"A distanza di 4 anni siamo in dirittura di partenza del progetto che si indirizza finalmente su una direttrice risolutiva. Stanno per iniziare i lavori per la ristrutturazione delle opere di contrasto dell’erosione costiera alla spiaggia di Sant’Andrea. Italia Nostra applaude la decisione del Comune di Marciana che, rivedendo il progetto originale, ha preso in considerazione anche le nostre Osservazioni presentate nell'Agosto 2022 nell'ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale".
Lo scrive Italia Nostra Arcipelago Toscano in una nota.
"Era prevista la costruzione di una grande barriera sommersa a circa 70-80 m dalla spiaggia, estesa per circa 80-100 m, costituita da oltre 22.000 tonnellate di massi di calcare di produzione locale. - spiega l'associazione - Veniva mantenuta la conformazione della costa lungo la riva, compresa la barriera esistente, formata da massi di monzogranito locale.Italia Nostra, nella sua memoria di opposizione alla costruzione di quella barriera sommersa, aveva argomentato la sua pericolosità ambientale (ristagno delle acque costiere) e operativa (interferenze con balneazione e diportismo nautico). E aveva rilevato l’incomprensione della vera causa della gravissima instabilità della spiaggia: la vasca compresa fra la scogliera semiradente esistente, gravemente ammalorata, e il terrapieno retrostante, che durante le mareggiate viene invasa dai frangenti. Il livello all’interno della vasca sale anche più di un metro, l’acqua non riesce a ritornare in mare dalla scogliera e si crea un flusso idrico tanto più intenso quanto è forte la mareggiata (spesso diverse decine di mc/secondo), che defluisce all’interno della vasca e investe la spiaggia aperta sul fianco destro".
"I sedimenti presenti sono inesorabilmente allontanati verso il largo e non ritornano spontaneamente a riva, per la continua azione di questo flusso distruttivo. - aggiunge Italia Nostra - Il progetto non prevedeva rimedi a questo fenomeno, che quindi sarebbe continuato anche dopo la sua realizzazione, con effetti devastanti".
"Quest’opera è stata poi definitivamente bocciata nel corso dell’esame di valutazione di impatto, con richiesta al Comune di presentare proposte alternative. - prosegue l'associazione - Italia Nostra aveva non solo sollevato questa critica ma anche aveva prodotto un’idea progettuale alternativa, sia pure schematica, messa a punto dall’Ingegner Luciano Fantoni, che prevedeva la chiusura della vasca lato spiaggia, con una piccola barriera in grado di arrestare il deflusso distruttivo. Dopo la bocciatura del progetto, il Comune aveva deciso di testare l’efficacia di questa idea e il 6 Febbraio del 2024 era stata installata una barriera sperimentale in sacchi di juta, sotto la supervisione del Genio Civile di Livorno. L’installazione era stata fatta subito dopo una mareggiata molto forte, che aveva asportato quasi metà della spiaggia spingendo i sedimenti verso il largo. In pochi mesi dalla realizzazione di questa sia pure modesta barriera, erano tornati spontaneamente dai fondali sulla spiaggia circa 1500 metri cubi di sabbia, come documentano le foto anche satellitari, ad es. quella su Google Earth dell’8 luglio del 2024".
"Sulla base del successo della sperimentazione, il Comune ha affidato all’ingegner Fantoni la progettazione di fattibilità ed esecutiva delle opere necessarie per la stabilizzazione della costa. - aggiunge Italia Nostra - Il progetto ha superato la Verifica di Assoggettabilità alla VIA, ottenendone l’esenzione; è stato poi approvato da tutti gli enti competenti in sede di Conferenza dei Servizi a fine 2025. L’appalto è stato aggiudicato all’Impresa Sales SpA. Il progetto lascia quasi inalterata l’attuale conformazione della costa. Ad eliminazione del flusso distruttivo, sarà chiusa la vasca con una piccola scogliera, inglobata nella spiaggia, quasi completamente e quasi sempre coperta dalla sabbia".
"La scogliera esistente sarà potenziata (la sua attuale altezza media sul livello del mare è meno di 20 cm, praticamente inutile per la protezione del terrapieno retrostante, che infatti è sistematicamente attaccato e demolito dalle onde). - aggiunge l'associazione - La parte W della scogliera esistente, che si affaccia per circa 20-25 metri sulla spiaggia centrale, sarà eliminata, e la spiaggia aperta al mare passerà da 80 a 100 metri circa. Questo tratto di scogliera esistente, adeguatamente ridimensionato, sarà di fatto ruotato di 90° verso il largo, in funzione di pennello di contenimento laterale, quasi interamente sommerso dal mare, creando una simmetria con la banchina esistente ad W".
"Si realizzerà quindi una spiaggia non più esposta al deflusso distruttivo e contenuta alle due estremità. Nella figura sottostante sono rappresentate le soluzioni progettuali del 2022 e del 2026".
"Fig. 1 - Confronto fra le opere idrauliche proposte nel progetto respinto (in rosa-rosso) e in quello in oggetto (verde-azzurro-giallo). Risalta la differenza di occupazione di fondale sabbioso, dai circa 3.200 mq del progetto respinto a quella delle opere qui proposte: nulla, grazie al recupero del fondale W della scogliera attuale. Le quantità di massi previste erano di circa 22.000 t nel progetto del 2022 (calcare), e sono di circa 5.000 t nel progetto approvato. Inoltre la larghezza della spiaggia aperta verso il mare aumenta da circa 80 a circa 100 m.Per la rimodellazione e la formazione delle opere a massi di progetto, per motivi burocratici non sono purtroppo disponibili massi di monzogranito del Monte Capanne, nelle quantità necessarie, e si dovrà fare ricorso ad altre provenienze. - aggiunge l'associazione - Per assicurare il mantenimento dell’assetto paesaggistico attuale, è necessario che le parti emerse e visibili delle scogliere di progetto siano costituite da massi di monzogranito locale. Saranno pertanto recuperati tutti i massi naturali in monzogranito della scogliera esistente, lavorati dal mare, che poi saranno utilizzati per coprire le parti emerse delle nuove strutture e conservare l’aspetto estetico attuale.Nella sottostante figura due immagini: una foto satellitare dello stato attuale e un rendering dello stato di progetto. Come si vede, la modifica della morfologia costiera è marginale".
"A completamento delle opere di rimodellazione della morfologia costiera ci sarà poi un dragaggio/ripascimento. Questi interventi si sono succeduti a Sant’Andrea con una frequenza elevatissima: ogni due o tre anni si dovevano ripetere, perché anche dopo il pompaggio di qualche migliaio di metri cubi sulla spiaggia, bastava una forte mareggiata e nel giro di 24 ore l’intervento era vanificato dal deflusso distruttivo. Si confida che questo ripascimento possa essere l’ultimo e che il fondale dell’insenatura di Sant’Andrea possa riposare, con la ricrescita della Posidonia e il ripopolamento della fauna e della flora marina".
"Il progetto sarà completato con la messa in sicurezza del tracciato pedonale che dalla spiaggia di Sant’Andrea conduce alla spiaggia del Cotoncello, un percorso naturalistico molto bello, che però nel tratto iniziale percorre una falesia instabile, da cui si sono già staccati dei grossi blocchi di monzogranito. - conclude Italia Nostra - Questa instabilità sarà eliminata mediante chiodature invisibili con tiranti in acciaio inossidabile, ancorate nel sottostante granito solido della falesia. Tutti i massi, anche quelli già staccati, saranno lasciati in loco, preservando la valenza paesaggistica unica di questi morfotipi, in piena sicurezza".