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venerdì 29 luglio 2016

Attualità venerdì 19 febbraio 2016 ore 12:06

Polo museale nell'ex palazzo delle Poste

L'assessore Del Mastro spiega nel dettaglio come l'amministrazione intende usare i beni demaniali ricevuti dallo Stato, dalle Galeazze ai Mulini

PORTOFERRAIO — "Vorrei tranquillizzare il gruppo consiliare “Cosetta Pellegrini Sindaco”, non c’è niente di cui preoccuparsi del federalismo demaniale". 

Comincia così l'articolata risposta che Angelo Del Mastro, assessore al demanio di Portoferraio, indirizza al gruppo di opposizione facendo il punto sullo stato dei beni demaniali passati al Comune e quali sono i progetti per il loro utilizzo.

"Era il 6 Febbraio dello scorso anno quando mi furono consegnati dal direttore generale del Demanio i beni che passavano al comune di Portoferraio. Mancava e manca all’appello ancora qualcosina: mancano ancora i Forni di San Francesco la cui pratica è ferma ancora al Ministero dei Beni Ambientali e Culturali, mentre siamo arrivati alla definizione del complesso Teseo Tesei nemmeno un mese fa: ora rientra in pieno nelle disponibilità dei cittadini di Portoferraio". 

E qui si entra in un discorso più complesso determinato dalla distinzione che bisogna fare circa la natura dei beni. Quelli di valore storico possono essere utilizzati per fini sociali, di pubblica utilità mentre il resto dei beni possono essere anche alienati. 

"In uno degli ultimi consigli comunali - continua Del Mastro - avevo esposto il concetto di evitare di fare uno “spezzatino” dell’utilizzo dei beni, cercando il più possibile di avere una visione di insieme, omogenea e di trarre un vantaggio dal federalismo demaniale per cambiare il volto della città. Lo confermo: ci si gioca il futuro di Portoferraio".

"Questa amministrazione non se ne è stata con le mani in mano, ma sta lavorando e seguendo il tutto con particolare attenzione. Quello che andremo a deliberare è un atto di indirizzo sulla valorizzazione che andrà riempito di contenuti che, come promesso in consiglio comunale, saranno oggetto di discussione in commissione Demanio e Bilancio insieme alla minoranza". 

Riguardo i casi specifici: le Galeazze. "La nostra idea coincide riguardo la valorizzazione della cultura, dell’enogastronomia, del buon vivere e del tempo libero: farne un centro di valorizzazione del territorio onnicomprensivo. Stiamo aspettando l’approvazione dei fondi DUPIM (850mila euro) che abbiamo richiesto per copertura, restauro e recupero. Presumibilmente dovremmo avere una risposta fra un mese circa".

Palazzo delle ex Poste. "Temo che abbiamo una visione opposta. Quante volte ci siamo lamentati dello svuotamento del centro storico, della mancanza di attrattive e servizi? Secondo noi, il bene in questione, andrebbe destinato ad un polo didattico-museale che servirebbe anche in bassa stagione a riportare un po’ di gente in centro, con benefici per gli esercenti locali. Naturalmente potrebbe essere anche alienato, visto l’appetibilità del bene, per far cassa ed investire in opere pubbliche". 

Padiglione dei Mulini. "Un albergo diffuso che insieme alla palazzina posta sotto Forte Stella, centro di ristoro con prodotti tipici, formerebbe un unicum turistico-ricettivo per i visitatori del centro storico alto e della villa napoleonica visto che ad oggi non possono comprare nemmeno una bottiglietta d’acqua". 

"Nel 2015 seguendo, in Toscana e non solo, riunioni sui finanziamenti regionali ed europei mi è balenata l’idea delle start-up giovanili: quale miglior posto dei Forni di San Francesco? Anche in questo caso abbiamo fatto richiesta di fondi DUPIM per più di 300mila euro".

Complesso Teseo Tesei. "Bisogna prima sciogliere il nodo del polo scolastico. Se la sua realizzazione non fosse percorribile bisognerebbe studiare un qualcosa che integri tutte le strutture. Giusto affianco c’è la piscina e il resto del complesso è in degrado: perché non realizzare un polo sportivo con parcheggio retrostante e dedicare almeno uno dei quattro complessi più grandi come sedi di associazioni sportive e non, a sostegno di questo progetto?" 

"Ben venga - conclude Del Mastro con una stoccata politica - quindi un contributo di idee da parte del vostro gruppo consiliare, e non solo, considerato che di federalismo demaniale se ne parla già dal 2011 e quindi avete avuto quantomeno più tempo per pensarci".

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