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Il Prefetto Dionisi ai saluti, il suo bilancio

Giancarlo Dionisi termina il suo incarico da Prefetto ma resta a Livorno come Commissario straordinario per la realizzazione della Darsena Europa

Giancarlo Dionisi, Prefetto di Livorno

Dopo aver salutato le varie forze dell'ordine del territorio, il Prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi, al termine del suo incarico, ha voluto ripercorrere le tappe più significative del suo mandato a Livorno.

Nel corso di una conferenza stampa  Dionisi ha ripercorso le principali questioni affrontate dal Luglio 2024, illustrando le iniziative intraprese, i risultati conseguiti e le criticità che richiedono ulteriore attenzione.

Il Prefetto ha anzitutto richiamato il significato della propria funzione istituzionale, "che non si esaurisce nell’ordine e nella sicurezza pubblica, ma comprende la rappresentanza del Governo sul territorio, il coordinamento delle amministrazioni statali e il raccordo con le autonomie locali". 

"Un ruolo esercitato - ha sottolineato - nel rispetto delle competenze altrui, senza rinunciare alle responsabilità attribuitegli dall’ordinamento".

Il lavoro e l’occupazione hanno rappresentato una delle principali priorità del mandato. Dionisi ha evidenziato la necessità di nuovi investimenti produttivi e di maggiori opportunità occupazionali, richiamando le difficoltà economiche di numerose famiglie, le situazioni di povertà e il ricorso al credito anche per esigenze essenziali. Ha ribadito che "lo sviluppo deve tradursi in benefici concreti per le persone e che una maggiore disponibilità di lavoro contribuisce anche a rafforzare la dignità, la libertà di scelta e la sicurezza dei lavoratori". Nelle crisi aziendali, la Prefettura ha svolto una funzione di ascolto e mediazione tra imprese, sindacati e istituzioni. "Il "lavoro buono" - ha osservato, si costruisce con i fatti e non con gli slogan".

Sul fronte della sicurezza urbana, il Prefetto ha ricordato l’impegno per rendere ancora più efficace il coordinamento delle Forze di polizia, attraverso controlli straordinari e interventi mirati nelle aree maggiormente problematiche, comprese le zone rosse. Ha espresso apprezzamento per la professionalità della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei militari impegnati nell’operazione Strade Sicure.

Quanto ai dati sulla criminalità, ha invitato a interpretarli con rigore, senza sottovalutare la posizione occupata da tempo dalla provincia nelle classifiche dei reati denunciati: "I numeri non si possono applaudire quando piacciono e contestare quando disturbano", ha detto.

Ha inoltre ribadito l’importanza della sicurezza integrata, che richiede anche manutenzione, illuminazione, contrasto al degrado e controlli amministrativi, richiamando il ruolo fondamentale della Polizia locale e l’esigenza di una sua maggiore presenza nelle ore notturne.

Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza degli edifici, dopo i gravi episodi di crollo e cedimento verificatisi in città a Livorno. Il tavolo permanente istituito dalla Prefettura ha avviato un percorso di ricognizione del patrimonio immobiliare attraverso un questionario finalizzato a individuare le situazioni di rischio e i successivi interventi. Il Prefetto ha richiamato anche la necessità di verifiche sugli edifici pubblici, sulle scuole e sugli immobili occupati.

In materia di sicurezza stradale e dei luoghi di intrattenimento, Dionisi ha ricordato i provvedimenti che hanno reso di fatto stabile il divieto di transito dei mezzi pesanti sul Romito e le iniziative per migliorare le condizioni di accesso, deflusso e viabilità nell’area di Calafuria. 

Ha inoltre richiamato l’aggiornamento dei piani di emergenza esterna degli stabilimenti industriali a rischio e le attività di prevenzione del rischio idrogeologico, con specifici approfondimenti per la Val di Cornia, Cecina e l’Isola d’Elba.

Quanto all’ambiente e alla salute, il Prefetto ha ricordato il confronto con i cittadini e con gli organismi tecnici, anche attraverso un tavolo dedicato alle possibili criticità ambientali connesse alle attività portuali. Sulla situazione dei fossi cittadini, ha sottolineato la necessità di interventi coordinati su sicurezza, manutenzione, illuminazione, strutture murarie e decoro, richiamando il confronto avviato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Comune e l’Autorità di Sistema Portuale.

In relazione agli immobili utilizzati come luoghi di culto, sempre a Livorno, ha ribadito il pieno rispetto della libertà religiosa e, contestualmente, la necessità di verificare la compatibilità delle attività svolte con le destinazioni d’uso autorizzate e con le norme edilizie e di sicurezza, ricordando di essere ancora in attesa degli accertamenti richiesti all’amministrazione comunale.

Il Prefetto ha sottolineato che "l’azione della Prefettura ha riguardato l’intera provincia, da Livorno a Cecina, Piombino e all’Isola d’Elba, secondo il principio che nessun territorio debba sentirsi periferico rispetto all’attenzione dello Stato".

Riferendosi ai rapporti istituzionali con il sindaco di Livorno, Dionisi ha ribadito di avere sempre ricercato il confronto nel rispetto dei ruoli, pur in presenza di divergenze e contrapposizioni. Ha ricordato alcune vicende che hanno caratterizzato il dibattito cittadino e ha riaffermato che il dissenso è legittimo, ma non dovrebbe mai trasformarsi in offesa personale o compromettere la correttezza dei rapporti tra istituzioni. "L’offesa personale non danneggia la persona alla quale è rivolta, tanto meno me”, ha aggiunto il Prefetto.

Tra le questioni ancora aperte, il Prefetto ha indicato soprattutto l’occupazione, il contrasto alla criminalità e al degrado e la sicurezza del patrimonio edilizio, auspicando continuità nelle iniziative avviate e risultati concreti per la comunità.

In conclusione, Dionisi ha espresso profonda gratitudine ai cittadini, alle istituzioni e a quanti hanno collaborato durante il suo mandato, sottolineando il forte legame umano e professionale maturato con Livorno. 

Ha infine richiamato il nuovo impegno quale Commissario straordinario della Darsena Europa, un’opera che considera strategica per lo sviluppo economico, occupazionale e sostenibile del territorio, auspicando un’ampia collaborazione istituzionale e sociale.