Interviste

​"Elba sicura: pochi reati, ma la guardia resta alta"

Litigi in famiglia, poca droga leggera, furti quasi assenti, omicidi quasi a zero: ne parliamo col Commissario Valente, a capo della Polizia elbana

C'è un dato che gli elbani conoscono per esperienza diretta, prima ancora che per statistica: qui si può ancora lasciare la bici fuori dal bar (o quasi). Non è folklore da dépliant, è la percezione condivisa di chi vive sull'isola tutto l'anno e di chi la sceglie per le vacanze da decenni. I numeri, quando si va a chiederli a chi indaga davvero, la confermano: furti quasi assenti, omicidi quasi a zero, qualche rissa isolata, il grosso degli interventi che nasce in casa — liti familiari — o attorno a un po' di droga leggera. Nulla che assomigli all'immagine da bollettino di guerra che a volte la cronaca nazionale restituisce di certe mete turistiche.

Eppure sarebbe un errore leggere questa tranquillità come assenza di lavoro. Il Commissariato di Portoferraio, che copre l'intero territorio isolano, ha intensificato negli ultimi mesi i controlli — dai posti di blocco stradali alla prevenzione nei luoghi della movida — perché anche un'isola sicura resta un'isola da presidiare, soprattutto quando la popolazione si moltiplica per dieci con l'arrivo dell'estate. Ne abbiamo parlato con il Commissario Antonio Valente, dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Portoferraio.

Commissario, partiamo dai numeri che contano di più per chi arriva in vacanza: qual è oggi la fotografia reale della criminalità all'Elba, e quanto si discosta dalla percezione — spesso più allarmata — che si ha guardando l'isola dall'esterno?
"La fotografia reale ci restituisce un territorio con indici di criminalità decisamente inferiori alla media nazionale e a molte altre realtà turistiche. La percezione di sicurezza che si respira all'Elba trova un riscontro oggettivo nei numeri: i reati predatori e i reati gravi sono ai minimi. Questo risultato è frutto di due fattori chiave: da un lato, l'efficiente lavoro di prevenzione e controllo delle forze dell'ordine; dall'altro, la conformazione stessa dell'isola. La necessità di utilizzare i trasporti marittimi rappresenta un fortissimo deterrente per la criminalità d'impatto. Per chi intende commettere reati, l'assenza di vie di fuga rapide o anonime e il passaggio obbligato dai porti rendono la logistica estremamente complessa e rischiosa. L'insularità, in questo senso, diventa un prezioso alleato della sicurezza."

Lei stesso ha parlato di controlli intensificati in vista dell'alta stagione: quali sono in concreto le priorità del Commissariato quando l'isola passa da 31mila a oltre 100mila presenze?
"Quando la popolazione decuplica, la nostra priorità assoluta diventa la presenza visibile e dissuasiva sul territorio. Non aspettiamo che il reato si consumi, puntiamo sull'anticipazione. Concretamente, questo significa intensificare i controlli dinamici e i posti di controllo da parte del personale delle Volanti sia lungo le direttrici stradali principali sia negli snodi d'imbarco e sbarco a Portoferraio. Parallelamente garantiamo un presidio costante nei luoghi della movida e nei centri ad alta densità turistica, per prevenire episodi di degrado o turbative dell'ordine pubblico. Per quanto riguarda la repressione dei reati, invece, incessante è l'attività del settore della Polizia Giudiziaria del Commissariato, costituito da personale specializzato che si occupa in via prioritaria di indagini investigative sia di iniziativa che a seguito di denunce o di azioni di pronto intervento. Il nostro obiettivo è far percepire la presenza della Polizia di Stato come una garanzia di serenità per residenti e turisti."

Se dovesse indicare la vera "emergenza" quotidiana dell'Elba, cosa risponderebbe? Liti familiari, piccolo spaccio, abusi di alcol alla guida: cosa occupa davvero il grosso del lavoro dei suoi agenti?
"Lei ha centrato subito le problematiche che maggiormente interessano il territorio elbano. Non parlerei di vera e propria emergenza, ma rispetto agli scorsi anni si registra un sensibile aumento di tali reati. Purtroppo qui si registrano numerosi casi di liti familiari o comunque riguardanti persone legate da rapporti sentimentali e non, dalle quali spesso scaturiscono attività d'indagine rientranti nel cosiddetto Codice Rosso, attività che hanno la priorità assoluta rispetto ad altri tipi di indagini e per le quali è richiesta una particolare professionalità che consenta di riconoscere e far emergere situazioni di disagio e violenze tante volte tenute sottaciute. Diverse sono le misure cautelari personali emesse dalla Procura di Livorno nei confronti dei responsabili di simili reati, come allontanamenti dalla casa familiare e divieti di avvicinamento, con l'applicazione del cosiddetto braccialetto elettronico per il controllo a distanza dei movimenti, fino ad arrivare agli arresti domiciliari o alla detenzione in carcere nei casi più gravi".

Per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti? "Stiamo parlando di un fenomeno in crescita a livello nazionale e l'isola non ne è immune. Anche in questo caso vengono svolte costantemente attività d'indagine finalizzate al contrasto di questo fenomeno, sia dalla Polizia di Stato sia dalle altre forze dell'ordine interessate, Carabinieri e Guardia di Finanza, con le quali è costante lo scambio di informazioni e la fattiva collaborazione. I risultati ottenuti ci parlano di un effettivo incremento dell'uso di droghe negli ultimi anni, soprattutto hashish e cocaina".

Altro problema effettivamente presente su questo territorio è l'abuso nell'assunzione di alcolici...

"Sì, un problema che si riflette anche nell'aumentato numero di liti in strada per futili motivi e nei maggiori rischi alla sicurezza pubblica collegati alla guida spregiudicata in stato di ebbrezza. Costante è l'attività di prevenzione svolta dalle pattuglie presenti su tutti i quadranti orari, e diversi gli interventi effettuati, che hanno portato a denunciare all'Autorità Giudiziaria diverse persone per i reati di lesioni dolose e rissa, nonché a sorprendere soggetti alla guida di veicoli in accertato stato d'ebbrezza, ai quali sono state ritirate le patenti di guida in attesa del provvedimento sospensivo del Prefetto, oltre alla loro segnalazione alla Procura della Repubblica di Livorno nei casi in cui è stato rilevato un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Purtroppo, in materia di prevenzione e repressione delle infrazioni al Codice della Strada, non ha aiutato la chiusura del Distaccamento della Polizia Stradale di Portoferraio, che risale ormai al 2017."

Il rafforzamento dell'organico annunciato quest'anno — nuovi agenti e vice ispettori — che tipo di presidio garantisce oggi sul territorio, e cosa manca ancora, se manca qualcosa, per stare al passo con i flussi turistici in crescita?
"Quest'anno sono stati assegnati al Commissariato 9 nuovi agenti — 5 a inizio anno e 4 nel mese di agosto — e un vice ispettore, che hanno rappresentato un'iniezione di energia fondamentale, soprattutto in ottica di controllo del territorio. Un'attività che riusciamo ora ad attuare con maggiore flessibilità, coprendo anche i comuni più distanti da Portoferraio e garantendo la presenza delle nostre Volanti su tutti i turni. Ovviamente, con flussi turistici in costante crescita, la sfida è continua, ma l'obiettivo non è solo avere risorse quantitative durante i mesi estivi, bensì consolidare una struttura operativa snella e ben equipaggiata, capace di adattarsi rapidamente ai picchi stagionali."

Non tutti gli interventi finiscono in cronaca nera: a Capoliveri un vostro agente in vacanza, Gabriele Iannizzotto, ha salvato un turista che stava annegando in piscina grazie alle tecniche di primo soccorso apprese in servizio. Episodi così, dove la divisa "non va in vacanza" nemmeno fuori servizio, che immagine restituiscono del rapporto tra Polizia e comunità elbana, Commissario Valente?

"Restituiscono l'essenza stessa del nostro lavoro e del concetto di 'Esserci Sempre'. Un poliziotto non smette di essere tale quando toglie la divisa o va in ferie: la preparazione, il senso di responsabilità e lo spirito di servizio restano attivi in ogni momento. Episodi come quello citato, così come tanti altri che quotidianamente avvengono in sordina e senza creare risalto mediatico, sono motivi di orgoglio per tutta la Polizia di Stato e mostrano chiaramente il legame che unisce le forze dell'ordine alla comunità: un rapporto fatto di presenza reale, prontezza e profonda umanità, prima ancora che di soli controlli."