i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di finanza di Portoferraio hanno sottoposto a sequestro un’area di circa 1.000 metri quadrati nel Comune di Portoferraio, utilizzata come “discarica abusiva” e 40 tonnellate di rifiuti pericolosi e non, nell’ambito di un’attività di controllo economico del territorio e di tutela dell’ambiente.
L’intervento, come spiega la Guardia di Finanza in una nota, è scaturito da mirati approfondimenti info-investigativi che hanno consentito di accertare la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti tra cui mezzi pesanti da lavoro (camion, ruspa escavatore, betoniere industriali) ed elettrodomestici classificati rifiuti pericolosi, nonché parti di mezzi meccanici, cisterne, roulottes e complementi d’arredo classificati rifiuti non pericolosi, il tutto in avanzato stato di deterioramento e di abbandono, accumulati sul suolo in assenza di autorizzazioni e in violazione della norma ambientale vigente.
In base alla normativa la qualifica di rifiuto per “qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligodi disfarsi” prescinde dalle percezioni soggettive del detentore circa la natura del materiale, poiché assumono valore determinante lo stato di conservazione e le condizioni fisiche del bene in esame.
A tal fine è stata intensa anche la collaborazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della.Toscana, che ha quantificato e classificato i rifiuti presenti – pericolosi e non pericolosi – attraverso l’attribuzione di specifici codici previsti dall’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER), necessari non solo per le successive attività di bonifica e il ripristino dello stato dei luoghi, ma anche per il versamento alla Regione Toscana del connesso tributo speciale (c.d. ecotassa) per il conferimento in discarica, previsto dalla legge regionale 29 luglio 2016, n.45 che ha modificato la precedente 60/1996.
Una la persona segnalata all’autorità giudiziaria labronica per violazioni alla normativa ambientale.