Ottantacinque anni fa un giovane elbano lavorava nei ritagli di tempo libero da un servizio sui sommergibili a un'arma che nessuno aveva ancora saputo costruire. Si chiamava Teseo Tesei, era nato a Marina di Campo il 3 Gennaio 1909, ultimo di otto figli di Ulisse, piccolo armatore locale, e di Rosa Carassale, e sarebbe morto a 32 anni in un porto maltese che ancora oggi porta il segno del suo sacrificio.
Entrò appena sedicenne nella Regia Accademia Navale di Livorno. Fu qui, ascoltando il racconto di un'impresa bellica della Grande Guerra condotta nelle acque di Pola, che maturò l'idea che gli avrebbe cambiato la vita: rendere possibile per l'uomo ciò che fino ad allora sembrava fantascienza, muoversi sott'acqua per colpire una nave nemica dal basso, senza essere visto. Proseguì gli studi conseguendo, nel 1933, la laurea in Ingegneria Navale a Napoli, e l'anno successivo il brevetto da palombaro presso la Regia Scuola Palombari di La Spezia — una formazione tecnica solida, che gli avrebbe permesso di progettare da sé il proprio mezzo d'assalto.
Prese parte anche alla guerra civile spagnola come volontario, prima di rientrare in servizio sui sommergibili. Fu allora che, insieme al collega Elios Toschi, trasformò la sua idea in un oggetto concreto: il siluro a lenta corsa, presto ribattezzato "maiale" dagli stessi operatori che lo mettevano alla prova. Vi affiancò, con Angelo Belloni, un autorespiratore capace di non lasciare tracce in superficie.
Il coraggio di Tesei non si misurò solo nel progetto a tavolino. Nell'Agosto del 1940 partecipò alle operazioni di recupero dell'equipaggio del sommergibile Iride, affondato dagli aerosiluranti inglesi nel Golfo di Bomba — un episodio meno noto della sua biografia, ma che anticipa la determinazione mostrata l'anno seguente a Malta.
La Valletta, l'ultima missione
La Valletta non era un bersaglio come un altro. Costruita a partire dal 1566 dai Cavalieri di San Giovanni sul disegno dell'architetto militare Francesco Laparelli, la città fu pensata come una fortezza inespugnabile, cinta da bastioni che dominano il Mediterraneo da un promontorio roccioso — un simbolo di resistenza fin dal Grande Assedio del 1565. Colpirne il porto, nel 1941, significava sfidare uno dei sistemi difensivi più solidi d'Europa.
Nella notte tra il 25 e il 26 Luglio, Tesei prese parte all'operazione "Malta Due": due siluri a lenta corsa avrebbero dovuto aprire un varco nelle reti di protezione del porto, permettendo a sei barchini esplosivi di raggiungere le navi alla fonda. Un guasto accumulò però un ritardo che rischiava di far fallire tutto.
Per non compromettere la missione, Tesei decise deliberatamente di "spolettare a zero" — rinunciando cioè ad allontanarsi prima dell'esplosione — sacrificandosi insieme al secondo capo palombaro Alcide Pedretti. Cinque mesi dopo, i "maiali" che aveva progettato entrarono nella storia navale ad Alessandria d'Egitto, danneggiando gravemente due corazzate britanniche in un'impresa che gli inglesi avrebbero poi studiato per costruire i propri mezzi d'assalto.
Tesei quella notte non c'era più, ma quel successo portava comunque la sua firma.
Una memoria che dura, tra l'Elba e l'Italia intera
A tenere viva la sua storia è soprattutto il gruppo storico culturale La Torre di Marina di Campo, che ogni anno, il 25 e il 26 luglio, organizza due giornate di commemorazione: un incontro pubblico dedicato all'analisi di quella notte — anche attraverso testi come Malta Due dell'ex ufficiale di Marina Lino Mancini — e una cerimonia al cimitero monumentale del paese, con la Santa Messa in memoria dei caduti a Malta e di tutti i marinai scomparsi in mare nel territorio comunale.I riconoscimenti a Tesei sono arrivati, e continuano ad arrivare.
La Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria gli fu conferita con Decreto Regio nel 1946, e ancora oggi la Marina Militare Italiana ne ricorda la figura sul proprio sito ufficiale. Il reparto d'élite dei sommozzatori e incursori della Marina, il Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori — il Comsubin — porta il suo nome, così come, a Portoferraio, la caserma della Guardia di Finanza e il Circolo subacquei cittadino. A Marina di Campo restano l'aeroporto e il monumento sulla diga foranea, inaugurato nel 2023.
Anche l'editoria gli ha reso omaggio più volte nel tempo: già nel 1947 Arnaldo Cappellini gli dedicò il volume L'eroe italiano Teseo Tesei, poi più volte ripubblicato, mentre in anni più recenti la giornalista Cristina Di Giorgi ne ha ricostruito la vicenda in Teseo Tesei. All'assalto della gloria. Una memoria diffusa e concreta, fatta di targhe, reparti, istituzioni e libri che continuano a ricordarlo — e che, tra Marina di Campo e La Valletta, tiene insieme due sponde dello stesso mare.