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venerdì 29 luglio 2016

Attualità mercoledì 06 gennaio 2016 ore 09:28

Quasi mille ricoveri in meno in cinque anni

Secondo i dati forniti da Uilfpl dal 2010 sono calati del 25% i ricoveri in ospedale e le giornate di degenza: "Sbagliato pensare a un'Elba autonoma"

PORTOFERRAIO — 25% in meno di ricoveri ospedalieri e stessa percentuale per quanto riguarda le giornate di degenza in cinque anni. Sono questi i dati forniti dal sindacato Uilfpl per spiegare come la perdita di "lavoro" nel presidio ospedaliero elbano sia la condizione necessaria per fare rete con Piombino e Cecina. 

Dati che sono in linea con l'andamento provinciale che che raccontano come a Portoferraio le giornate di degenza siano state nell'anno scorso 12.834, ossia 4.457 in meno rispetto a cinque anni fa e stesso calo per quanto riguarda i ricoveri: 2.551 con un calo registrato di 832 rispetto al 2010.

A queste conclusioni giunge il segretario provinciale Paolo Camelli che scrivendo ai sindaci elbani raffredda gli entusiasmi per l'eccezione elbana contenuta nella nuova legge sanitaria regionale che prevede per l'isola il mantenimento della zona distretto.

"Cari sindaci - scrive Camelli - come vi sarà certamente noto la Uilfpl ha, nei mesi scorsi, elaborato una proposta all'attenzione dell'azienda, della Regione e dei sindaci, nell'intento di contribuire a una nuova organizzazione del'ospedale e dei servizi socio-sanitari territoriali elbani, praticabile e migliore.

La nostra ipotesi partiva dal seguente presupposto: servizi di base strutturati e permanenti, rafforzamento del pronto soccorso e dei servizi di emergenza con particolare riferimento alle patologie tempo dipendenti, creazione di un'unica area di degenza medica e chirurgica, specialistiche diagnostiche e ambulatoriali con il supporto della rete aziendale, sviluppo attività chirurgica per urologia-otorino-oculistica.

La recente legge regionale n°52 ha stabilito che l'Elba sia un ambito zonale autonomo, ovvero non interessato dalle future politiche di accorpamento: questo dato è stato festeggiato dai sindaci elbani in quanto portatore di speciali poteri gestionali e decisionali;

Non è mia intenzione rendere amaro quel calice ma in verità si è molto e pericolosamente esagerato in questa interpretazione, l'art 64 zona-distretto recita: “in base alle risorse messe a disposizione dall'azienda, governa i percorsi inerenti le cure primarie, la specialistica territoriale, i consultori, la continuità assistenziale ospedale-territorio".

Scendendo nel dettaglio economico Camelli spiega: "Una quota importante della programmazione che riguarda circa 30 milioni di euro del budget zonale elbano. L'art 68 bis recita in particolare: “il direttore di rete ospedaliera assicura la coerenza organizzativa e gestionale degli ospedali aziendali ed in questo senso gestisce anche i 28 milioni di euro del budget elbano". 

"Dunque - secondo il sindacalista - il quadro è chiaro: l'autonomia non è separazione bensì responsabilità nell'ambito di un insieme unitario rappresentato dall'ambito territoriale aziendale. Tale responsabilità si esercita con il potere di proposta e di controllo demandata alle conferenze dei sindaci zonali. 

La legge 52 demanda alle conferenze dei sindaci aziendali il potere di esprimere un voto sul bilancio e sulle scelte di programmazione. I sindaci elbani saranno presenti nella conferenza dei sindaci aziendale con il peso della loro popolazione oltre che della specificità insulare". 

"In questi giorni leggo, sulla cronaca locale, posizioni che mi appaiono molto distanti dal quadro sopra descritto e che ripropongono un'Elba che si chiude in se stessa puntando alla sua autosufficienza. Considero questa scelta da rivedere perchè sottoporrebbe a rischi maggiori la comunità elbana. Per esempio si affrontano i problemi del presidio ospedaliero con un'ottica che non tiene minimamente conto delle esperienze passate e delle modificazione intervenute. 

I dati veri ci dicono che all'Elba non è accaduto niente di diverso da quanto ha riguardato tutte le altre zone e i presidi. Inoltre si consideri che il dato della Asl 6 è coerente con quello toscano ed ancor più con ciò che è avvenuto in tutta Italia. Nei prossimi tre mesi c'è un lavoro importante da fare che alcuni affronteranno nell'ottica di realizzare un nuovo ambito con 150mila abitanti ed un ospedale di 1° livello articolato su due presidi come previsto dall'art 63 della legge 52 (Cecina-Piombino) altri come l'Elba per rafforzare l'ospedale di base, le cure intermedie ed i servizi territoriali".

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