Il segretario generale regionale Uil Fp Polizia Penitenziaria della Toscana ieri ha trasmesso una nota con toni durissimi al Provveditore regionale e alla Direzione del penitenziario elbano per chiedere che si interrompessero immediatamente le assegnazioni di persone detenute a Forte San Giacomo.
"Vengano fatti progetti di messa al lavoro e ritorni ad essere quello che era una volta il carcere di Porto Azzurro in termini di rieducazione e reinserimento nella società dei soggetti che hanno commesso reati. – afferma a gran voce la Uil Fp Polizia Penitenziaria.
"Si implementi l’organico della Polizia Penitenziaria e siano urgentemente trasferiti altrove i ristretti – aggiunge il sindacato - che nelle ultime ore hanno determinato un sovraffollamento della struttura senza precedenti, oltre i limiti consentiti, anche dal punto di vista umano, e che non permette più agli operatori, ormai ridotti allo stremo delle forze, di svolgere il servizio di vigilanza in pieno controllo dei reparti detentivi. Sono a forte rischio la sicurezza dell’istituto penitenziario, quella della cittadinanza e l’incolumità fisica dei poliziotti che ora dopo ora devono fronteggiare criticità che insorgono repentinamente, provocate da ristretti con spiccata ostilità contro le regole".
"Neanche un anno fa – sottolinea il segretario regionale - il candidato al Consiglio Regionale per Fratelli D’Italia, nel corso di un convegno svoltosi nella struttura penitenziaria insulare, teneva a dire “il carcere di Porto Azzurro, inevitabilmente, deve ritornare ad essere dal punto di vista legislativo la Casa di Reclusione nata per accogliere persone private della libertà aventi pene da scontare non inferiori a 5 anni e, soprattutto, sane di mente”. Questo lo ricordiamo molto bene, perché eravamo lì a dibattere e recriminare i diritti del personale di Polizia Penitenziaria, già provato dal disagio dovuto alla posizione geografica della sede lavorativa, oltre alle scelte scellerate dell’Amministrazione Penitenziaria che si manifestavano con i primi trasferimenti di soggetti non idonei alla struttura".
"Oggi – concludono dalla Uil con seria preoccupazione - siamo di nuovo a lanciare l’ennesimo all’allarme di una situazione che per fondate ragioni definiamo senza precedenti, una contingenza che con molta probabilità potrebbe determinarsi come il peggior momento storico dell’istituto penitenziario di Porto Azzurro, arrivato molto vicino al ripiegamento dello Stato nei confronti della criminalità. Abbiano il coraggio il Provveditorato Regionale e la Direzione del carcere di prendere una decisione tanto lesta quanto coscienziosa, per la salvaguardia dei diritti costituzionali degli operatori penitenziari, delle persone detenute e delle finanze dello Stato".