Legambiente Arcipelago Toscano è intervenuto rispetto alle dichiarazioni del presidente della Regione Toscana sull’introduzione a Pianosa di ungulati.
"Non si tratterebbe di cinghiali ma di cinte senesi da salvare dalla possibile estinzione causata dalla peste suina. - hanno riferito dall'associazione ambientalista - Va fatto notare che cinghiali, maiali o cinte senesi appartengono alla stessa specie (Sus scrofa) e che quindi nulla cambia per quanto riguarda l’introduzione di una specie invasiva in un’area protetta dalla legge Italiana e dalle direttive europee. Inoltre, è abbastanza singolare che mentre in diverse isole del mondo associazioni ambientaliste internazionali procedono alla rimozione di cinghiali e maiali inselvatichiti, si voglia immettere una “razza” nota per le sue abitudini di vita allo stato brado in un’isola dove negli anni passati si è proceduto, tra mille polemiche, all’eradicazione di ratti, gatti, fagiani e pernici per riportare Pianosa alla sua originaria biodiversità".
Legambiente ha riferito che si tratterebbe di "9 esemplari di cinta senese selezionati da mettere in un’area recintata e sicura e già esistente".
"Se si vuole salvaguardare la cinta senese con 9 capi ci sono decine di luoghi, non sulle isole protette dell’Arcipelago Toscano, dove li si può tenere in sicurezza lontano dai cinghiali. Cosa c’incastri Pianosa con la cinta senese è un mistero. - hanno commentato - Inoltre, i mufloni all’isola del Giglio erano in un recinto perfettamente ermetico, così come i daini nel parco nazionale del Circeo, ma poi sono scappati e le conseguenze le sappiamo. Il nulla-osta lo deve dare il Parco Nazionale in base a un parere ISPRA e speriamo e chiediamo che il presidente del Parco e il nuovo direttivo chiariscano cosa ne pensino di tutto questo".
Legambiente ha dunque espresso la sua decisa contrarietà. "Pianosa non può essere trasformata né in un allevamento di specie alloctone, né nel buen ritiro per super-ricchi che qualcuno sembra avere in mente. La sua ricchezza è la biodiversità marina e terrestre, è la sua storia da custodire, e il suo mare da tutelare".