"L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci non chiede favori: chiede soltanto una sede dignitosa per custodire la storia di Portoferraio".
Francesco Semeraro, presidente della sezione di Portoferraio dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci replica all'amministrazione comunale di Portoferraio.
"Da 19 mesi aspettiamo che l’Amministrazione mantenga l’impegno preso nel 2025, quando ci fu chiesto di lasciare temporaneamente la nostra sede per consentire l’allestimento di un’aula destinata agli studenti con difficoltà motorie. - prosegue Semeraro -Accettammo subito, con senso civico, sulla base di garanzie precise: un locale idoneo, asciutto, sicuro. La realtà è un’altra: cimeli, documenti e fotografie sono stati abbandonati in un magazzino umido e inadatto, con infiltrazioni d’acqua e nessuna condizione di conservazione. Un patrimonio costruito in ottant’anni, oggi a rischio deterioramento. Alle nostre richieste il Comune risponde con rinvii e vaghezze".
"Nella recente comunicazione ufficiale, il Comune non parla di un ripristino immediato della Sezione. - aggiunge Semeraro - Si limita a ipotizzare una “remota possibilità, se sarà ritenuto necessario”. Una frase che lascia intendere che memoria, cultura e storia siano diventate optional, elementi di secondaria importanza. A Portoferraio, sembra che chi si impegna dia fastidio ma noi continueremo a impegnarci comunque".
"Portoferraio ha sempre onorato i suoi caduti e i suoi reduci. Non merita che la sua storia venga trattata come un ingombro. L’A.N.C.R. chiede solo ciò che era stato promesso: una sede adeguata, subito. La memoria non può attendere altri mesi", conclude Semeraro.