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lunedì 16 luglio 2018

Attualità martedì 10 luglio 2018 ore 16:34

Sanità, M5S: "Elba caso - scuola per la Regione"

il piazzale del Pronto Soccorso elbano ( foto P.A.Porto Azzurro)

Una mozione del consigliere Andrea Quartini individua tutte le criticità del nosocomio elbano, dovute all'insularità e ai picchi di presenze estivi



PORTOFERRAIO — "Oramai è evidente che una serie di fattori — oggettivamente concomitanti, anche se non necessariamente collegati dal punto di vista eziologico — stanno contribuendo a depotenziare l'efficienza e l'efficacia del sistema sanitario regionale. Un banco di prova degli effetti diretti ed indiretti di tale nuovo trend lo si può riscontrare laddove sia possibile, come in un territorio insulare, isolare la situazione attuale e prospettica liberandola dai potenziali 'biases' positivi di interventi supplementari". E' il parere del Movimento 5 Stelle, che con una mozione del consigliere regionale Andrea Quartini analizza proprio la situazione attuale della sanità elbana.

"L'Isola d'Elba — e, nel dettaglio l'ospedale di Portoferraio — è un 'caso scuola' in tal senso. Nonostante una serie di atti volti a mostrare e dimostrare la inopportunità e incongruenza con la normativa vigente di un depotenziamento, la struttura nosocomiale di Portoferraio viene "ridotta" a meno che presidio di base. Neppure è stato considerato come il bacino dì utenza sia compreso in estate fra 80.000 e 150.000 abitanti ed in tal linea si sarebbe dovuto stabilire di dotarlo di un pronto soccorso con un numero limitato di specialità. L'errore è stato quello di ignorare la tipologia orografica e dinamica dell'Isola d'Elba che, oltre ad essere isolata dal territorio (si tratta di un'Isola) vede il bacino effettivo di utenza salire, soprattutto nei mesi estivi, ben oltre la soglia dei 150.000 abitanti, rendendo necessaria quindi — almeno da giugno a settembre (per ben 1/3 dell'anno, come dimostrato da nostro atto, basato sulle presenze e sugli spostamenti navali) — la presenza di un presidio almeno di 1 livello. La riduzione è stata addirittura tendente a "smantellare" e semplificare l'ospedale a struttura di prossimità.

Non solo: era prevista la possibilità, per le Regioni di prevedere - e quindi mantenere - presidi ospedalieri di base per zone particolarmente disagiate, distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento (o 60 minuti dai presidi di pronto soccorso), superando i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace. I tempi devono essere definiti sulla base di oggettive tecniche di misurazione o di formale documentazione tecnica disponibile. Per centri hub and spoke si intendono anche quelli di regioni confinanti sulla base di accordi interregionali da sottoscriversi secondo le indicazioni contenute nel nuovo patto per la salute 2014-2016. Tali situazioni esistono in molte regioni italiane per presidi situati in aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi, oppure in ambiente insulare.

In una serie di interpretazioni errate sia del fatto (la situazione geografica e la ciclicità nella densità di popolazione presente) che delle norme esistenti, non ci si è neppure resi conto che — per quanto riguarda l'isola d'Elba - la cosiddetta "rete", che dovrebbe "supplire" alle mancanze dell'ospedale, non è applicabile per quanto riguarda un posizionamento quale quello elbano. Paradossale il fatto che, ad esempio, quando il 5 novembre 2014, il Consiglio Regionale decise — nonostante l'accordo per il potenziamento della sanità elbana firmato nel novembre 2012 tra i sindaci e la Regione Toscana - per la riduzione di Portoferraio ad ospedale di prossimità, il Comune di Portoferraio non potè inviare una propria delegazione presso il Consiglio Regionale, proprio per l'interruzione dei collegamenti marittimi causa maltempo.

Innumerevoli sono stati e sono i problemi relativi all'Isola d'Elba, segnalati in svariati atti al riguardo e relativi a disfunzioni a volte foriere ed emerse solo a causa di gravi incidenti; fattore che lascia pensare ad una situazione a perenne rischio potenziale. E innumerevoli sono stati i tavoli di trattativa relativi al nosocomio ed alla situazione elbana in generale, che hanno affrontato, senza trovare una soluzione effettiva e definitiva, questioni quali la carenza di personale sia medico che infermieristico legato alle emergenze ed alle attività ambulatoriali, oppure relative alla ristrutturazione dell'edificio, ma anche più ampie e legate al funzionamento dell'elisoccorso, al sistema di emergenza-urgenza 118 per l'isola, ed alla tempistica di intervento che sovente sfora soprattutto nei casi di emergenza — quelli che sono i tempi previsti per stabilizzare i pazienti a rischio di conseguenze irreversibili, invalidità permanenti o di morte.

Valutato che le stesse linee guida ("Linee di indirizzo per la predisposizione e l'attuazione del Piano di Area Vasta 2016-2020 dell'area vasta Nord Ovest ") approvate il 22 giugno 2016 dalla Conferenza dei Sindaci AUSI. Toscana Nord Ovest al Piano di Area Vasta Nord Ovest 2016 2020 prevedevano come 'In particolari situazioni ad alta frequentazione turistica stagionale (come nel caso dell'Elba) sarebbe opportuno prevedere una formazione trasversale e interprofessionale del personale in modo da ottimizzare le risorse a disposizione e impedire vuoti assistenziali per casistiche meno frequenti ma comunque rilevanti'. 

La mozione del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, quindi, chiede di:

 - Mantenere l'ospedale di Portoferraio quale presidio di base, e centro di una rete locale in primis tempo dipendente di 'condizioni critiche' ( (IMA, ictus, trapianti, ustioni, politrauma, terapia intensiva neonatale) e di malattie croniche quindi sia di emergenza urgenza che territoriale - che coinvolga l'intera isola, con una modularità a crescere per i mesi estivi. In tal senso, sia per gli urgenti che per la creazione di adeguati percorsi diagnostico terapeutico assistenziali (POTA) si avrebbe un sistema di piena tutela del paziente, rendendo attiva la c.d. "rete socio sanitari integrata", il tutto secondo quanto previsto dal Piano di Area Vasta Nord Ovest.
- Risolvere la questione di carenza di personale, dedicando un numero adeguato di professionisti sia medici che infermieristici all'ospedale di Portoferraio, con identico sistema di modularità .
- Mantenere sull'isola un adeguato numero di ambulanze con medico a bordo, in modo da poter coprire l'intero territorio'.



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