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giovedì 26 maggio 2016

Politica giovedì 07 gennaio 2016 ore 10:34

"Non solo Capoliveri, gap democratico all'Elba"

Pino Coluccia, consigliere comunale a Rio Elba, denuncia un progressivo svuotamento di poteri per i consigli comunali e rilancia l'Unione dei comuni

RIO ELBA — "Trovo molto serie e gravi le considerazioni del consigliere Gabriele Baldetti, la sua intenzione di dimettersi dal consiglio comunale di Capoliveri e l'amara conclusione che le contraddistingue e gli esprimo la mia solidarietà come collega consigliere invitandolo a ripensarci". 

Pino Coluccia, consigliere d'opposizione a Rio Elba e esponente Pd, commenta la recente lettera di dimissioni del collega di Capoliveri Gabriele Baldetti e allarga il discorso agli altri comuni elbani denunciando un gap democratico nella politica isolana.

"È una denuncia molto forte dello stato della democrazia istituzionale comunale e partecipata e che rivela una situazione generale, non solo capoliverese, ma in tutta l'Elba: siamo ad una continua esclusione dei consigli comunali - continua Coluccia - dalle decisioni, dalle scelte, che interessano l'insieme delle comunità amministrate e ormai tutte assunte dal solo sindaco, o anche dalla conferenza dei sindaci, quando si tratta di tematiche comprensoriali: sanità, trasporti, tassa di sbarco, promozione turistica, senza una consultazione dei rispettivi consigli. 

Si dimentica che nei consigli, eletti dai cittadini e depositari della loro sovranità politica, non ci sono solo i rappresentanti delle maggioranze, anch'esse non sempre unanimi, ma anche rappresentanti delle minoranze e che devono essere consultate anche se esprimenti opinioni diverse: il pluralismo è il sale della democrazia". 

"Anche questi metodi di governo autoritari - denuncia il consigliere - spesso inefficaci e clientelari, eccedenti per certi atteggiamenti personalistici e da neo podestà, alimentano quell'apatia e distacco dalla politica dei cittadini, denunciata da Gabriele e che si risolvono spesso nell'astensionismo dei cittadini dalla politica e dal voto o nel costituirsi in una varietà di comitati e sottocomitati, con identità confusa e scarso peso politico. 

Forse sarebbe meglio ridare forza a metodi democratici, valorizzando un sistema istituzionale rispettoso delle assemblee elettive, innanzitutto i consigli comunali e pensare finalmente a dare all'Elba un'assemblea consiliare di tutta l'isola attraverso la costituzione dell'Unione dei Comuni elbani". 

"Questo - conclude Coluccia - aumenterebbe l'autorevolezza delle istituzioni comunali elbane e la credibilità della democrazia come trasparenza e imparzialità dei metodi di governo che essa assicura e garantisce. Del resto con la scomparsa delle Province dovremo organizzarci come Comuni dei territori periferici, associandosi, per gestire molte funzioni amministrative e competenze che saranno trasferite ai Comuni, pena, in mancanza di una Unione, vederle gestite da Comuni capoluoghi o città metropolitane o peggio ancora, da organismi tecnocratici. E questo sarebbe un ulteriore smacco per il nostro territorio isolano e per i suoi cittadini".

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