Cronaca

Agente aggredito da un detenuto

La denuncia del Sappe contro l'aumento delle aggressioni in carcere che chiede la chiusura delle stanze di detenzione

Ingresso carcere di Porto Azzurro

“L’ennesimo grave episodio di violenza ai danni del personale di Polizia Penitenziaria conferma una situazione che sta assumendo contorni sempre più allarmanti nelle carceri italiane”. 

È quanto dichiarano Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), e Francesco Oliviero, segretario nazionale Sappe per la Toscana, commentando quanto accaduto nel carcere di Porto Azzurro.

“Nella tarda mattinata del 19 maggio – spiegano i rappresentanti sindacali – si è verificata una grave aggressione ai danni di un Assistente Capo Coordinatore di comprovata esperienza, impegnato nell’affiancamento di un giovane agente presso la postazione denominata ‘cancelli galleria’, punto strategico di accesso ai diversi uffici dell’istituto”.


Secondo quanto riferito dal Sappe, un detenuto di origine nordafricana avrebbe tentato di oltrepassare il cancello senza la prevista autorizzazione. 

“L’Assistente, notando il collega in difficoltà, è intervenuto prontamente per fornire supporto e richiamare il detenuto al rispetto delle procedure. Ma anziché attenersi alle disposizioni impartite, il ristretto ha iniziato a spingere e colpire con violenza il cancello, fino a sferrare un pugno al volto del poliziotto”.


Capece e Oliviero evidenziano che “soltanto il tempestivo intervento del personale presente ha evitato conseguenze ancora più gravi”. Il detenuto è stato successivamente accompagnato nella propria stanza in attesa delle decisioni dell’Autorità dirigente, mentre il poliziotto aggredito è stato trasportato al Pronto Soccorso, dove gli sono state riscontrate tumefazioni al volto con una prognosi di cinque giorni".


“Si tratta di un episodio gravissimo che non può essere considerato un fatto isolato – proseguono i sindacalisti –. Da tempo la Segreteria regionale Sappe segnala all’Amministrazione centrale le enormi difficoltà operative che il personale si trova a fronteggiare quotidianamente. Il continuo invio di detenuti problematici, spesso non compatibili con le caratteristiche strutturali e gestionali dell’istituto, sta mettendo a dura prova donne e uomini della Polizia Penitenziaria, già fortemente penalizzati dalla carenza di organico e costretti a turnazioni sempre più pesanti”.


Il Sappw rinnova quindi la richiesta di “un urgente intervento rispetto alla situazione emergenziale e di sovraffollamento che interessa l’istituto di Porto Azzurro, con l’adozione di misure concrete e immediate”. 

Tra le richieste avanzate, il sindacato ritiene inoltre “inevitabile la chiusura delle stanze detentive quale misura necessaria per garantire una gestione più sicura, ordinata ed efficace dei detenuti problematici, a tutela del personale e dell’ordine interno”.


“La sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria e la corretta gestione degli istituti non possono più essere rinviate – concludono Capece e Oliviero –. Servono risposte immediate, perché non è più accettabile che gli operatori continuino a pagare un prezzo così alto nello svolgimento del proprio servizio”.