Attualità

A Procchio Letizia Moratti tra ricordi, Expo e sogni

Folla per la presentazione del suo libro con Prodi e Patuelli: aneddoti, l’impegno a San Patrignano e riflessioni all’ombra dell’eterno presente

È stato un appuntamento che ha toccato vertici altissimi, dalla governance europea alla politica di ieri e di oggi, dall’economia italiana e internazionale all’ambiente, senza tralasciare temi come solidarietà, volontariato e problemi sociali. 

Così, in una piazza del Mare di Procchio al completo, davanti a un pubblico attento nonostante il clima rovente, la presentazione de ‘L’importanza di credere nei sogni’ (Solferino), ultima fatica letteraria di Letizia Moratti, ha offerto spunti di riflessione capaci di strappare ai presenti calorosi e sinceri applausi. Merito della protagonista della serata e del suo libro autobiografico, naturalmente, ma anche del vicedirettore del Corriere della Sera, Daniele Manca, che ha saputo condurre la conversazione fra i tre Presidenti - Romano Prodi, Antonio Patuelli e Letizia Moratti, appunto - seguendo un filo conduttore non facile ma attualissimo: l’eterno presente. In latino nunc stans, in politica quella condizione in cui l’azione di governo e il dibattito pubblico si riducono a una sequenza continua di reazioni immediate all’oggi, perdendo sia la memoria del passato sia la capacità di pianificare il futuro a lungo termine. Ma andiamo per ordine. 

Organizzata dal Comitato Promotore del Premio Letterario Isola d’Elba - Raffaello Brignetti, presieduto da Roberto Marini, in collaborazione con il Comune di Marciana rappresentato dal sindaco Simone Barbi che ha fatto gli onori di casa, il dialogo è partito attraverso il racconto dell’autrice su quella visione che ha portato a Expo 2015. "Una vittoria della squadra italiana quando si fa squadra, quando tutti credono in qualcosa il risultato si vede", le parole di Letizia Moratti che, nel corso della sua lunga carriera imprenditoriale e politica, ha ricoperto numerose cariche: presidente Rai, ministro dell’Istruzione, vicepresidente di Regione Lombardia, assessore al Welfare, per restare in ambito pubblico. Attualmente europarlamentare europeo per Forza Italia, questa "lady di ferro" da ex sindaco di Milano ama definire la sfida dell’Expo come "una scommessa vinta grazie a diplomazia, partenariato  pubblico-privato e a una visione di futuro sostenibile, capace di evolvere l’area nell’ecosistema d’innovazione. Il segreto? Percorrere la strada dell’unità anziché quella della divisione".

In quell’occasione l’Italia fece effettivamente squadra con Berlusconi, Prodi e D’Alema che si mossero con lo stesso obiettivo: portare in Italia l’Esposizione Universale. Fra gli aneddoti svelati nel corso della serata elbana, quello sul clima di grande competizione che a un certo momento vide Milano fortemente contrapposta alla turca Smirne con una vera e propria caccia ai voti. "Avevamo organizzato ben quaranta bilaterali con rappresentanti di paesi africani cui partecipavano oltre me, Emma Bonino e Massimo D’Alema quando venimmo a sapere che il Presidente della Turchia Abdullah Gül aveva invitato i paesi a un bilaterale con lui - sorride Moratti - . Lo dicemmo a Prodi che ebbe l’idea di invitare lui stesso Gül che a quel punto non avrebbe potuto rifiutare..." e il pericolo di un rischioso testa a testa nei colloqui fu così sventato.

Era il 31 marzo marzo del 2008 quando l’allora prima cittadina meneghina e il presidente del Consiglio dell’epoca, Romano Prodi, esultano dopo la proclamazione di Milano come sede per l'Expo 2015: "Lei girava per il mondo e io facevo telefonate notturne in cerca di adesioni - torna indietro con la memoria Romano Prodi - . Bisogna tener presente che la Turchia in quegli anni era un Paese in fortissima ascesa. La vittoria del nostro Paese fu decisa da una cosa sola, aver lavorato insieme, Una vittoria bipartisan, quindi, che coinvolse i ministri del centrosinistra (tra cui Emma Bonino, ndr.) e gli assessori di centrodestra (tra cui Vittorio Sgarbi, ndr.).

Oltre alla politica, fra le righe del suo racconto di vita Letizia Moratti riesce anche a far emergere anche fragilità e debolezze: "Ho cercato di dare il senso più vero della mia esperienza per condividere attraverso di essa quei valori nei quali io credo - confida l’ europarlamentere, ora scrittrice - . Tra questi, il valore della dignità umana che reputa sia al centro dell’opera della comunità di San Patrignano". "Ho conosciuto Vincenzo Muccioli nel 1979, visitando quello che all’epoca altro non era che un podere collinare in provincia di Rimini, - interviene il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. "Ricordo che incontrai questa giovane ragazza che per anni, tutti i fine settimana, andava lì, soggiornando in una roulotte all’esterno della comunità fondata da Vincenzo Muccioli. Nel fine settimana vi si recava stabilmente, soggiornando in una roulotte fuori della recinzione per condividere attivamente la quotidianità e il percorso di recupero dei giovani ospiti. Un modo concreto per costruire quei sogni che guardano il domani". "Per me è stato difficile all'inizio, perché avevo i bambini piccoli e lavoravo dal lunedì e venerdì - gli fa eco Letizia Moratti - . A San Patrignano andavamo il sabato e la domenica e per me non era facile lasciarli; il percorso di volontariato l’ho iniziato per amore di mio marito Gian Marco, ed è poi diventato il senso della mia vita che ora ha al centro la famiglia e San Patrignano".

"Presentare il mio libro ‘L’importanza di credere nei sogni’ nella splendida cornice dell'Isola d’Elba ha avuto per me un significato davvero speciale - il saluto che Letizia Moratti ha affidato al suo profilo social a fine serata - . Sono legata a quest’isola dagli anni Ottanta, ma il mio affetto per l’Elba nasce ancora prima: già i miei genitori la sceglievano come luogo di vacanza. È un posto in cui torno sempre volentieri, dove ritrovo pace, ricordi e una sensazione di casa. Per questo è stato ancora più emozionante ripercorrere qui alcuni momenti della mia vita, gli incontri, gli affetti e le esperienze che mi hanno accompagnata nel tempo". "Un grazie particolare va all’amico Massimo De Ferrari - conclude - che ha voluto e organizzato questa splendida serata, e a tutte le persone che hanno voluto esserci, per l’affetto, la partecipazione e il calore che mi avete fatto sentire".

A fine serata, importante occasione di confronto su idee, esperienze e scelte che hanno contribuito a scrivere una pagina significativa dell'Italia contemporanea, il conferimento del Premio Speciale alla Carriera a Letizia Moratti: un’isola d’Elba d’Argento consegnato a Letizia Moratti dal presidenle del Comitato Promotore del Premio Letterario Isola d’Elba - Raffaello Brignetti, Roberto Marini.