Avevano poco più di vent'anni, alcuni meno. L'età dei sogni, delle amicizie, dell'amore, in cui si comincia a costruire il futuro, quel futuro che una guerra atroce aveva oscurato. Furono costretti a scegliere: imbracciare un fucile, opporsi alle ingiustizie e alla barbarie, mettere in conto anche la morte pur di essere liberi.
Sono i giovani elbani della Resistenza, e le loro storie tornano a farsi voce lunedì 28 Settembre, alle 17, all'Hotel Airone di Portoferraio, con "Partigiani dal mare alle montagne".Si tratta di un reading musicale a più voci, con proiezioni di foto e canzoni, che l'Università del Tempo Libero di Portoferraio propone nell'incontro "La Resistenza degli elbani. Il coraggio di dire di no".
Danilo Alessi ne ha scritto la sceneggiatura, tratta dal suo libro "Il coraggio di dire no", in corso di stampa, e sarà la voce narrante. Al suo fianco Costanza Lupi, 22 anni, e Fernando Falcone, 17: due giovanissimi voluti dall'autore a testimoniare, in modo plastico, il passaggio di memoria da una generazione all'altra. In apertura la presentazione di Donatella Maffoni, presidente dell'Università del Tempo Libero, e l'intervento di Spartaco Geppetti, presidente dell'ANPPIA, l'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti.
Si parte dall'Elba dopo l'8 Settembre, con i suoi partigiani, i militari internati, i marinai della X Mas, i volontari in Spagna, i perseguitati politici: trentasette i combattenti di cui si ha notizia da fonti ufficiali, duecentotrentuno i perseguitati, la più alta percentuale della Toscana in rapporto alla popolazione.
Numeri notevoli per un'isola senza boschi né montagne in cui nascondersi, senza vie di fuga perché oltre i confini arriva il mare. Dopo una poesia di Giuseppe Bartoli, il video di "Bella ciao" con Micol Arpa apre il racconto. Quindi cinque parti, una per ogni protagonista. Ilario Zambelli, con il fronte clandestino della Marina e il martirio delle Fosse Ardeatine, introdotto dal video "Da via Rasella alle Fosse Ardeatine". Sabba Mancusi e l'eccidio di Forno, con "Oltre il ponte", testo di Italo Calvino. Guglielmo Pacini e "Quel giorno a Piazzale Loreto", con "La ballata dell'ex" di Sergio Endrigo. Giordano Piacentini, dalle Langhe a Mauthausen, con "Auschwitz" dei Nomadi. Infine Costantino Alessi, da Lero ai Balcani.
Le conclusioni sono affidate a "Ora e sempre Resistenza" di Piero Calamandrei e a un video finale dal titolo che è già una storia: "Mio padre è morto a 18 anni", con la voce di Gigi Proietti.
Il libro da cui nasce lo spettacolo ricompone le biografie di dieci uomini che scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale né di servire sotto la svastica, e valorizza quella "resistenza civile" che aiutò i soldati sbandati dopo l'armistizio, con il comandante del porto Giuseppe Massimo, il sottufficiale Rolfo Vona e una rete spontanea di cittadini. Nella prefazione Geppetti sottolinea che quelle storie "non appartengono soltanto all'Elba: appartengono all'Italia intera", e ricorda che la libertà "non è un dato acquisito, ma un impegno quotidiano".
Restituire loro visibilità, scrive, significa riaffermare l'antifascismo come fondamento della Repubblica: un'operazione di memoria che è "un atto di responsabilità democratica".