Come organizzare un laboratorio per ridare vita agli abiti usati, avviarne la raccolta, coinvolgere le competenze necessarie, comunicare un marchio e predisporre la formazione degli addetti: sono i primi passi concreti affrontati nell’incontro dei giorni scorsi, organizzato dalla Fondazione Isola d’Elba ETS nella propria sede al Centro Servizi Il Molino di Portoferraio, per dare avvio a “The Clothest Isola d’Elba: laboratorio di moda creativa, rigenerata e inclusiva”.
Il progetto - finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Toscana e dal cofinanziamento della Fondazione Isola d'Elba ETS - prevede la creazione di un laboratorio nella sede della Fondazione Exodus “La Mammoletta”. Uno spazio nel quale i giovani della comunità, ma anche altre persone in carico ai servizi sociali e volontari, possano acquisire competenze professionali, sperimentare la propria creatività e costruire prospettive di autonomia e lavoro.
Al confronto hanno partecipato : SerD dell’USL Toscana Nord Ovest, Dialogo - Volontari per il carcere Aps, Fondazione Exodus La Mammoletta, Esa spa , Tip Tap One Asd e altre associazioni elbane. In collegamento anche Giacomo Spotti di The Clothest, esperienza pilota nata per sostenere la Casa di Accoglienza di Don Mauro Fresi a Montevarchi, della quale il laboratorio elbano costituirà uno sviluppo sul territorio, condividendone il percorso di recupero degli abiti, formazione e inclusione.
Fra le questioni affrontate, la raccolta e la selezione degli abiti da utilizzare nelle attività, l’allestimento del laboratorio e il coinvolgimento di figure professionali capaci di accompagnare l’apprendimento.
Una prima fase sarà dedicata alla creazione del brand The Clothest Elba, con il supporto di professionisti del marketing e della comunicazione. I giovani ospiti de La Mammoletta predisporranno una moodboard di immagini, colori e suggestioni da cui far emergere un’identità nella quale riconoscere l’universo valoriale del progetto. Il laboratorio comincia così a raccontarsi attraverso lo sguardo dei giovani dell'associazione Exodus La Mammoletta.
“Partecipare alla stesura del progetto, contribuire all’identità del marchio, proporre un’idea e vederla diventare qualcosa di concreto – sostiene Patrizia Lupi, coordinatrice del progetto e direttrice della Fondazione Isola d’Elba - saranno occasioni per scoprire i propri talenti, misurarsi con un compito e riconoscere il valore del proprio contributo. Alla formazione sulla comunicazione si affiancherà quella sartoriale, con professionisti che accompagneranno le ragazze nell’apprendimento del cucito e delle tecniche necessarie alla realizzazione di prodotti tessili. Sarà un momento di aggregazione, di dialogo intergenerazionale e di inclusione che potrà portare frutti concreti, sfociando in una prospettiva reale di lavoro".
Anche la comunitá elbana. Chi dispone di abiti, non più usati ma in ottimo stato, è invitato a scrivere a Fondazione Isola d'Elba ETS per segnalare la propria disponibilità al dono. Grazie alla collaborazione del partner Associazione Dialogo, la raccolta contribuirà anche a rispondere alle necessità di abbigliamento delle persone detenute nel carcere di Porto Azzurro, collegando il laboratorio alle attività di solidarietà già presenti sul territorio.
Sono benvenute anche competenze e proposte di collaborazione volontaria: dalla disponibilità a insegnare al supporto nelle attività di raccolta e organizzazione, ciascuno potrà contribuire alla realizzazione del progetto che punta a inserire nel mondo del lavoro, con attività strutturate dopo l’iniziale start up, persone a rischio di marginalità economica e sociale.
Per contribuire alla raccolta e al progetto è possibile scrivere a; segreteria@fondazioneisoladelba.it.