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mercoledì 20 settembre 2017

Politica sabato 29 ottobre 2016 ore 14:52

Portoferraio rinuncia al ricorso milionario

Passo indietro del capoluogo contro la ex Unione dei Comuni, rischio di condanne milionarie per le altre amministrazioni elbane

PORTOFERRAIO — Una scelta di un Comune che potrebbe portare guai serissimi per gli altri sette, "uno schiaffo a tutta l'Elba" come lo ha definito l'ex sindaco Roberto Peria. Una storia che riemerge dal passato e che potrebbe compromettere il futuro di alcune fra le amministrazioni elbane.

E' quanto denuncia il gruppo PD di Portoferraio che ha reso nota nella mattina di oggi una memoria depositata dall'avvocato Paolo Carrozza, a nome dell'amministrazione ferajese, nel procedimento aperto davanti al Tar toscano per i debiti derivanti dal crack dell'ex Unione dei Comuni.

La storia è ormai nota: l'Unione dei Comuni, guidata dal commissario Gabriele Orsini (ex segretario generale della Provincia di Livorno) e di cui Mario Ferrari, attuale sindaco di Portoferraio faceva parte, fu sciolta e affidata alle cure del commissario liquidatore Graziella De Castelli

L'Unione ereditava una situazione finanziaria pesante dall'ex Comunità Montana e, al momento della scrittura del piano di successione nel 2012, i Comuni si trovarono imputati di pagamenti milionari: 11.394.907 euro di debiti alla chiusura dell'atto, quattro anni fa, a fronte di crediti per 11.307.000 euro.

"Ma già nel 2013, un anno dopo - spiega Peria - i crediti furono stralciati del 50% perchè inesigibili e adesso questa percentuale sarà aumentata, così come saranno aumentati i debiti per effetto delle more legali". Secondo le stime del PD, il debito attuale ammonterebbe intorno ai 13 milioni di euro.

Nel giugno del 2012 il Comune di Portoferraio, con Peria sindaco, fece ricorso contro il piano di successione impugnando l'atto davanti al Tar contestando la ripartizione delle competenze sui debiti: "Molti debiti, derivanti da anticipazioni di cassa, lavori alle condotte sottomarine, il canile a San Martino, il frantoio - continua l'ex sindaco - erano imputati ai Comuni quando erano di competenza di altri enti, insomma, noi non dovevamo pagare quei soldi".

Portoferraio diventa così capofila di un ricorso contro il piano di successione, cumulativo delle pretese degli altri Comuni elbani che in seguito, separatamente, fanno altri ricorsi impugnando gli atti successivi del commissario liquidatore De Castelli.

Ora, secondo quanto riporta la nota dell'avvocato Carrozza: "Il Tar dovrà valutare la sopravvenuta carenza di interesse, a firma congiunta di Comune di Portoferraio e Regione Toscana, nell'impugnazione del piano di gestione".

"In questo modo - continuano gli esponenti PD - rinunciamo alla battaglia legale e il Comune, anzi tutti i Comuni, dovranno pagare. Il nostro ricorso aveva solide basi dato che fu lo stesso Orsini a mettere per scritto che il piano di successione aveva delle falle. Ora il Tar potrà dare per buono il debito contro i Comuni e in base a quello i creditori potranno far emettere i decreti ingiuntivi per venire a battere cassa immediatamente".

Una situazione che, se avverata, sarebbe un duro colpo alle casse comunali dato che il debito verrebbe ripartito secondo percentuali di incidenza: Portoferraio (4.330.064), Campo nell'Elba (1.595.286), Capoliveri (1.367.388), Porto Azzurro (1.253.439), Rio Marina (797.643), Rio Elba (341.847), Marciana (683.694), Marciana Marina (683.694). E se Portoferraio ha più o meno quella cifra già messa da parte come avanzo di amministrazione, oltre ad aver messo in vendita immobili comunali per altri 3 milioni, gli altri Comuni non hanno quella disponibilità.

"E' un atto contro l'Elba - denuncia Peria - perchè se decade il ricorso principale di Portoferraio, decadono anche gli altri presentati dai singoli comuni come Marciana Marina e Campo nell'Elba. Una rinuncia inaudita che non trova spiegazioni perchè in questo modo il piano di successione diventa intoccabile".

Il danno però potrebbe essere grave anche per Portoferraio stessa, come spiega la capogruppo Cosetta Pellegrini: "E' una strana coincidenza che quell'avanzo di amministrazione, che noi chiedevamo venisse usato per abbassare le tasse ai cittadini, coincida con il debito da pagare. Il prossimo 9 novembre il Tar può già archiviare la pratica e il Comune dovrebbe mettere a bilancio la somma da versare bloccando in questo modo tutti i possibili investimenti da fare con quella somma".

Un'altra lettura la da Paolo Andreoli: "In consiglio comunale questa decisione non è stata portata, hanno tenuto nascosto un atto di questa importanza così come non hanno mai fatto chiarezza sul perchè di quell'avanzo di amministrazione anomalo. Viene anche da pensare sulla situazione di Ferrari che quel piano di successione l'ha in buona parte scritto e contro il quale adesso rinuncia a battersi senza spiegazioni".

Il sindaco Mario Ferrari al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni in merito e rimanda a una prossima comunicazione che dovrebbe arrivare nella giornata di lunedì mentre nell'albo pretorio comunale non è presente, ad oggi, alcun atto ufficiale che revochi l'incarico all'avvocato Carrozza o che stanzi una somma per il pagamento dei debiti dell'Unione dei Comuni.

Luca Lunedì
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