"Come riportato dai vari interventi apparsi sulla stampa, l’iter per la stabilizzazione della nostra sede del Tribunale si avvia alla conclusione, dopo ben 15 anni da quando, nell’oramai lontano 2011, venne preannunciata la chiusura di tutte le (220) Sezioni Distaccate d’Italia. In quel contesto, la politica fece esattamente il contrario di quello che è chiamata a fare, e cioè distinguere, scegliere e infine decidere, delegando il “lavoro sporco” ad un Governo tecnico, come spesso si usa fare. Così, con un “capolavoro” legislativo, per non scontentare nessuno, si chiusero, a colpi di accetta, tutti gli Uffici, tanto quelli situati a 10 Km dalle sedi centrali, quanto quelli dei tanti peones come il nostro, distanti dalla sede centrale tre ore di viaggio, mare permettendo".
Ad intervenire è l'avvocato Paolo Di Tursi, presidente dell'Associazione Forense Isola d'Elba.
"L’Associazione Forense dell’Isola d’Elba, unitamente ai Colleghi di Ischia e Lipari, intraprese da subito una feroce battaglia in tutte le sedi politiche ed istituzionali riuscendo sorprendentemente, nonostante le potentissime forze contrarie che avevano pilotato le chiusure, ad ottenere la riapertura degli uffici insulari nel 2014, fino al 2016. - prosegue Di Tursi - Grazie, poi, alle proroghe ottenute con decine di sofferti pellegrinaggi a Roma, spesso con i nostri Sindaci e rappresentanti politici che si sono succeduti negli anni, l’Ufficio è rimasto aperto sino ad oggi, anche se a scartamento fortemente ridotto rispetto all’effettivo carico di lavoro, per varie ragioni, tra cui la carenza di Magistrati".
"In realtà, - spiega Di Tursi - la nostra sede non si è più ripresa dal colpo mortale della chiusura. Vedremo se la definitiva stabilizzazione (ancora comunque in itinere) riuscirà nell’impresa di farla resuscitare, come un novello Lazzaro. Stranamente, ma questo gli elbani lo hanno imparato sulla propria pelle, per i foresti il tratto di mare da Piombino a Portoferraio, diventa periglioso come la fossa delle Marianne, mentre, quando gli elbani sono costretti a percorrere la tratta al contrario, per raggiungere ad esempio Livorno, la traversata diventa piacevole come una gita in canoa con il bel tempo, dalle Ghiaie allo Scoglietto".
"A onor del vero la politica, a differenza della magistratura, non ha mai negato le ragioni della insularità, sia pure a colpi di proroga. - aggiunge Di Tursi - Ma nel nostro Bel Paese, parafrasando Prezzolini, non c’è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla è più provvisorio del definitivo. Questo Governo però, dopo 11 anni di proroghe, ha preso questa volta il toro per le corna, con un provvedimento organico e definitivo. Vedremo se poi, il prossimo Ministro, riuscirà anche nell’impresa (questa forse ancora più ardua) di riportare l’Ufficio agli antichi fasti, quando il Pretore, da solo, gestiva centinaia di procedimenti l’anno. Quello che è certo è che l’Associazione Forense Isola d’Elba non abbasserà la guardia su questo tema, a dimostrazione che a volte, per ottenere risultati importanti, è necessario andare in direzione ostinata e contraria", conclude Di Tursi.