Interviste

Antonio Patuelli, l'Elba nel cuore da mezzo secolo

Assiduo ospite e cittadino onorario di Marciana, il presidente ABI racconta la sua Elba: "Procchio, mare e cultura da valorizzare".

Antonio Patuelli, assemblea ABI 2024

Da quasi mezzo secolo le estati di Antonio Patuelli hanno una meta precisa: l'Isola d'Elba. Presidente del Gruppo Cassa di Ravenna S.p.A. e dell'Associazione Bancaria Italiana, già Sottosegretario di Stato nel Governo Ciampi e Presidente della Commissione Italiana per l'Unesco, Patuelli arrivò per la prima volta sullo Scoglio nel 1979, chiamato da chi sarebbe diventata sua moglie, Giulia Gennari, elbana d'origine da parte di nonna paterna. Da allora l'isola è diventata per lui casa d'estate, luogo di lavoro e osservatorio privilegiato su ciò che funziona e ciò che manca al territorio.

Frequentatore dell'Isola dal lontano 1979, da anni lei trascorre gran parte del periodo estivo prima a Marciana Marina, ora a Procchio. Ha confidato che lo considera un luogo ideale per lavorare in estate grazie alla sua tranquillità, alla tecnologia che consente di operare a distanza e alla possibilità di raggiungere agevolmente il "Continente". Nel 2023 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria da parte del Comune di Marciana.

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La prima volta sullo Scoglio, presidente?
"Ero approdato due volte all'Elba con amici, ma il primo invito di Giulia - la ragazza che in seguito sarebbe diventata mia moglie - risale all'estate del 1979. Avevo una barca a vela, in Romagna, e di conseguenza la mia vacanza era lì, fra spiaggia, mare e vela. Ad un certo punto Giulia mi chiamò e disse: 'Vienimi a trovare'. Ed io... mi sono fiondato. Mi sono fiondato per altro con strade ben diverse rispetto a quelle di oggi".

Non solo l'amore per l'isola: nell'agosto 2023 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Marciana. Presidente Patuelli, si sente un po’ elbano?

"In un certo senso lo sono, grazie a mia moglie, che da parte di nonna paterna è parzialmente elbana. Non ci siamo conosciuti all'Elba, ma in Emilia Romagna, a Salsomaggiore, durante un Congresso di giovani liberali. C'è una comunicativa formidabile fra me e Giulia, anche sotto questo punto di vista".

Tornando ai trasporti, da un punto di vista dei trasporti le cose sono migliorate.

"Molto. Ricordo la vecchia Aurelia di quando non c'era l'autostrada fino a Rosignano e non c'era l'Aurelia nuova a quattro corsie; ricordo il passaggio di fianco all'Ovo (la grande scultura-insegna a forma di uovo che pubblicizzava un bar e ristorante sulla strada collinare 206, ndr), l'attraversamento di Cecina, il semaforo in centro città, il passaggio attraverso San Vincenzo e il viale della Principessa, quello che siglava l'arrivo verso Piombino. Mi piaceva quel vialone, perché la Principessa passa in mezzo a una grande pineta che mi evoca quelle dei lidi romagnoli".

E ancora in tema trasporti, l'aeroporto rappresenta un plus per l'Isola?

"Prima bisogna fare un bilancio, poi parlare dell'aeroporto. Ormai le strade sono molto più comode, io vado all'Elba da Roma, da Ravenna e da Milano: il viaggio è sempre lungo, però molto più agevole, perché è tutta autostrada o superstrada. I trasporti automobilistici sono assolutamente migliorati. E questo è un fatto. Poi ci sono i treni: paradossalmente il declassamento della Linea tirrenica, che non ha più i rapidi (oggi chiamati Frecce Rosse) ha portato, invece, a una valorizzazione della stazione di Campiglia Marittima, in quanto ora ci fermano le Frecce Argento, le Frecce Bianche e gli Intercity. Campiglia è cresciuta come stazione ed anche il collegamento ferroviario è quindi migliorato. Per non parlare dei traghetti".

Tutto un altro mondo, rispetto a 40 anni fa...

"In estate, ormai, è un susseguirsi di corse, non si perde più tempo a Piombino, tanto che hanno chiuso il ristorante al porto. Rammento che tante volte alla sera, dovendo aspettare un traghetto alle 20,50 o l'ultimo, andavo a mangiare nella stazione marittima, nel ristorante dell'ultimo piano, che non c'è più, non essendoci più la necessità. Quindi il terzo vantaggio per raggiungere l'Elba è la frequenza dei traghetti, anche se il numero degli aliscafi in servizio rimane scarso. Complessivamente questi i tre elementi sono migliorati. Mentre il quarto è rimasto fermo."

Si riferisce all'aeroporto?

"Esatto. Sono a favore del suo potenziamento: ho girato tanti aeroporti e per quanto riguarda quello esistente, credo che una strada (la provinciale) possa tranquillamente passare sotto la pista, per avere pochi metri in più di aeroporto. Il mondo è pieno di strade ben più importanti che lo fanno, non si tratta di un gran problema. Ma attenzione, la maggior parte dei visitatori viaggia su traghetti e aliscafi e quindi il potenziamento dell'aeroporto sarebbe utile soprattutto per i turisti che vengono da lontano, dall'estero. A Marina di Campo arrivano aerei da circa 18 posti, che oggettivamente hanno un'economicità più complessa, mentre c'è una richiesta di voli di più ampio respiro, che hanno però bisogno di una pista leggermente più lunga".

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La sua profonda conoscenza della Storia emerge in tanti suoi articoli. Più volte ha parlato di Napoleone... Da storico appassionato, è mai andato sulle tracce dell'imperatore fra San Martino e Portoferraio?

"All'Elba Napoleone si vede dappertutto, lo si celebra, e noi non facciamo eccezione. Inoltre mia moglie dice di continuo, 'Che per fortuna c’è stato Napoleone che ha fatto qualche strada, perché altrimenti ce ne sarebbero state ben di meno.' Sentiamo molto la presenza di Bonaparte e ci stupiamo di come egli avrebbe potuto sviluppare all'Elba un modello di società civilmente molto avanzata, senza andare a infilarsi in un'altra guerra, nel disastro poi di Waterloo e di Sant'Elena".

In che senso, presidente?

"Mi spiego: sono laureato in Storia del diritto italiano e di conseguenza di Napoleone apprezzo soprattutto il Codice napoleonico del 1804, che ha rivisitato e molto ammodernato il filone classico del Diritto romano, ricodificato da Giustiniano. Durante il suo esilio, l'Imperatore avrebbe potuto benissimo far crescere - non solo nei pochi mesi all’Elba, ma nel corso di diversi anni - la dimostrazione che era un grande innovatore di civiltà, senza più guerre. L'ha fatto per dieci mesi. Fosse rimasto per qualche anno, la sua stella di civiltà sarebbe brillata di più di quella di natura militare che ha portato a tante morti e, infine, alla sua disfatta".

Di Napoleone rimangono le sue residenze, diventate musei statali. L'aspetto culturale dell'Isola è sufficientemente valorizzato?

"L'Isola ha delle potenzialità che devono essere sviluppate. La prima cosa che mi dicono tanti amici in visita, è che gli orari del Museo di San Martino e della Palazzina dei Mulini sono limitati, non sono continuati. Mentre le Residenze Napoleoniche sono un motore culturale. Quando venne consegnato il Premio Letterario Internazionale Elba - R. Brignetti, nel settembre del 2023, ad esempio, la fascinazione della Villa di San Martino fu formidabile".

I turisti non si accontentano di mare e spiagge, molti cercano un appagamento culturale. Qualche suggerimento per rendere più fruibili musei e siti archeologici?

"I gioielli elbani dovrebbero essere maggiormente valorizzati. Ricordo che Giovanni Spadolini, a cavallo di Ferragosto, veniva quasi tutti gli anni all'Elba, cercando di vedere mostre, eventi, incontri. Questo aspetto andrebbe potenziato. Il turismo è complementare, nel senso che si va al mare di giorno e alla sera si cerca qualche diversivo. E i diversivi che rendono di più sono quelli legati alla cultura, sotto le più varie forme. Io, ad esempio, ho un rammarico".

Ovvero?

"La scomparsa delle arene estive. I cinema all'aperto, che più o meno in tutta Italia sono andati in disuso. Quando ero ragazzo in Romagna una delle cose più divertenti era proprio scegliere di andare a vedere un film e decidere in quale cinema all'aperto. Quando ho iniziato a frequentare l'Elba ho trovato anche lì arene estive. Mi ricordo quelle di Marciana Marina, di Marina di Campo e, in particolare, quella all'interno del Museo Archeologico della Linguella, a Portoferraio. La 'Linguella' era un sogno come cinema all'aperto, perché univa la fruizione della pellicola alla monumentalità del luogo, ma anche alla suggestione del silenziosissimo passaggio dei traghetti. Silenziosissimo, però... Una meraviglia! A un certo punto anche quello spazio esterno è stato chiuso. Non è che ci manchino i film, ma andarli a vedere in una sala con l'aria condizionata è tutta un'altra cosa rispetto a godersi respirando l'aria del mare. Anzi, tramite queste colonne voglio quindi lanciare una proposta: perché non riaprire qualche arena, in primis lo spazio della 'Linguella', che non è vicino a nessuna abitazione e non disturba?"

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Passando alla mondanità, l'abbiamo vista in compagnia di sua moglie alla presentazione del libro di Pier Ferdinando Casini a Procchio con Romano Prodi nel 2023, e di nuovo con il "Professore" quest'anno per la presentazione del volume di Letizia Moratti, anche a varie edizioni del Premio Letterario Internazionale Isola d'Elba Brignetti, per fare qualche esempio: soddisfatto della vita culturale elbana o...?

"La scomparsa di Pasquale Berti è stata una grande perdita. Con lui sindaco, il programma culturale di Marciana Marina era un fuoco scoppiettante. Ricordo i dibattiti in piazza con Spadolini, una cosa fantastica, fra gli ospiti anche Andreotti e molti altri personaggi di calibro. Tutti gli anni Berti faceva venire l'orchestra di Monaco di Baviera, una delle principali orchestre europee, a fare un concerto in piazza a Marciana Marina. E ancora l'operetta: come dimenticare quella fantastica 'Acqua cheta' di Giuseppe Pietri, che è un elbano? Indubbiamente c'era una più forte vitalità, lacuna che mette in evidenza la necessità di una spinta, un recupero capace di luoghi e piazze".

Questo renderebbe l'Isola ancor più appetibile?

"Parliamoci chiaro, l'Elba attira già per la sua natura. Attira per l'aria, per il mare e per la luce. Questi sono gli elementi di richiamo. L'Isola ha una luce superiore, da Mediterraneo più meridionale, rispetto alla sua collocazione. Inoltre i suoi mari sono unici, perché l'Elba è una trave orizzontale nel Mediterraneo con un punto che è il più stretto, 6 chilometri circa, da Marina di Campo a Procchio: quando il vento è da Nord e porta su questo lato di costa meduse e qualche plastica, sulle spiagge del Sud ci sono i Caraibi. Quando invece c'è vento da Sud e lì arrivano meduse e anche un po' di plastica, a Nord ci sono i Caraibi. Dove è possibile trovare altrove una simile situazione?"

Antonio Patuelli ha un luogo del cuore?

"Il luogo del cuore per me è la spiaggia, perché collega aria e mare. Il posto ideale nel quale leggere: quando apriamo casa, parto sempre da Ravenna con un paio di valigie piene dei libri che ho selezionato durante i nove mesi di inverno, autunno e primavera. La tristezza è quando si debbono portare i volumi indietro, perché vuol dire che - fra un bagno, tante letture e riunioni in video conferenza, una call e trasferte di lavoro - la stagione elbana volge al termine".