Interviste

Sicurezza in mare incompatibile con uso dei social

L'ordinanza della Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure che vieta l'uso degli smartphone agli assistenti bagnanti potrebbe fare da apripista

Foto di archivio

Ha fatto scalpore l'ordinanza della Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure che limita l’utilizzo degli smartphone per gli assistenti bagnanti durante il servizio di sorveglianza. 

Come riporta Mondobalneare.com in un articolo, la norma integra le disposizioni già esistenti sulla sicurezza balneare con prescrizioni mirate a ridurre le distrazioni durante le attività di salvataggio ed è stata concordata con le associazioni di categoria del settore balneare. Nell'ordinanza è previsto l’obbligo di utilizzare i dispositivi elettronici esclusivamente per esigenze di servizio o situazioni di emergenza.

Il telefono non potrà quindi essere usato per attività personali, inclusi messaggi su WhatsApp o la consultazione dei social network, indipendentemente dal livello di affollamento della spiaggia o dall’esperienza del bagnino.

Sono inoltre stati messi limiti rigidi anche per l’uso degli auricolari: potranno essere indossati su un solo orecchio, così da garantire la piena percezione dei suoni e dei rumori nell’area di controllo affidata al professionista. 

È all'isola d'Elba come funziona?

Le prescrizioni per le attività degli assistenti bagnant sono contenute nell'ordinanza di Sicurezza Balneare 2026, emessa dalla Capitaneria di Porto di Portoferraio il 12 Maggio 2026, e viene disposto che "Durante il servizio, l'assistente ai bagnanti deve: a) sorvegliare continuamente l'area di propria competenza assicurando la costante presenza in battigia/mare significando che non deve essere impiegato o impegnato in altre attività, ovvero, destinato ad altro servizio".

Quindi non viene specificato il divieto di usare smartphone e social ma, resta sottinteso che essendo un'attività che distrae dalla vigilanza, è ricompresa nel discorso generale.

Abbiamo chiesto un commento ad Andrea Tozzi, Fiduciario FIN Salvamento Isola d'Elba, allenatore capo di nuoto per salvamento e formatore degli assistenti bagnanti.

"La funzione primaria dell'assistente ai bagnanti, oltre a quella di informazione e prevenzione (cartelli, bandiere) è quella di sorveglianza dello specchio acqueo che gli è stato assegnato ed è pagato per svolgere quella funzione. Non lo si può mandare, per esempio al bar per prendere da bere per i clienti. - spiega Tozzi - Non si può distrarre nè essere impiegato in altre mansioni  e non dovrebbe abbandonare l'osservazione degli spazi di mare. Non è un lavoro per cui una distrazione potrebbe essere poco importante, qui in ballo c'è la tutela della vita delle persone".

"Qualsiasi tipo di distrazione in questo contesto è pericolosissima - prosegue Tozzi - sia per le persone che sono in acqua sia per gli stessi assistenti bagnanti perchè se avviene un annegamento, - la legge italiana è molto severa su questo punto - in caso di distrazione l'assistente bagnante viene considerato la causa della morte e viene perseguito legalmente".

"Quell'ordinanza viene da esigenze che si sono manifestate. - continua Tozzi - Viviamo in una realtà in cui la maggior parte dei giovani vive una vera e propria dipendenza dai social e fa molta fatica a staccarsi. Lo noto perchè sto in mezzo ai giovani per formarli e quindi bisogna fare i conti con questa realtà, applicando magari anche regole più severe e specifiche. Gli assistenti bagnanti sono molto giovani e alcuni frequentano ancora la scuola".

"Credo che quell'ordinanza sia la prima di questo tipo e non escludo che provvedimenti simili possano essere al vaglio anche per il nostro territorio", conclude Tozzi.