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lunedì 30 maggio 2016

Attualità sabato 13 febbraio 2016 ore 11:21

Lettera sul Comune Unico

Ospitiamo una lettera di un lettore, Guido Retali, per tornare a parlare di Comune unico, un dibattito che è giusto riprendere e sviluppare

PORTOFERRAIO — "Comune unico sì, Comune unico no, ogni tanto se ne parla. L'argomento è certamente interessante, anche perchè, in prospettiva, il discorso ha una sua validità. Parlarne è sempre utile -credo- cercando,però, di evitare visioni ideologiche del problema e alcuni stereotipi.

Una cosa, di certo, è chiara: è assurdo che otto Enti decidano su cose che potrebbero benissimo essere decise da uno solo, ovviamente nel rispetto di una procedura di garanzia e quindi dopo aver “sentito” gli altri Comuni (esempio un Regolamento sui servizi scolastici, un Regolamento su tante altre cose). Se decide uno solo, il risparmio di personale è automatico

Il proverbio “l'unione fa la forza” è verissimo, ma il problema sono gli accordi costitutivi, quale fine faranno i sette piccoli Comuni, come si faranno “sentire” i loro abitanti, come Portoferraio gestirà la loro “annessione” (perchè alla fine, sarà così)?

Vorrei intanto dire che un Ente superiore (esempio la Regione) dovrebbe avere il potere di decidere, di imperio, quale è il Comune diciamo più importante, quello che “resterà” e che poi si chiamerà Comune unico. Questo Comune dovrebbe gradualmente, nel giro di alcuni anni, assorbire le competenze degli altri, in collegamento temporale con il pensionamento di personale degli altri sette Comuni. 

All'Elba, il Comune “assorbente” non può che essere Portoferraio, che oggettivamente è il più importante (da vari punti di vista, non da quello turistico).

Quando si decideranno le opere pubbliche da fare, non sarà che i portoferraiesi al governo - che, per la legge dei numeri, dovrebbero essere la quasi totalità degli eletti - troveranno naturale e più importante la realizzazione di opere nel loro territorio rispetto ad opere negli altri sette ex-Comuni? Questo è un reale problema, non di poco conto.

Ma questo è solo un esempio, bisogna fare in modo che un tot di opere pubbliche ci sia, in ogni realtà isolana (dove erano i sette Comuni scomparsi). Per questo, rappresentanti degli ex Comuni elbani dovrebbero continuare ad esserci, Ente per Ente, in numero comunque, più limitato dell'attuale, per esprimere perlomeno un parere di competenza.

La collettività elbana bocciò il progetto di unione per motivi intuibili, personalmente ritenevo il progetto piuttosto vago, non esattamente delineato, non si diceva con precisione se e quali competenze sarebbero rimaste ai Comuni “deceduti”, si parlava di grandi finanziamenti che ci sarebbero stati. Discorso troppo facile, sbagliato, poiché amministrare bene non dipende solo dai maggiori finanziamenti a disposizione.

Il Comune unico può avere un vantaggio e cioè minori costi (specie nel settore amministrativo). Partendo dall'ottica che non si deve licenziare nessuno, si può ritenere che, nell'arco di 10 anni, per via di pensionamenti, il personale amministrativo si possa ridurre di almeno 7/8 unità. Se questo si può tramutare in un risparmio di tasse non inferiore ad almeno € 150 a famiglia, la nascita del Comune unico mi sembra positiva.

Alcuni servizi non si potrebbe che continuare a gestirli localmente, si pensi al lavoro nel settore operaio. Non ha infatti senso che ci sia gente che, la mattina, parte da Portoferraio per andare a lavorare, ad esempio, a Rio Marina o Marciana.

Ho espresso opinioni in modo succinto, a voce c'è da parlarne per ore. Ma sono convinto che queste siamo le reali problematiche per la nascita del Comune unico".

Guido Retali

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