La mozione, presentata da Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista, Partito democratico e Movimento 5 stelle, nasce in risposta all'attuazione della legge 131/2025, che ridefinisce i criteri per l'accesso ai fondi e agli strumenti di sostegno per le zone montane. Secondo le prime analisi, la Toscana passerebbe dagli attuali 149 comuni classificati come montani a soli 113, con un taglio di 36 enti che perderebbero l'accesso a risorse vitali come il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.
“Non possiamo accettare che una fredda applicazione di parametri altimetrici e di pendenza cancelli con un colpo di spugna le specificità e le fragilità dei nostri territori montani e insulari. Per questo abbiamo presentato una mozione che impegna la Giunta regionale a farsi parte attiva nelle sedi di confronto con il Governo per rivedere i criteri della nuova classificazione dei comuni montani”.
Così i consiglieri Diletta Fallani (AVS) e Vittorio Salotti (Casa Riformista) commentano l’iniziativa depositata in Consiglio Regionale.
“L’elenco dei comuni esclusi è allarmante – spiega Fallani – e colpisce anche il nostro arcipelago: con i nuovi criteri, tutti i comuni insulari precedentemente equiparati ai montani, da Portoferraio a Capraia, verrebbero esclusi dai benefici della normativa. È un paradosso inaccettabile che non tiene conto della condizione di insularità, che comporta costi di trasporto maggiori e gravi fragilità socio-economiche del tutto sovrapponibili a quelle delle aree interne”.
Con l’atto presentato, si chiede alla Giunta regionale di intervenire presso il Governo e in Conferenza unificata per:Introdurre criteri integrativi: non solo parametri geografici, ma anche indicatori relativi allo spopolamento, alla fragilità economica e all'accessibilità ai servizi essenziali. Tutelare i territori insulari: garantire che la revisione dei criteri non penalizzi l’Arcipelago Toscano, riconoscendo lo svantaggio strutturale dell'insularità. Salvaguardare le Unioni di Comuni: evitare che la nuova classificazione comprometta la gestione associata dei servizi e gli equilibri istituzionali esistenti. Avviare un monitoraggio con IRPET: analizzare nel dettaglio gli effetti della normativa per documentare le condizioni di svantaggio e promuovere iniziative di tutela per i territori esclusi.
“La montagna e le isole della Toscana non sono solo una questione di pendenze o altitudine – concludono Fallani e Salotti – ma sono comunità vive che presidiano il territorio e che necessitano di sostegno concreto per contrastare l'abbandono. La Regione deve far sentire la propria voce per evitare una disparità di trattamento che penalizzerebbe ingiustamente i nostri territori appenninici e insulari”.