Politica

Convegno per il NO al referendum

Il comitato per il NO, guidato dal sindaco Ruggero Barbetti, organizza un incontro per spiegare i motivi dell'opposizione alla riforma costituzionale

La Fondazione della Libertà per il Bene Comune, presieduta dal Sen. Altero Matteoli, che ha dato vita a Costituzione Bene Comune - Comitato per le Ragioni del NO, ha organizzato un convegno che si terrà alle ore 16.30 di venerdì 25 novembre all’Hotel Airone di Portoferraio. 

Il comitato, di cui Ruggero Barbetti è Coordinatore per la Regione Toscana, si prefigge di contribuire a spiegare ai cittadini le motivazioni reali di una decisa posizione contro "pessime e sbagliate riforme costituzionali che complicano le nostre Istituzioni repubblicane invece di semplificarle. Riforme approvate, tra l’altro, sia con una maggioranza risicata che con tanti voti pervenuti dalle fila dei transfughi dai partiti di minoranza". 

"Riteniamo - spiega Barbetti - che questa sia una riforma pessima, come pessima è l’azione del Governo: la prova referendaria ha anche un indubbio valore politico, poiché attraverso di essa il presidente del Consiglio, il terzo premier consecutivo non eletto dagli italiani, cerca una legittimazione che non merita, visti i fallimenti del suo governo in ogni settore, dall’economia all’occupazione, dalla politica internazionale alla sicurezza dei cittadini fino al contrasto all’immigrazione clandestina. 

Le dimissioni di Renzi saranno un atto dovuto. Essendosi accorto che il rischio di perdere il referendum è concreto, si è rimangiato la parola data. Palazzo Chigi e il governo del Paese sono una cosa seria e Renzi non ha la credibilità per guidarli. Dopo la vittoria del no occorrerà dare vita ad una nuova e condivisa fase costituente per una riforma che realizzi alcuni obbiettivi fondamentali: elezione diretta del Capo dello Stato, riduzione del numero dei parlamentari e del loro costo, un vero federalismo legato ad una profonda riforma delle Regioni, istituzione del vincolo di mandato. 

L’obiettivo è quello di proporre un'alternativa credibile alla riforma di Renzi, mal scritta e pericolosa per la democrazia, ma anche un’alternativa di governo in grado di assicurare la stabilità e che sia all'altezza delle esigenze del Paese in uno scenario mondiale che si fa sempre più preoccupante".