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Ospitalità, premio per la Tenuta delle Ripalte

Alla Milano Wine Week l'azienda elbana si distingue per l’accoglienza enoturistica costruita sul rapporto con il paesaggio

La cantina della Tenuta delle Ripalte

La Tenuta delle Ripalte è stata premiata nella categoria Best Outdoor & Nature Hospitality ai Wine Hospitality Awards, riconoscimento nazionale promosso da Milano Wine Week per le realtà italiane che hanno fatto dell’accoglienza legata al vino un tratto centrale della propria identità.

La cerimonia si è tenuta il 17 Ottobre al Milan Marriott Hotel, nella giornata inaugurale della nona edizione della manifestazione.

La premiazione

Alla prima edizione dei Wine Hospitality Awards la giuria tecnica di Milano Wine Week ha selezionato oltre cinquanta aziende di tutta Italia, riunite in nove categorie che vanno dall’accoglienza di alta gamma alle esperienze gastronomiche, dal benessere all’architettura, dall’innovazione all’accessibilità.

Tenuta delle Ripalte è stata premiata nella categoria dedicata all’ospitalità che nasce dal contatto con la natura.

Il riconoscimento si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dell’enoturismo, al centro del Wine Hospitality Forum che ha aperto la giornata. Secondo il report Nomisma Wine Monitor–UniCredit, la wine hospitality italiana ha generato lo scorso anno un fatturato di 3,1 miliardi di euro: un dato che conferma come la cantina sia ormai non solo luogo di produzione, ma destinazione da visitare, in cui il vino introduce alla conoscenza di un territorio.

Nella parte sud-orientale dell’Isola d’Elba, sulla Costa dei Gabbiani, la Tenuta delle Ripalte si estende per circa 450 ettari che scendono verso il mare, con dodici chilometri di costa. L’azienda si trova all’interno del Parco dell’Arcipelago Toscano MAB Unesco.

È una tenuta agricola insulare, con circa 18 ettari di vigneto esposti ai venti marini e alla luce intensa del Mediterraneo. I suoli sono poveri di sostanza organica, ricchi di minerali e di ferro, molto drenanti, e la coltivazione avviene senza irrigazione: le radici scendono in profondità e lo stress idrico incide sulla concentrazione aromatica e sull’equilibrio dei vini, che ne ricavano un carattere riconoscibile. In vigneto si segue una filosofia di agricoltura sostenibile e la produzione è interamente biologica.

Il vitigno di riferimento è l’Aleatico, tipico dell’Elba, vinificato come Aleatico Passito Docg. L’interpretazione è di Piermario Meletti Cavallari, già alla guida di Grattamacco a Bolgheri.

La cantina, che fa parte del circuito di Toscana Wine Architecture, è stata progettata dal noto architetto e designer Tobia Scarpa.