Attualità

Cinghiali all'assalto di storia e cultura

Danni alla Villa Romana delle Grotte e all'Open Air di Italo Bolano. Appello alle istituzioni affinchè intervengano

"Dopo orti, campi, giardini e proprietà private, pendii che incombono sulle strade e fossi, i cinghiali devastano anche i luoghi della cultura. Colpiti l'Open Air Museum Italo Bolano e la Villa romana delle Grotte. Possibile che le Istituzioni continuino a non trovare una soluzione?"

Lo scrive Alessandra Ribaldone, presidente della Fondazione Bolano.


"C'è un limite oltre il quale non si può più parlare soltanto di danni provocati dalla fauna selvatica. - prosegue Ribaldone - Quando un fenomeno diventa sistematico, quando si ripete da anni e coinvolge ormai anche luoghi di straordinario valore culturale e ambientale, è necessario chiamare in causa chi ha il dovere di intervenire. All'Isola d'Elba quel limite sembra essere stato ampiamente superato.
L'ultimo episodio riguarda l'Open Air Museum Italo Bolano, a San Martino, Portoferraio. È un Museo senza pareti, dove l'Arte respira all'aperto, tra il sole, i colori e la vegetazione mediterranea dell'Elba, fondato oltre 60 anni fa da Italo Bolano per offrire ai giovani, ai turisti e a tutti gli abitanti un luogo di pace, armonia e Arte. Un luogo nel quale Natura e Arte non sono elementi separati, ma componenti inseparabili di un unico progetto culturale.Italo Bolano lo aveva immaginato e realizzato proprio così: un parco di circa 10.000 metri quadrati, dove le opere dialogano con gli alberi, i sentieri, le stagioni e il paesaggio".

"Un patrimonio artistico e spirituale che appartiene non soltanto alla Fondazione che oggi ne custodisce l'eredità, ma all'intera comunità elbana fino a proiettarsi oltre il canale. - prosegue ancora Ribaldone - Ebbene, anche questo luogo è stato nuovamente preso di mira dai cinghiali. Gli animali hanno divelto la recinzione, sono penetrati nell'area museale, hanno sconvolto il terreno e provocato danni, arrivando persino a compromettere una tubazione dell'acqua creando una grave perdita. Un quadro desolante, che lascia amarezza e preoccupazione. Per fortuna il Museo è attualmente chiuso per il consueto riposo invernale. Ma questo non rende meno grave quanto accaduto. Al contrario, il periodo di chiusura dovrebbe essere utilizzato per ripristinare i danni e soprattutto per mettere in sicurezza l'area, evitando che la riapertura coincida con una nuova emergenza".

"Ma l'Open Air Museum non è un caso isolato. - aggiunge Ribaldone - La stessa sorte è toccata alla Villa romana delle Grotte, uno dei siti archeologici più importanti e suggestivi dell'Isola. Qui le incursioni hanno provocato danni particolarmente seri: terreno sconvolto, recinzioni danneggiate, smottamenti in prossimità delle strutture archeologiche, pannelli informativi e arredi divelti o distrutti. Una situazione denunciata dalla Fondazione Villa romana delle Grotte, che ha nuovamente richiamato l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di interventi concreti.E non dimentichiamo anche i gravi incidenti che hanno già provocato addirittura vittime sulle strade elbane!!!"


"E allora viene spontaneo domandarsi: che cosa deve ancora accadere? Non sono soltanto gli agricoltori a pagare il prezzo di questa situazione. Non sono soltanto gli orti familiari, le coltivazioni, i giardini e le proprietà private a essere quotidianamente esposti alle incursioni. Adesso sono coinvolti anche luoghi che custodiscono la memoria, la storia e l'identità dell'Isola. È difficile accettare che un patrimonio costruito con anni di lavoro, passione, sacrifici e risorse debba essere continuamente ripristinato a causa di un problema che tutti conoscono e del quale si discute ormai da troppo tempo. Non si tratta di invocare interventi improvvisati o di ignorare la complessità della gestione della fauna selvatica. Si tratta di pretendere una strategia efficace, coordinata e soprattutto verificabile. Le responsabilità istituzionali devono essere affrontate senza ulteriori rinvii:i Comuni dell'Isola, che conoscono direttamente le conseguenze del fenomeno sui rispettivi territori; il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, che ha competenze e strumenti nella gestione degli ungulati; e soprattutto la Regione Toscana, alla quale spetta un ruolo determinante nel coordinamento e nelle decisioni necessarie per affrontare un'emergenza che ormai investe l'intera Isola devono intervenire. - conclude - Non bastano più dichiarazioni di circostanza, incontri, promesse e buone intenzioni. Servono interventi, tempi certi, risorse e responsabilità chiaramente individuate. Occorre proteggere le aree culturali e archeologiche, mettere in sicurezza le recinzioni, affrontare il problema alla radice e rendere finalmente efficace il piano di gestione della popolazione dei cinghiali. Perché non possiamo continuare a chiedere a Fondazioni, associazioni, agricoltori e singoli cittadini di sostenere da soli il costo economico e materiale di un'emergenza collettiva. C'è anche un aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato: l'Elba vive anche della propria bellezza, del paesaggio, della storia, dell'arte e della ricchezza del suo patrimonio naturale e culturale. Che immagine diamo di un'isola capace di attrarre visitatori da tutto il mondo, se non siamo in grado di proteggere nemmeno i suoi luoghi più preziosi?
L'arte di Bolano, le testimonianze della civiltà romana, i campi coltivati e i giardini dei cittadini meritano tutti la stessa attenzione e la stessa tutela. Non possiamo aspettare che i cinghiali arrivino a devastare ogni luogo per continuare a parlarne. La domanda, a questo punto, non è più se esista un problema.La domanda è: quanto ancora dovremo aspettare perché le istituzioni decidano finalmente di affrontarlo sul serio?"