Cronaca

Colpo allo spaccio, 4 arresti e 8 indagati

È questo il bilancio della operazione "El Diablo", condotta dai carabinieri sull'isola che ha stroncato un articolato traffico di droga

L'unità cinofila dei carabinieri di Firenze "Django"

Sono state quattro in totale le persone arrestate in flagranza di reato nel corso di tutta l’attività denominata “El Diablo”, un arresto è avvenuto ieri. Nel complesso sono otto le persone indagate dimoranti tutti sull’Isola, due donne italiane, e sei uomini, marocchini ed italiani. 

Come spiegano i carabinieri in una nota, nella operazione antidroga condotta ieri sull'isola c'è stato anche il sequestro di oltre mezzo chilo di cocaina e minori quantitativi di hashish e marjuana. Sequestrato inoltre denaro contante riconducibile allo spaccio ammontante ad oltre euro 4.000.

L’operazione, condotta nella giornata di ieri dai carabinieri della Compagnia di Portoferraio, con l’impiego di 20 militari, 9 autovetture di servizio e una unità cinofila antidroga proveniente da Firenze, ha consentito in seguito alle perquisizioni di rinvenire e sequestrare sostanza stupefacente e materiale per il confezionamento delle dosi destinate agli assuntori dell’isola che alimentano il traffico nell’Isola anche al di fuori del periodo estivo.

Fondamentale il contributo fornito dall’unità cinofila intervenuta dal Nucleo di Firenze con “Django” nella ricerca dello stupefacente. L’attività, come spiegano i carabinieri, ha documentato che tali traffici illeciti, seppure aumentino in estate, non sono presenti solo nel periodo turistico.

In particolare i carabinieri del Nucleo Operativo di Portoferraio hanno rinvenuto dosi di cocaina nella disponibilità di un indagato, confezionate e pronte per essere cedute. 

Un uomo elbano di circa 50 anni è stato trovato in possesso di oltre 150 grammi di marijuana stivata in barattoli e la somma contante di euro 2.300, suddivisa in banconote di piccolo taglio nonché un bilancino di precisione, che vanno a completare il quadro anche in questo caso dell’ennesima “centrale dello spaccio” allestita in una casa privata.

L’indagato è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio e ristretto agli arresti domiciliari in attesa della convalida. Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato.

Si tratta di un uomo già sottoposto alle indagini nell’ambito dell’operazione "El Diablo" ed alla luce di quanto trovato nella sua disponibilità ora dovrà rispondere del reato di spaccio di stupefacenti aggravato dalla continuazione del reato.

L’operazione nel complesso ha consentito di colpire in particolare i fornitori di stupefacenti attivi nell’Isola ed in particolare nei territori ricadenti sotto i comuni di Rio e Portoferraio. Le “centrali operative” delle cessioni da cui invece sono partite le indagini dei carabinieri sono state censite nei territori di Capoliveri e Campo.

La vasta operazione condotta ieri è stata coordinata e disposta dalla Procura della Repubblica di Livorno a seguito di serrate indagini avviate da maggio 2025 dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Portoferraio e che avevano già consentito di arrestare uno straniero ed un elbano oltre a sequestrare una partita di cocaina. 

Con le perquisizioni effettuate è stato interrotto il flusso della rete di spaccio radicata sul territorio elbano e dedita alla distribuzione di cocaina sull’Isola.

Le indagini si sono articolate attraverso strumenti investigativi di tipo tecnico messi a sistema con un’azione informativa costante ed intensa insieme a numerosi di servizi esterni di controllo e pedinamento sul terreno, che hanno consentito di individuare ulteriori soggetti coinvolti a vario titolo nell’attività di traffico e spaccio di stupefacenti.

“El Diablo” si faceva chiamare un indagato, come ricostruito dagli investigatori, ed i suoi sodali nelle cessioni di frequente ricorrevano ad un linguaggio criptico con gli acquirenti e fra di loro per riferirsi allo stupefacente e/o al denaro, con l’impiego di termini specifici e ricorrenti come: “ti devo portare qualcosa di buono? ti porto un regalino? ti faccio una ricarica?”.

Le due donne indagate del gruppo di spaccio sono una 49enne, originaria di Milano, da molti anni residente all'Elba, e una 45enne elbana.

I ruoli delle due donne erano principalmente il procacciamento dei clienti per il sodalizio oltre al favoreggiamento con accompagnamento in auto dei principali indagati dai clienti o anche il prestito di auto "pulite" per le consegne.

A volte hanno anche ceduto per conto dei principali indagati dosi di stupefacente ai clienti.