"Ho letto con interesse e condivido pienamente l’intervento della Consigliera Regionale Marcella Amadio che nei giorni scorsi si è fatta portavoce ancora una volta delle problematiche sanitarie che da anni affliggono l’Isola d’Elba e che ha presentato un ordine del giorno a sostegno della sanità elbana nel quale la Consigliera ha chiesto impegni chiari e urgenti: ad attivare un protocollo specifico per l’Isola d’Elba per garantire la copertura delle piante organiche presso l’Ospedale di Portoferraio, prevedendo incentivi e agevolazioni per il personale medico, istituire un presidio cardiologico stabile, che ad oggi non esiste, garantendo la presenza di almeno uno specialista cardiologo, presentare un piano concreto di investimento per l’ammodernamento delle apparecchiature diagnostiche e il potenziamento dei servizi di emergenza-urgenza ed infine avviare un tavolo di confronto permanente e trasparente con tutti i Sindaci elbani e i rappresentanti dei lavoratori per definire un assetto dei servizi rispettoso delle esigenze del territorio insulare".
Lo scrive in una nota l'avvocato Laura Di Fazio, ex assessora del Comune di Capoliveri.
"Tutte richieste sacrosante e che di certo verranno reiterate con veemenza dalla Consigliera. - prosegue Di Fazio - Ciò che risalta è che la voce degli Elbani rimane però inascoltata dalla Regione Toscana e vi è il sospetto che l’interesse dei Cittadini venga posposto a logiche diverse ed incomprensibili. Occorre tuttavia ricordare che quando si governa, si governa per tutti coloro che fanno parte del territorio, in questo caso regionale".
"Come si fa a “dimenticare” che l’Isola d’Elba è vasta, con una popolazione residente numericamente importante (oltre 30.000 residenti destinata in estate a levitare a causa delle presenze turistiche) e che per via del tratto di mare che la separa dalla terraferma soffre di una situazione di disagio amplificata dal fatto di doversi recare sulla terraferma in presenza di ogni situazione di emergenza sanitaria, con costi economici enormi e soprattutto ritardi di assistenza che ricadono sulla pelle di chi necessita di un intervento immediato. - aggiunge Di Fazio - Non è possibile omettere il ripristino di un ospedale, sino a pochi anni fa in piena efficienza e dove venivano praticati interventi anche complessi, mentre oggi si assiste al pietoso ed assurdo andirivieni con la terraferma, considerando normale che i malati siano costretti prima a recarsi al pronto soccorso per poi essere inviati in ambulanza o peggio in elicottero verso altri ospedali della Toscana: che sono lontani!"
"La difesa dell’insularità tradotta nella Legge costituzionale 7 novembre 2022, n. 2 che ha modificato l'art. 119 della Costituzione italiana, - prosegue Di Fazio - riconoscendo le peculiarità delle isole e impegnando la Repubblica a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità non è un proclama da invocare alle manifestazioni ma costituisce attuazione dell’art. 3 e, in questo caso, dell’art. 32 della Costituzione, tanto evocata di recente, che impone il riequilibrio delle disuguaglianze portando a identità il diritto di essere curati dignitosamente anche sul posto e questo diritto va tutelato".
"Se i fondi non bastano, si tolgano, pur a malincuore, ad altri settori perché sulla salute non si transige e non è giusto che l’Isola d’Elba debba arretrare con servizi inferiori a quelli assicurati anni fa, - aggiunge Di Fazio - quando al contrario gli utenti residenti e i turisti erano numericamente molto inferiori rispetto ad oggi! Come si fa a dormire sonni tranquilli avendo sulla coscienza la vita di tanti malati che quotidianamente devono affrontare il calvario delle trasferte marittime o in elicottero verso ospedali lontani con il rischio di giungervi troppo tardi per essere adeguatamente curati o salvati e dove comunque i parenti devono recarsi per stare loro vicini, sostenendo costi e disagi che in tanti non possono permettersi, rassegnandosi a cure inadeguate? Questo non è giusto".
"Così come in famiglia, anche nelle Istituzioni, la priorità deve essere data alla soddisfazione dei bisogni essenziali, come la salute, e poi viene tutto il resto. Si possono rivedere le spese destinate ad altri settori ed individuare fondi da destinare all’attuazione della Legge costituzionale (sappiamo che il bilancio si confeziona su scelte politiche) restituendo all’Isola d’Elba un vero ospedale o quantomeno un presidio che assicuri interventi indispensabili per una realtà che non può continuare a sopravvivere con mezzi di fortuna e sulla pelle degli addetti che operano ogni giorno con straordinario senso del dovere, supplendo con professionalità, sacrificio e umanità alle gravi carenze di un sistema che la politica ha il dovere non più rinviabile di sanare restituendo all’Isola d’Elba un vero ospedale, o quantomeno un presidio sanitario degno di questo nome, capace di garantire interventi indispensabili a una comunità che non può più essere costretta a sopravvivere tra trasferimenti d’urgenza, disagi strutturali e mezzi di fortuna, mentre medici, infermieri e operatori sanitari continuano a sostenere con abnegazione il peso di carenze ormai intollerabili. Continuare a rinviare significa assumersi la responsabilità politica e morale di un diritto negato: quello alla salute, alla dignità e, nei casi più gravi, alla stessa possibilità di salvarsi la vita in tempo", conclude Di Fazio.