Qualche sera fa, verso le 21, i carabinieri della Stazione di Campo nell’Elba, in supporto all’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Portoferraio, sono intervenuti presso l’abitazione di una giovane coppia convivente, a seguito di una segnalazione riconducibile ad un episodio di violenza domestica.
Come riferito dai carabinieri in una nota, quel giorno c era stata, secondo la ricostruzione dei militari, già una prima aggressione fisica nel corso del pomeriggio, scaturita per futili motivi, durante la quale la donna sarebbe stata colpita dal convivente.
La vittima, impaurita dall’accaduto, si era temporaneamente rifugiata presso l’abitazione di un conoscente. Rientrata in serata in casa, la situazione era degenerata nuovamente, venendo di nuovo aggredita dal compagno, che la avrebbe colpita e afferrata al collo in seguito ad una lite.
Anche i genitori della giovane, giunti poco prima in supporto della figlia, sarebbero rimasti a loro volta coinvolti nell’episodio e aggrediti dell’uomo.
Giunti immediatamente sul posto, i carabinieri hanno constatato il perdurare della condotta violenta e aggressiva nei confronti della convivente anche alla loro presenza, rendendo necessario separare fisicamente le persone coinvolti e mettere in sicurezza le persone presenti.
Informato tempestivamente il Pubblico Ministero di turno, che ha ritenuto sussistenti le condizioni di procedibilità, i militari hanno proceduto all’allontanamento d’urgenza dell’uomo dalla casa familiare, misura prevista dalla normativa a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.
L’autorità giudiziaria ha poi successivamente convalidato la misura d’emergenza ed applicato all’indagato la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare con braccialetto elettronico.
"L’episodio conferma ancora una volta l’attenzione dell’Arma dei Carabinieri verso i fenomeni riconducibili al cosiddetto “Codice Rosso”, ambito nel quale risultano fondamentali la tempestività dell’intervento, la protezione immediata delle vittime e la pronta attivazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. In tale quadro l’invito è quello di rivolgersi al 112, ad una delle caserme dell’Arma sul territorio o ad un centro antiviolenza, anche solo per un consiglio/confronto su una situazione che si sta vivendo", concludono i carabinieri.