sue spalle, decide di collocare quel patrimonio in una storia che verrà più avanti e dialoga con i movimenti ambientalisti, con i giovani e con i movimenti femminili.

"Si tratta di nostalgia non per il passato ma per ciò che non è mai arrivato, ha detto Cuperlo".  "Noi la sinistra e i vari partiti dopo il PCI dopo abbiamo avuto potere, forse troppo potere, anche quando siamo andati al governo anche senza aver vinto le elezioni ma abbiamo perso la passione e la voglia di un tempo di cambiare il mondo", ha detto Cuperlo.

"La sinistra ha sempre fatto leva sul principio della speranza, dobbiamo capire in che parte della storia siamo e cercare di dare risposte a tutti".

Cuperlo ha poi ricordato la "questione morale" sollevata da Berlinguer che denunciava in anticipo la degenerazione della politica, dei partiti che occupavano tutti i posti di potere a discapito del merito, una denuncia per i suoi stessi compagni di partito misero Berlinguer in minoranza. Ha poi evidenziato la coerenza e la capacità di Berlinguer di leggere la complessità del suo tempo.

Infine ha fatto riferimento a questa fase della storia con ls comparsa di fenomeni morbosi, criticando il modo di agire di Trump
ed il suo linguaggio e spiegando che mentre la sinistra ha fatto sempre leva sulla speranza, la destra invece si è nutrita disseminando la paura.

Il segretario Cgil Gianfranco Francese, che ha avuto modo di conoscere Berlinguer da piccolo, ha spiegato che "se il riformismo non è indirizzato a migliorare materialmente la vita delle persone, a farle vivere dignitosamente non serve a niente" e questo Berlinguer lo sapeva bene. Per Francese "Berlinguer è sempre stato in mezzo alle persone dando speranza e fiducia con capacità e umiltà di ascoltare".

Fra il pubblico erano presenti anche Rossano Rossi, segretaro regionale Cgil, Manuel Anselmi, segretario Cgil arcipelavo livornese, Alessandro Franchi, consigliere regionale Pd, Simone De Rosas, segretario Pd Val di Cornia Elba, Alberta Ticciati, sindaca di Campiglia Marittima e candidata a segretaria del Pd Val di Cornia Elba, Angelo Zini, ex sindaco di Portoferraio e consigliere di minoranza a Portoferrsio, Roberto Antonini  esponente Pd ed ex sindaco di Rio Marina, Danilo Alessi, ex dirigente del PCI ed ex sindaco di Rio Elba.