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martedì 30 agosto 2016

Politica sabato 23 gennaio 2016 ore 14:31

Idea PD: accordo di programma e accorpamento

Il partito democratico elbano lancerà una campagna per stringere un accordo con la Regione e arrivare a una nuova geografia istituzionale

PORTOFERRAIO — La spaccatura che si è creata in seno alla Gestione Associata del turismo è un assist che il Pd elbano non poteva non sfruttare. E infatti è il segretario isolano Federico Zini a rilanciare l'idea di una riduzione dei Comuni elbani e proporre un percorso che porti a un accordo di programma con la Regione.

Il progetto si è sviluppato nella riunione che si è tenuta ieri nella sede del partito a Portoferraio, con la presenza del consigliere regionale Gianni Anselmi e dell'assessore regionale Stefania Saccardi. Sul tavolo la proposta di appoggiare l'iniziativa di legge presentata in Parlamento di fusione dei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti e le sue possibili applicazione sull'isola.

"L'idea dell'unico comune non è all'ordine del giorno - specifica Zini - bisogna rispettare il risultato del referendum e la volontà dei cittadini. Tuttavia, allo stesso tempo, crediamo che gli elbani abbiano capito che un processo di semplificazione sia necessario per le sorti di questo territorio. Il PD, nella ratio della proposta di legge avanzata, promuoverà e sosterrà ogni passo e ogni obbiettivo che, anche in modo graduale, si vorrà e si potrà fare e raggiungere in questa direzione".

Al momento non c'è ancora una cartina dell'isola pronta ma le proposte che più riscuotono successi sono due: passaggio a tre comuni, detti comuni di versante con l'accorpamento di Campo nell'Elba - Marciana - Marciana Marina da una parte e Rio Elba - Rio Marina - Capoliveri - Porto Azzurro dall'altra più Portoferraio oppure un passaggio più graduale con le fusioni fra comuni contigui come le due Rio, le due Marciana e Capoliveri-Porto Azzurro arrivando a cinque comuni totali.

"Nei prossimi mesi lanceremo ai sindaci e a tutta la società elbana una proposta politica - continua Zini - coordinata in primo luogo anche con la Regione Toscana, incentrata su due punti fondamentali: un nuovo assetto istituzionale con un'idea di fusioni parziali fra i Comuni e una ipotesi di accordo di programma da sottoscrivere tra tutte le istituzioni del territorio, la Regione, l'Autorità Portuale, i Ministeri interessati e gli altri enti coinvolti su alcune tematiche rilevanti per lo sviluppo e l'innovazione dell'Isola: turismo, mobilità, infrastrutture, green economy".

L'accordo di programma è lo strumento, già usato a Piombino per attirare investimenti sul porto, che verrebbe concesso a fronte di una maggiore semplificazione istituzionale: la Regione infatti metterebbe soldi propri ma con la certezza che la tabella dei tempi non venga vanificata dai battibecchi fra gli attuali otto sindaci.

"Ciò che è successo nella Gestione Associata per la promozione turistica è paradossale e, allo stesso tempo, grave e irresponsabile nei confronti dell'Elba e dei suoi cittadini. La Gestione Associata per il Turismo è (o meglio era) l'unica forma seria, anche se con tanta fatica e diverse contraddizioni, di visione e gestione unitaria del territorio in termini scelta politica, istituzionale e operativa. Ma, ancora una volta le logiche campanilistiche, le ambizioni personali e la necessità di visibilità hanno inferto un'altra ferita al nostro territorio".

"Il vecchio e stantio approccio verso la Regione matrigna ormai non tiene più e non trova più molto seguito neanche fra gli abitanti di questa isola. La Regione Toscana sta chiamando sempre più i territori attraverso i loro sindaci ad una sfida per lo sviluppo e l'innovazione dell'intera regione, proponendo di realizzare progetti, mettendoci risorse proprie e da ricercare a livello comunitario e nazionale, prevedendo ipotesi premiali per chi saprà presentarsi con visioni unitarie dei territori a livello urbanistico e per quei comuni che, anticipando questi processi, si avviano verso forme di fusione o di accorpamento amministrativo: per questo motivo queste proposte devono essere viste responsabilmente, come occasioni da non perdere.

Chiediamo ai sindaci se hanno voglia e interesse a far partire e stare in una discussione e in un confronto serio e di contenuti su questa strada. Se ci stanno a lavorare tutti per il bene comune o se invece vogliono continuare a far parte di una giostra che talvolta presenta uno spettacolo indecente e non adeguato alla qualità e ai valori dell'Elba".

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