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martedì 30 agosto 2016

Cronaca lunedì 08 febbraio 2016 ore 13:58

Prezioso dipinto rubato torna ai proprietari

Un Gordigiani rubato nel '96 e rinvenuto nel 2001 dai Carabinieri è stato autenticato e restituito alla famiglia Lodola: "Forse lo venderemo"

PORTOFERRAIO — Dopo un viaggio di diversi chilometri e durato 19 anni il "Ritratto di fanciullo con cappello" è tornato ai legittimi proprietari. A darne notizia sono stati i Carabinieri elbani che fin dall'inizio sono stati coinvolti nella vicenda e che oggi, nelle sale della residenza napoleonica dei Mulini, hanno potuto riconsegnare il prezioso dipinto alle eredi della famiglia che lo custodiva da generazioni.

Una storia iniziata nel '96 quando una banda di ladri specializzati nei furti di opere d'arte fa irruzione nella seconda casa di Mario Lodola a San Vincenzo portando via, fra le altre cose, anche il dipinto: un ritratto, di 2 metri di altezza per 1,50 di larghezza e 29 centimetri di profondità (cornice inclusa), eseguito dal maestro macchiaiolo Michele Gordigiani nel 1881, che si pensa raffiguri uno dei figli di un marchese di Livorno.

Il furto fu denunciato e dopo anni di indagine vengono arrestati gli autori: si tratta della banda di Marino Marini, finita agli onori delle cronache giudiziarie più volte nel corso degli ultimi anni. La banda Marini, l'anziano padre e il figlio Andrea fra gli altri componenti del clan familiare, furono arrestati una prima volta nell'ottobre 2001 con divieto di ritorno all'Elba per tre anni e successivamente, nell'operazione "Clan Marini Bis" nel 2009 per traffico di droga e una serie di furti sul territorio elbano dai quali ricavavano i proventi per l'acquisto degli stupefacenti.

Proprio all'interno della prima operazione contro la banda i Carabinieri del Nucelo Operatico Radiomombile di Portoferraio e di Capoliveri insieme ai colleghi di Campiglia e Piombino fecero irruzione in un capannone di Campiglia di proprietà di Angelo Novelli, considerato il basista della banda. Una perquisizione che portò alla scoperta di un'enorme quantità di refurtiva, tra cui molte opere d'arte e anche alcuni mezzi navali, del valore di 1 miliardo delle vecchie lire.

Fu quello il momento in cui il Gordigiani venne alla luce e quasi subito fu informata la famiglia Lodola del ritrovamento. I carabinieri del tempo sottoposero l'opera a sequestro conservativo in attesa dell'autenticazione e il dipinto venne consegnato all'allora direttrice dei musei napoleonici Martinelli conservato nella residenza storica, se pure non esposto al pubblico.

Le indagini passarono quindi al nucleo TPC (Tutela patrimonio culturale) dei Carabinieri ma il database delle opere d'arte, ora completo e essenziale nel recupero dei cimeli rubati, era agli albori. Nella stessa denuncia originaria non fu prodotta una foto del dipinto, pratica ora invece comune fra i collezionisti, e questo ha portato la storia ai giorni nostri. Poche settimane fa infatti è arrivata alla stazione di Portoferraio la conferma definitiva: quello è il Gordigiani dei Lodola.

Con la firma della presa in carico di oggi da parte di Marina Lodola, erede insieme alla sorella Franca, del patrimonio di famiglia, il dipinto è tornato a casa. Il valore del quadro non è stato ancora quantificato ma si tratta certamente di un'opera di grande valore. Michele Gordigiani era infatti uno dei massimi esponenti della scuola dei macchiaioli e la sua abilità di ritrattista era stata richiesta anche da Vittorio Emanuele II e da Camillo Benso conte di Cavour, alcune sue opere sono esposte anche agli Uffizi fiorentini.

Il "Ritratto di fanciullo con cappello" rimarrà nel museo napoleonico fino all'11 febbraio quando verrà trasportato in un luogo scelto dalle eredi: "E' una bella emozione - commenta Marina Lodola - rivedere questo quadro dopo 19 anni. Io lo ricordo da sempre presente nella nostra abitazione e devo ringraziare tutti i carabinieri che hanno preso parte all'operazione negli anni e che hanno permesso che ritornasse alla mia famiglia. Non sappiamo ancora se tenerlo o meno, forse lo venderemo".

Luca Lunedì
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