Spettacoli

Festa dell'Uva di Capoliveri: 30 anni di storia

Il 9, 10 e 11 Ottobre torna la Festa dell'Uva, giunta alla sua 28esima edizione e nata nel 1996 da un'idea di Michelangelo Venturini

La luce radente che porta alla fine di Settembre annuncia l'autunno prima ancora del calendario: è quello del mosto che si mescola all'odore di legna bruciata, di pane appena sfornato nei forni a legna dei rioni, di terra battuta nei vicoli lavati apposta per l'occasione. Capoliveri, ancora una vota si sta preparando. I carri carichi di grappoli neri scendono tra le case, i colori dei quattro rioni si accendono nelle bandiere e nei costumi, le voci dei figuranti riempiono piazze che per un anno intero restano in silenzio. 

Foto dal libro "La festa dell'Uva e i suoi personaggi, curato da Lorenzo Grieco, Filippo Boreali e Ornella Vai"

Per tre giorni, il 9, 10 e 11 Ottobre, Capoliveri torna indietro nel tempo e ritrova se stessa nella sua manifestazione più identitaria: la Festa dell'Uva, giunta alla 28esima edizione. L'idea nacque quasi per caso da un ricordo d'infanzia di Michelangelo Venturini, imprenditore turistico capoliverese, all'epoca alla guida dell'associazione culturale Giuseppe Verdi. Negli anni Cinquanta, da ragazzo, Venturini partecipò alla Festa dell'uva di Portoferraio sul carro allestito da Capoliveri: alcuni marinai della Scuola della Marina, allora numerosi in città, si spinsero in qualche apprezzamento di troppo verso le ragazze a bordo, e i giovani del carro risposero lanciando grappoli d'uva nera, macchiando le candide divise.

Da quell'episodio, rimasto impresso per decenni, Venturini trasse l'ispirazione per riportare la vendemmia in scena, questa volta tra le strade di Capoliveri. Nel 1996, insieme ad altri soci dell'associazione Verdi, tra cui Ornella Vai, diede così il via alla prima edizione. Da allora la manifestazione è cresciuta ogni anno, fino a diventare uno degli eventi più conosciuti e partecipati dell'Isola d'Elba, seguito ogni edizione da circa cinquemila persone provenienti da tutta l'Elba e non solo.

A contendersi la vittoria sono i quattro rioni storici del paese, i cui nomi non sono casuali ma raccontano la storia difensiva del borgo: Torre, Fortezza, Baluardo e Fosso corrispondono infatti ad antichi elementi architettonici delle fortificazioni capoliveresi, costruite nei secoli per difendersi dalle incursioni dal mare. Ogni rione allestisce le proprie vie con scenografie e costumi d'epoca, mettendo in scena un tema storico diverso di anno in anno: nelle edizioni passate sono stati rievocati episodi come l'epidemia di fillossera del 1882, che devastò le viti dell'isola, gli scioperi dei minatori elbani del 1959 o le estati che il ciclista Fausto Coppi trascorreva a Straccoligno. L'unico vincolo per i rionali è che l'allestimento comprenda sempre una cantina, con una scena di vendemmia ricostruita nei minimi dettagli. Al rione vincitore va Bacco, il trofeo raffigurante il Dio del vino realizzato dal maestro Antonio Cerica, assegnato ogni anno da una giuria tecnica composta, per tradizione, da giudici non elbani, a eccezione dell'esperto di enologia, che è sempre un isolano.

Foto dal libro "La festa dell'Uva e i suoi personaggi, curato da Lorenzo Grieco, Filippo Boreali e Ornella Vai"

Il presidente della Pro Loco di Capoliveri, Paolo Martino, guida l'organizzazione di questa 28esima edizione.

“Non posso anticipare cosa sta facendo la giuria o le cose che stanno preparando i rioni perché sono una sorpresa”, spiega Martino.

Foto dal libro "La festa dell'Uva e i suoi personaggi, curato da Lorenzo Grieco, Filippo Boreali e Ornella Vai"

“Posso garantire che sarà un'edizione speciale, speriamo di avere un grande successo”, aggiunge Martino. Tra le novità di quest'anno, il coinvolgimento di una scuola di Portoferraio: per la prima volta un gruppo di bambini, vestiti da piccoli contadini, sarà presente venerdì alla Festa dell'Uva.

"Sono molto contento di aver accettato - racconta Martino -incontrerò la direttrice della scuola perché il coinvolgimento dei giovani è sempre importante".

Il programma segue ormai un rito consolidato: il venerdì la benedizione degli stendardi apre ufficialmente la festa, il sabato è la volta degli stand enogastronomici e delle degustazioni dei vini elbani, mentre la domenica mattina i quattro rioni sfilano in piazza Matteotti per svelare il tema scelto, prima del verdetto della giuria nel tardo pomeriggio.

Nell'edizione 2025 a trionfare, per la quarta volta nella sua storia, è stato il rione Torre, che ha scelto di ricostruire il 1983, anno dell'inaugurazione dell'allora nuovo municipio di Capoliveri. La storia della festa e dei suoi protagonisti è raccontata anche nel libro fotografico La festa dell'Uva e i suoi personaggi, curato da Lorenzo Grieco, Filippo Boreali e Ornella Vai, che raccoglie immagini in bianco e nero delle prime edizioni della manifestazione.

Foto dal libro "La festa dell'Uva e i suoi personaggi, curato da Lorenzo Grieco, Filippo Boreali e Ornella Vai"

A quasi trent'anni dalla sua nascita, la Festa dell'Uva resta un lavoro corale che coinvolge per settimane centinaia di persone tra i rioni, e che ogni Ottobre restituisce a Capoliveri il volto del suo passato contadino.