Il circolo Legambiente di Livorno saluta con soddisfazione il convegno Hydrogen Valley Toscana: sfide ed opportunità per la nostra Regione, Livorno ed il suo Porto in programma venerdì 27 Febbraio alle 18 presso il Centro Intermodale Amerigo Vespucci.
"La transizione ecologica che dobbiamo realizzare, anche per rispettare gli obbiettivi europei, trova nell’utilizzo dell’Idrogeno una soluzione importante per dare energia ai trasporti pesanti, navi, treni, autobus e a molte produzioni industriali, ma se vogliamo decarbonizzare il nostro sistema, il tipo di idrogeno che serve davvero è quello prodotto con energia elettrica da fonti rinnovabili. - hanno spiegato da Legambiente - Allo stesso modo è sicuramente importante che siano arrivati ad un livello molto avanzato i diversi progetti di cold ironing da Portoferraio, a Piombino e Livorno che hanno l’obiettivo di far spegnere i motori delle navi in banchina abbattendo le emissioni inquinanti; ma non si può continuare a sottovalutare quello che per Legambiente rimane il vero nodo della questione: se non verranno progettate rapidamente tutte le soluzioni possibili per installare impianti a energie rinnovabili che possano soddisfare gran parte della richiesta di energia che deriverà dalle trasformazioni in atto, il nostro territorio si renderà responsabile di un aggravio significativo di emissioni di gas climalteranti".
"Siamo davanti a un’occasione storica e per questo invitiamo tutti i soggetti coinvolti nello sviluppo del porto di Livorno, amministrazioni locali, Autorità di Sistema Portuale, imprese interessate alla produzione o all’utilizzo di idrogeno e tutti gli attori impegnati nella transizione ecologica, a collaborare per costruire alleanze, sinergie e consorzi tra grandi consumatori e utilities pubbliche partecipate dai Comuni. L’obbiettivo - hanno proseguito - deve essere quello di facilitare e realizzare una autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre il proprio impatto sia a livello locale che globale, abbassare i costi di alimentazione in banchina delle navi, rendere più competitive le imprese che lavorano in porto e avere ricadute occupazionali sul territorio".
Per Legambiente Livorno un esempio è quello previsto dal progetto Atis, un eolico offshore di 864 MW, con una produzione annua stimata di circa 2TWh, localizzato tra Capraia e Gorgona. Progetto per il quale Legambiente Toscana ha presentato osservazioni per chiedere approfondimenti di studio su vari particolari, ma ha anche sottolineato la grande positività del progetto per il suo contributo alla transizione energetica e a uno sviluppo economico sostenibile.
"L’obiettivo è realizzare impianti di energia rinnovabile, seguendo esempi concreti, da quelli di Asa a Gello/Pontedera, di Iren nel sud Italia con 200 MW eolici, a quelli dei grandi porti di Rotterdam e Anversa, attivando investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico e generando una filiera virtuosa di innovazione, occupazione, competitività e decarbonizzazione del territorio. - hanno spiegato - In questo quadro, Livorno e Piombino potrebbero candidarsi a diventare un vero e proprio hub energetico in grado di realizzare da subito impianti fotovoltaici su tutte le coperture utilizzabili e terreni disponibili in aree limitrofe e contemporaneamente attivare progetti di ricerca e sviluppo su tecnologie ancora non pienamente mature; Ma anche, facendo leva su competenze ben radicate sul territorio, un hub come centro industriale e logistico dedicato alla produzione, assemblaggio, manutenzione e gestione delle piattaforme galleggianti che ospitano turbine eoliche in mare aperto, installate su fondali profondi dove non è possibile utilizzare strutture fisse e che necessitano di attività connesse alla siderurgia e la navalmeccanica e cantieristica. Le ricadute sarebbero rilevanti: rilancio della siderurgia attraverso la produzione di componenti strutturali in acciaio, sviluppo della cantieristica e dell’ingegneria navale, nuove attività portuali e di logistica ferroviaria, attrazione di investimenti nazionali ed europei, creazione di occupazione qualificata lungo tutta la filiera. Un progetto di questo tipo rafforzerebbe la competitività dell’area costiera toscana, integrando transizione energetica, innovazione industriale e sviluppo del lavoro".