"Desidero ringraziare chi continua a segnalare la Dog Beach di Mola come l'unica spiaggia dell'isola dedicata ai cani. Davvero. Senza quella rassicurante indicazione sui siti turistici e sui portali informativi, non avrei mai avuto l'opportunità di vivere un'esperienza così istruttiva. Partita con il mio cane e con la fiducia ingenua di chi crede ancora alle informazioni ufficiali, sono arrivata in quello che immaginavo fosse uno spazio pensato per gli animali e per i loro proprietari. Invece mi sono trovata davanti a un piccolo monumento all'abbandono: rifiuti, incuria, degrado e una quantità di forasacchi tale da far sembrare la spiaggia un vivaio specializzato".
Si apre così una lettera firmata da una ospite che recentemente è andata alla Dog Beach di Mola con il suo cane.
"Dopo un rapido bagno, il mio cane ha commesso l'errore di comportarsi come un cane: si è rotolato sulla ghiaia. - prosegue la lettera - Ne è uscito trasformato in una specie di porcospino vegetale. Ho trascorso il resto della giornata a estrarre forasacchi dal mantello e, per fortuna, sono riuscita a rimuovere in tempo quello che si era infilato in una zona molto delicata. Un pomeriggio a Mola che si è improvvisamente trasformato in un corso accelerato di pronto soccorso veterinario. La domanda che sorge spontanea è semplice: come può una spiaggia pubblicizzata come area dedicata ai cani rappresentare un pericolo proprio per i cani? Nel tentativo di capire chi fosse responsabile della gestione dell'area, ho cercato il bando di concessione. Non l'ho trovato. In compenso ho raccolto spiegazioni, ipotesi e racconti da corridoio. Pare che tra prescrizioni, obblighi e assistenti bagnanti richiesti, nessuno voglia assumersi l'onere della concessione. Ora, da semplice cittadina, faccio fatica a comprendere il paradosso. Da una parte sembrerebbe esistere una rigidità burocratica tale da scoraggiare qualsiasi gestore. Dall'altra, però, la spiaggia resta in uno stato che definire trascurato è un esercizio di generosità. Ancora più curioso è il contesto. Viviamo in un territorio dove non è raro vedere situazioni che sembrano sfuggire da anni a qualsiasi forma di controllo: imbarcazioni abbandonate, ormeggi permanenti di dubbia natura, occupazioni di fatto che tutti conoscono e tutti vedono. Eppure il vero problema, a quanto pare, sarebbe garantire due assistenti bagnanti in una zona dove, francamente, nessun essere umano dotato di normale istinto di conservazione sceglierebbe di fare il bagno. A questo punto viene il dubbio che la Dog Beach di Mola non sia una spiaggia, ma un'opera concettuale. Una metafora perfetta della burocrazia italiana: ufficialmente esiste, viene pubblicizzata, compare nelle guide, viene indicata ai turisti, ma quando ci arrivi scopri che la realtà è un'altra. E allora una proposta, semplice e a costo zero. Se non si riesce a renderla sicura, pulita e realmente fruibile, abbiate almeno il pudore di smettere di pubblicizzarla. Perché un conto è una spiaggia per cani. Un altro è un'area abbandonata spacciata per servizio. I turisti forse torneranno a casa delusi. I cani, invece, rischiano di tornare a casa feriti. Resta una domanda molto concreta: a chi deve rivolgersi il proprietario dell'animale ferito? A chi deve presentare il conto del veterinario? A chi deve chiedere conto di un luogo che viene promosso come servizio pubblico ma dove, nei fatti, sicurezza, manutenzione e controlli sembrano essere affidati esclusivamente alla buona sorte? Forse, prima di continuare a inserire la Dog Beach di Mola nelle brochure e nei siti turistici, qualcuno dovrebbe provare a rispondere a queste domande".
Visto l'interesse pubblico della Dog Beach di Mola, come redazione di QUInews Elba, abbiamo chiesto informazioni in merito all'amministrazione comunale di Porto Azzurro.
"La Dog Beach aprirà il 15 Giugno. - spiega Aldo Marcello Tovoli, vicesindaco di Porto Azzurro - Sono in programma interventi, come ogni anno, per tagliare l'erba, sistemare l'area, per garantire tutti i servizi: dalle sdraio alle docce per i cani, a tutti i servizi previsti e ci sarà anche il bagnino. È normale che ora sia così, essendo chiusa come sono ancora chiusi ancora alcuni stabilimenti balneari".
"La Dog Beach sarà gestita dalla società partecipata del Comune, la D'Alarcon Forever, che ha un contratto pluriennale", conclude Tovoli.