"Stamani (ieri, ndr) ero in piazza con gli studenti. Senza tirarmi indietro, non per puntare il dito, non per cercare responsabili da additare, ma per ascoltare e per dire le cose come stanno. E bisogna farlo partendo da un punto che deve essere chiaro: la loro manifestazione è legittima. Manifestare per il diritto a scuole sicure, dignitose e funzionanti è giusto".
Andrea Solforetti, consigliere provinciale, delegato alle questioni elbane, interviene sulla situazione delle scuole superiori elbane.
"Nessuno può mettere in discussione che le condizioni dell’edilizia scolastica, qui come nel resto d’Italia, rappresentino una criticità reale e strutturale. - prosegue Solforetti - Le Province hanno competenza sulle scuole secondarie di secondo grado e sulle manutenzioni, e nessuno intende nascondersi dietro un dito. Ma è altrettanto doveroso dire tutta la verità: le Province, dopo la riforma, vivono da anni in una condizione di limbo istituzionale e finanziario".
"Non è un alibi, è la base del problema. - spiega il consigliere provinciale - Una condizione che incide concretamente sulla possibilità di programmare e realizzare interventi strutturali importanti. Sugli episodi recenti, come il blocco delle caldaie, c'è da chiarire che si è trattato di guasti improvvisi e che purtroppo certi problemi possono verificarsi. Questo non significa sottovalutarli, ma affrontarli per quello che sono, senza alimentare narrazioni semplicistiche".
"Agli studenti voglio però dire anche un’altra cosa, con rispetto e franchezza: fate attenzione a chi proverà a cavalcare questa protesta per altri fini da chi oggi non ha soluzioni da offrire se non qualche slogan. - prosegue Solforetti - Il confronto, la critica e la partecipazione sono fondamentali, ma devono poggiare sulla consapevolezza dei limiti attuali delle istituzioni e sulla volontà reale di migliorare le cose, non sullo scaricabarile. Da parte mia, e dell’ente provinciale, il dialogo resta aperto. Lo è sempre stato, e lo dimostra anche la scelta di essere presente in piazza".
"Proprio perché questa protesta è seria e fondata, credo sia giusto rilanciarla con una proposta concreta: perché non unire le forze? Perché non costruire un coordinamento con gli altri parlamenti degli studenti d’Italia e portare questa battaglia a Roma, - aggiunge Solforetti - dove si decidono le riforme e dove oggi mancano le risorse per le Province e, di conseguenza, per la sicurezza delle scuole?"
"Le criticità che viviamo all’Elba non sono un’eccezione: riguardano tutta Italia. Ed è a livello nazionale che va affrontata la riforma delle Province, restituendo competenze chiare, risorse adeguate e la possibilità di garantire sicurezza non solo negli edifici scolastici, ma anche nelle strade e nei trasporti che ogni giorno studenti e cittadini utilizzano. Una mobilitazione unitaria, consapevole e nazionale avrebbe una forza enorme, molto più di mille polemiche locali. Sarebbe il modo migliore per trasformare una protesta legittima in una richiesta politica seria, concreta e rivolta al futuro. Da parte mia e della Provincia di Livorno, la disponibilità al confronto non mancherà mai", conclude Soldoretti.