Ogni isola custodisce un luogo dove una generazione ha lasciato la propria giovinezza. Per l'Elba quel luogo ha un nome inglese, un cavaliere in armatura come insegna e un tetto che, nelle notti d'estate, si spalancava sulle stelle. Chi passa oggi dal Capannone, sul crinale della provinciale tra Portoferraio e Procchio, proprio al bivio per la Biodola, vede soltanto un edificio ferito, avvolto dalla macchia. Eppure quelle mura di pietra e legno hanno visto ballare mezzo mondo. Il Norman's Club nasce nel 1960 dalla matita di tre giovani architetti milanesi, lo Studio S. 24 di Paolo Lomazzi, Lorenzo Raschi e Carlo Jachino.
Il progetto disegna una pianta poligonale e frastagliata, con murature rivestite di pietra e legno. Qualche anno dopo Lomazzi avrebbe creato con De Pas e D'Urbino icone del design radicale come la poltrona gonfiabile "Blow" e il divano a forma di guantone "Joe", oggi nelle collezioni del MoMA di New York. Il nome arriva dal suo fondatore, un americano di nome Norman.
A farne rivivere il mondo è Doriana Castaldi, che ne ha raccolto il ricordo da un testimone d'eccezione, come scritto sul magazine Elba Per2, diretto da chi scrive: "Ricordo ancora la reazione che ebbe qualche anno fa l'anziano maitre del bel ristorante stellato di Soriso (Novara) in Piemonte. Fu lui a raccontarmi dell'Elba e di un passato che io non conoscevo, parlando della sua gioventù di barman al Norman's Club, un locale bellissimo e mitico rimasto aperto dagli anni Sessanta agli anni Novanta cambiando più volte gestione. Mi raccontò che Norman, il patron americano del clan di Sinatra che aveva creato il locale, consentiva l'ingresso solo a chi indossasse giacca scura, camicia bianca e cravatta, che l'orchestra suonava dal vivo ed era frequentato dai personaggi del jet set internazionale che in quegli anni venivano a scoprire la nuova meta, il paradiso elbano, ancora lontano da quel che poi sarebbe stato il turismo di massa", racconta Castaldi.
"Lavorando come barman mi raccontò che anche un giovane Berlusconi trovò il modo di esibirsi là per diverse serate. - prosegue - Il soffitto della sala, dove si ballava ad un certo punto della serata, si apriva mostrando il bellissimo cielo stellato delle notti estive. Norman aveva il suo tavolo fisso alla Taverna Jamaica di Via dell'Amore a Portoferraio".
Poi il vento cambia. Le orchestre lasciano il posto alle consolle, le cravatte alle camicie sbottonate, e il Norman's diventa discoteca, cuore pulsante della movida elbana negli anni Ottanta e Novanta. In pista passano Paolo Vallesi, Antonio Albanese, Benny Benassi, Alba Parietti, Claudia Koll e Brigitte Nielsen. A meno di un chilometro, sulla stessa strada, il Club 64 (che appartiene alla stessa società): una rivalità di 'gestione' storica, combattuta a colpi di serate e di ospiti. L'ultimo anno di contratto, a memoria dei diretti interessati, risalirebbe al 2005. Di certo c'è sicuramente l'avanzare dell'incuria, fino al crollo di parte del solaio, rimesso in sesto con un restauro parziale nel 2015.
Da allora più nulla, come abbiamo constatato: dalla provinciale due scalinate salgono verso il locale tra palme nane, rovi e arbusti selvatici, sotto lampioni a globo rimasti in piedi. A documentarne lo stato di abbandono in rete è lo youtuber elbano "Boomer", che col canale Urbex Elba racconta i luoghi dimenticati dell'isola: il suo video, "Discoteca abbandonata con vista mozzafiato", è un viaggio tra degrado e abbandono, con tutt'intorno, beffardo, un panorama che nessuna rovina riesce a scalfire. Da allora l'ex Buco d'Oro - così era detto, in quanto ha questa pista con sopra il tetto che si apre e sotto si balla sotto il cielo di stelle, appunto - è passato di gestione in gestione: Fontanelli, Scacciati, Lucia Sandolo e Margherita Messina, che attualmente gestiscono il vicino, logisticamente parlando, "Club64"… Ma poi il Norman’s è andato a morire.
Fra intonaci scrostati e foglie secche giace sdraiato a terra, nascosto in un rientro nel muro di pietra, un cartello coperto dalle foglie secche: c’è scritto "Affittasi locale", con due numeri di telefono, uno italiano. La proprietà, contattata, preferisce non rispondere.
Resta un quesito che molti elbani, ma non solo, continuano a porsi passando davanti a quel bivio, tanto che è perfino nato un profilo Facebook - 'NORMANS CLUB Isola d'Elba - amministrato da Mauro Fontanelli, una pagina piena d'amore e nostalgia, ricca di foto e capace di portare chi ha superato gli 'anta' indietro nel tempo.
Tornando alla domanda in questione, scontata, ma giorno dopo giorno più attuale: il Norman's tornerà mai a vivere?
Ci sperano in tanti, perché certi luoghi non appartengono soltanto a chi li possiede, ma a chiunque, almeno per una notte, su quella pista abbia sentito di avere il mondo in tasca.