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martedì 22 agosto 2017

Politica giovedì 01 dicembre 2016 ore 17:38

L'ex Unione dei Comuni fa infuriare i sindaci

Il seggio vuoto lasciato da Mario Ferrari

La rinuncia unilaterale di Portoferraio al giudizio di fronte al Tar scatena l'ira degli altri sindaci, volano urla e si allarga la frattura istituzionale

PORTOFERRAIO — Si doveva parlare, e si è parlato, di tassa di sbarco, di comune capofila e di canile. Ma c'era il classico elefante nella stanza, un argomento che aleggiava sopra il consesso dei sindaci riuniti alla Biscotteria, e che non si poteva ignorare. 

C'è voluto relativamente poco per far scattare il bailamme, il fuoco della polemica covava un pelo sotto la superficie e che i nervi erano a fior di pelle si capiva già nei minuti immediatamente antecedenti la riunione.

Il casus belli, come immaginabile, è stata la rinuncia portoferraiese al giudizio di fronte al Tar toscano che doveva discutere sul ricorso, presentato dalla precedente amministrazione ferajese, contro il piano di successione dell'ex Unione dei Comuni. Una serie di provvedimenti che lascerebbero sulle spalle delle amministrazioni elbane debiti milionari.

La rinuncia di Portoferraio al giudizio, annunciata nelle settimane scorse con una nota del legale Paolo Carrozza, è stata messa nero su bianco, diventando definitiva, lo scorso 29 novembre quando il tribunale amministrativo, tramite sentenza, ha preso atto della mancanza di interesse della giunta guidata da Mario Ferrari e ha cassato il procedimento.

Processo che, sostengono gli altri Comuni, non riguardava solo Portoferraio, ma che interessava tutti dato che, come commenta il sindaco Andrea Ciumei: "Il sindaco Peria si era fatto portavoce di tutti dato che in quel momento era l'unico che poteva farlo. Quando gli altri Comuni hanno avuto lo sblocco delle risorse necessarie si sono fatte avanti".

La rinuncia di Portoferraio, che sta trattando con la Regione una soluzione stragiudiziale per il bilanciamento di debiti e crediti, ha dato la stura alle accuse degli altri sindaci: "E' stata una totale mancanza di rispetto da parte vostra - accusa ancora Ciumei - e denota una totale assenza di collaborazione, è una delle cose più gravi che ho visto in dieci anni da sindaco".

Non da meno Daniel Giacomelli per Marciana: "Come amministrazioni siamo profondamente offesi per il comportamento di Portoferraio che ha attuato una scelta unilaterale senza confrontarsi con nessun altro".

La difesa di Ferrari poggia invece su una premessa: "Tutti dite che Peria aveva l'incarico di portare avanti gli interessi di tutti - ha ripetuto più volte Ferrari - ma non c'è nessun atto scritto, nessuna lettera, nessun foglio di carta che provi questo".

Uno scontro che si è acceso nei toni e nei volumi, con gli attacchi di Ciumei, Giacomelli e Simoni, sono volati inviti a vergognarsi (e a cambiare l'arredamento) diretti a Ferrari che ha abbandonato l'aula in aperta polemica. Una polemica che non è rientrata con il ritorno in aula del primo cittadino di Portoferraio che, su questa questione, ha annunciato una lettera per la giornata di domani.

Lo scontro si è riaperto quando, una volta deciso il passaggio di testimone fra Barbetti e De Santi, non è stata chiara la posizione di Ferrari circa il passaggio di quanto deciso nel proprio consiglio comunale. Gli atti della GaT devono avere l'approvazione delle rispettive assemblee cittadine e se questo non avviene possono perdere di validità.

L'astensione di Ferrari lascia quindi aperti molti dubbi poichè un eventuale ostruzionismo in questo senso potrebbe portare allo scioglimento stesso della GaT affossando sul nascere l'avventura di De Santi alla guida dell'ente.

Una procrastinazione fino al 15 febbraio da parte del sindaco di Portoferraio, ipotesi che è parsa aleggiare in aula senza essere chiaramente smentita, potrebbe portare all'applicazione della tassa di soggiorno, scenario economicamente conveniente per Portoferraio dato che nel capoluogo risiedono il maggio numero di strutture ricettive.

Un chiarimento in questo senso sarà possibile solo nei prossimi giorni poichè l'aumento della tassa di sbarco deve passare in consiglio entro il 15 dicembre mentre il passaggio di capofila entro il 15 gennaio 2017.

Luca Lunedì
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