Claudio Coscarella interviene sul dibattito relativo al Comune unico dell'isola d'Elba.
"Premessa antropologica sul vicolo. - scrive Coscarella - Il vicolo rappresenta un microcosmo sociale e culturale. Uno spazio narrativo che racconta l'identità di un luogo, che testimonia dominazioni, movimenti migratori, economia e le riorganizzazioni urbane e sociali nel corso del tempo. I confini di un vicolo sono confusi e spesso delineavano gruppi di diversa appartenenza, etnica e parenterale, che abitano il medesimo spazio. Il vicolo non è il quartiere o il borgo aperto alla strada, ma un microcosmo (mentalmente) chiuso da un confine di appartenenza".
"Il senso di appartenenza al proprio vicolo, che spesso coincide con il luogo natio, è molto forte e diventa un mito personale come ancora identitaria che persiste negli anni. - prosegue Coscarella - Ma la gente del vicolo era vicina ma non unita, spesso invidiosa delle fortune altrui ed irremovibile nel giudicare i propri vicini. Una caratteristica del vicolo è il rapporto con la verità, confusa con il senso di appartenenza e con l'intimità della vicinanza, creata dalla condivisione di finestre e balcony, che diventano luoghi di incontro e di chiacchiera, della rievocazione di racconti finchè (come accade oggi nella omolagazione universale mediatica) quest’ultimi non diventano verità mitiche".
"Il vicolo era il luogo di relazioni umane di riferimento di tutta una vita, dove appartenenza e verità si intrecciano in un binomio inscindibile di costante rievocazione identitarian (il mito personale). - aggiunge - Il commune (dis)unico dell’Elba. Campo, Capoliveri e Porto Azzurro erano e sono ancora attualmente vicoli di una narrazione identitaria distorta: essere gli unici protagonisti del turismo balneare elbano e custodire questo effimero primato anche a scapito degli interessi del “Bene Comune” isolano e degli altri comuni vicini. Negli ultimi 30 anni bisogna riconiscere che questi tre vicoli si sono resi protagonisti di un recupero eccezionale dei centri storici e di uno sviluppo urbanistico con notevole consumo di suolo, che ha distribuito benessere per i propri residenti ed attratto tante presenze di un turismo balneare di massa. Vale la pena ricordare la scellerata scelta di Porto Azzurro di chiudere l’attracco della continuità territoriale marittima ed in altro ambito il referendum municipale sull’aeroporto elbano di La Pila, come fosse cosa nostra locale (per poi chiedere cospicui finanziamenti regionali a nome di tutta l’isola ed a tutti i comuni elbani per una evanescente (dis)continuità territoriale aerea)".
"Questi tre vicoli incartapecoriti nella gestione della propria corte, con il favore dei tanti residenti tributati di favori e concessioni, non saranno mai in grado di partecipare ad una cooperazione progettuale comprensiorale, anzi guardano al commune unico come una “minaccia di assedio medievale alle proprie mura”. - prosegue Coscarella - Il commune (dis) unico dell’Elba nei fatti è già possible attuarlo nel breve (vedi tabella). La proposta da parte di autorevoli residentì isolani (e dei tanti no luoghi comuni di risposta quasi sempre offenzivi per i “bottinai ferrajesi”) sarebbe possibile fra Rio, Marciana, Marciana M.na e Portoferraio con la possibilità di ottimizzare le risorse, selezionare i migliori amministratori, i tecnici più qualificati, i politici più appassionati ed uscire dalle vecchie logiche degli accordi di sacrestia localistici che lentamente stanno affossando l’immagine di tutta l’isola".
"Finalmente potere affronare i veri problemi (elencati dall’autorevole Arch. Pardi):
- un unico Piano strutturale intercomunale;
- un unico Piano operativo intercomunale;
- un unico Regolamento edilizio;
- un unico Piano del verde e della forestazione urbana;
- una programmazione coordinata per mobilità, trasporti, porti e aeroporto, come detto anche da te;
- una strategia comune per acqua, rifiuti, energia e adattamento climatico, come detto anche da te;
-una pianificazione unitaria per dissesto idrogeologico, protezione civile, tutela delle coste e prevenzione degli incendi;
- indirizzi condivisi per turismo.
Ai quali aggiungo personalmente Scuola, Tribunale, Sanità e foresteria/e per accoglimento pendolari lavoratori ed una politica della casa per le giovani coppie di residenti. Forza con il referendum per il comune (dis)unico di Cosmopoli (e l’assemblea dei borghi di Cavo, Rio Elba, Rio Marina, Bagnaia e Nisporto, Procchio, Marciana marina, Marciana, Poggio- Zanca-Patresi)", prosegue.
"Personalmente sarei pronto per quest’impresa politica e valga questo quale inizio. Il resto verrà poi quando i vicoli apparterranno solamente alla storia", conclude Coscarella.