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​Carla Signoris: "Il mare dell'Isola mi somiglia"

L'attrice, reduce dai successi di "Balene" e "Diamanti", si racconta tra Elba, Broncoviz, i libri e il matrimonio con Crozza

Carla Signoris

Attrice, comica, scrittrice, doppiatrice — sua la voce italiana di Dory in "Alla ricerca di Nemo" — Carla Signoris è ospite dell'Elba, chiamata a fare da madrina alla serata conclusiva del Premio letterario Isola d'Elba, a Portoferraio. Chi la ama e la segue conosce bene la sua carriera, a partire dagli esordi genovesi con Broncoviz: è lei, come recita il titolo del suo libro più fortunato, la donna che sta dietro ogni uomo alzando gli occhi al cielo — e da tempo ha smesso di stare solo "dietro". 

Reduce da un anno televisivo che l'ha vista passare dalla commedia di "No Activity – Nulla da segnalare" su Prime Video al dramma di "Fuochi d'artificio" su Rai1, la Signoris è una delle poche interpreti italiane capaci di muoversi con la stessa naturalezza tra risata e lacrime, tra il palcoscenico e la scrittura. Anche il 2025 è stato un anno pieno di soddisfazioni, con un doppio traguardo: su Rai1 "Balene – Amiche per sempre", la dramedy che vede Carla Signoris protagonista accanto a Veronica Pivetti, ha "chiuso in bellezza"; sul grande schermo, l'attrice genovese è nel cast corale di "Diamanti" di Ferzan Ozpetek, accanto a Luisa Ranieri, Jasmine Trinca, Stefano Accorsi e Luca Barbarossa. L'abbiamo incontrata alla Biodola, dove torna da sempre con la famiglia.

Carla Signoris

Lei è nata a Genova. Cosa ritrova del suo mare davanti a un mare come quello dell'Elba?
"Sono ventotto anni che vengo all'Elba e devo dire che il mare dell'isola mi assomiglia di più: qui si tocca a lungo, è più dolce. In Liguria è più impervio. Diciamo che questo luogo mi assomiglia e lo sento molto vicino."

Ha fondato [ insieme a Maurizio Crozza e altri compagni di strada genovesi. Cosa resta oggi, nel suo modo di lavorare, di quella scuola e di quelle origini?
"Noi non eravamo nasce al Teatro Stabile di Genova, con il teatro classico, Goldoni, Shakespeare. Ho fatto la scuola dello Stabile, e con me anche Pirovano, Cesena, Dighero e Crozza. Quando abbiamo cominciato a fare qualche spettacolo insieme abbiamo detto: perché non facciamo un gruppo? Ci siamo ritrovati con Giorgio Gaglione, che era il nostro regista, e abbiamo formato il gruppo. Quello che dico sempre ai miei figli è: cercate di lavorare in gruppo, perché porta energia tutta nella stessa direzione."

Con il cast dalla commedia di "No Activity – Nulla da segnalare"

In "Balene" interpreta una donna che non ha venticinque anni, un'anomalia per la fiction italiana. Chi scrive tende a raccontare il presente in cui vive?
"Sono stata fortunata. Ho rallentato molto il lavoro quando i figli erano piccoli, accettavo un film all'anno: ho detto tanti no, forse anche esagerando. Adesso che sono grandi mi diverto di più, e vedo che sono ricercata. È vero che chi scrive racconta il presente: raramente ci sono ruoli pensati per donne non più giovanissime. Ma restare sotto esame, anche da attrice affermata, è comunque una costante — per le donne, forse, ancora di più."

I suoi libri raccontano con ironia la vita di coppia. Da dove nasce un titolo come "Ho sposato un deficiente"?
"'Deficiente' viene dal latino deficere, mancante — mio marito non si è offeso, vuole solo le royalties. Quando ho scritto il primo libro avevo i figli piccoli, frequentavo le altre mamme della scuola e dell'asilo, e vedevo tante piccole deficienze comuni. A leggere sono soprattutto le donne: quando in libreria vedevano quel titolo dicevano 'anch'io' e lo compravano."

Carla Signoris

Di cosa si lamentano di più le donne, secondo lei?
"Dell'essere multitasking, del dover fare bene tutto e sempre. Ma è anche colpa nostra: ci sobbarchiamo troppo e poi ci lamentiamo."

Cosa le ha insegnato la scrittura che la recitazione non le aveva insegnato?
"Più che della recitazione, mi ha insegnato qualcosa della vita: spesso diamo fiato alla bocca senza far passare la parola dal pensiero. La scrittura, siccome rimane, richiede una riflessione maggiore. Ed è quasi un esercizio matematico: sposti una virgola e la stessa frase non fa più ridere. È molto più facile far piangere scrivendo che far sorridere."

Il pubblico la ritroverà presto in una nuova commedia e nella seconda stagione di "Balene". Cosa può anticiparci?
"A settembre inizio una commedia per Amazon con la regia di Michela Andreozzi. Poi a marzo riparte 'Balene', questa volta cinque puntate: gireremo fino ad agosto 2027, quindi l'impegno sarà più lungo."

Carla Signoris con Veronica Pivetti

Con Veronica Pivetti, sul set di "Balene", che rapporto si è creato?
"Siamo la notte e il giorno, e forse è proprio per questo che ci siamo incontrate davvero. Lei è un uragano, ha sempre un'opinione su tutto; io sono quella che pondera, tendo a sedarla. Sono abituata: con Maurizio ho le spalle larghe per sopportare questi tipi."

A proposito di Maurizio: come si manda avanti un matrimonio dopo venticinque anni?
"Basta superare le crisi. Le crisi arrivano sempre, per tutti: se vale la pena, si supera."

Carla Signoris con il marito Maurizio Crozza in una foto giovanile

Quando l'hanno chiamata per fare da madrina della serata conclusiva del Premio Letterario Isola d’Elba, a Portoferraio?
"Massimo De Ferrari (presidente dell’Associazione albergatori elbani, ndr) me lo chiedeva da anni, e io, che sono timida, dicevo sempre di no. L'anno scorso gli ho proposto: perché non chiami Veronica? Così è venuta lei. E dopo, ho detto: allora tocca anche a me, andiamo."

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