"Qualche giorno fa il Sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini, ha fatto sua la frase del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “le isole minori italiane non possono e non devono essere ridotte a semplici cartoline estive, ma vanno protette e sostenute come motori vivi del nostro Paese”. Bene, i buoni propositi non possono che essere incoraggiati. A tale scopo va ricordato che il 27 settembre 2025 nel comunicato dato alla stampa e titolato “Un tavolo di lavoro per un Contratto d’Isola, al via un percorso di mitigazione del rischio idraulico all’Elba” il Comune di Portoferraio annunciava con orgoglio le conclusioni di un incontro fra i Sindaci della GAT (tutti), Il Consorzio di Bonifica Toscana Costa e il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano il 23 dello stesso mese".
Si apre così un intervento di Legambiente Arcipelago Toscano che chiede informazioni sui progetti per mettere in sicurezza il territorio alla luce degli eventi alluvionali che hanno colpito l'isola.
"Nel comunicato stampa del Comune di Portoferraio si leggeva: “Il territorio dell’Isola d’Elba è particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico. Bacini idrografici di piccola dimensione e piuttosto acclivi, eventi alluvionali intensi e improvvisi, rete di drenaggio urbano insufficiente, urbanizzazione diffusa, tombamenti di numerosi corsi d’acqua concorrono a creare dissesti diffusi, frane ed allagamenti che provocano danni ad abitazioni, infrastrutture pubbliche e attività economiche. In un quadro come quello attuale è indispensabile trovare soluzioni coordinate e concertate fra tutti gli attori coinvolti, anche per superare la frammentazione delle competenze”, prosegue Legambiente che evidenzia inoltre che i "partecipanti concordavano sulla proposta di dare vita ad una “azione unitaria che intanto potrebbe nascere fra Comuni, Consorzio e Parco, ma che potrebbe essere ben presto allargata a tutti gli enti sovra ordinati e ai portatori di interesse sul territorio, dalla Regione alle associazioni agricole, fino alle associazioni ambientaliste. Il modello potrebbe essere quello del cosiddetto “Contratto di Fiume”, un accordo tra i soggetti che hanno responsabilità nella gestione e nell’uso delle acque, nella pianificazione del territorio e nella tutela dell’ambiente, e che potrebbe essere adottato dall’Isola d’Elba diventando in questo caso un vero e proprio piano di azione collettiva per mitigare le problematiche sempre più frequenti legate ai cambiamenti climatici in atto”".
Legambiente però segnala che "A quasi un anno di distanza da quel 23 Settembre nessuna concreta azione ha fatto seguito a quei più che condivisibili buoni propositi mentre la crisi climatica morde il nostro Paese con ripetute e sempre più intense ondate di calore che alternano lunghi e preoccupanti periodi siccitosi a violente e altrettanto preoccupanti precipitazioni, una spirale senza fine che di anno in anno aggrava le precarie condizioni idrogeologiche del nostro, già di per sé fragile, territorio".
Legambiente Arcipelago Toscano quindi rivolge un pressante appello a Comuni, Parco Nazionale, Consorzio di Bonifica, alle altre associazioni ambientaliste e alle associazioni agricole a riprendere senza ulteriori ritardi l’iniziativa prevista nel comunicato dell’ormai lontano 26 settembre 2025, allargandola agli Enti sovraordinati, la Regione e all’ Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale (vedi PAI-Piano Assetto Idrogeologico –: strumento operativo dell’Autorità per garantire livelli sostenibili di gestione del rischio da dissesti di natura geomorfologica) oltre che al Genio Civile Valdarno Inferiore e Costa deputato alla difesa del suolo e assetto idrogeologico dei Comuni dell’isola d’Elba.
Per Legambiente "La realizzazione del “Contratto d’Isola” è la chiave di volta per mappare, progettare, programmare e rendere finalmente operativa la manutenzione continuativa e efficace dei nostri problematici territori".