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Attualità mercoledì 14 dicembre 2016 ore 12:23

Ex Unione, ecco i debiti comune per comune

La relazione che accompagna il decreto di scioglimento dell'ex Unione dei Comuni fotografa i debiti in capo ai comuni elbani, fra azioni e immobili

PORTOFERRAIO — La pesante eredità della disciolta Unione dei Comuni, che a sua volta prendeva in carico gli attivi e i passi della Comunità Montana, sta infiammando la politica elbana come poche volte si era registrato nella storia recente.

Il passo indietro di Portoferraio deciso dal sindaco Mario Ferrari sul ricorso al decreto di scioglimento, e la recente bocciatura da parte del Tar di quello parallelo di Marciana Marina, donano peso e concretezza a una massa debitoria che adesso aleggia come una spada di Damocle sulle finanze comunali elbane.

La frattura istituzionale fra il capoluogo e le altre sette amministrazioni è profonda e si somma a quella derivante dalla GaT, gli effetti politici sono quindi ancora tutti da scoprire mentre possiamo ora fare un po' di chiarezza sulla questione monetaria. Una relazione sintetizza in maniera efficace infatti i debiti e i crediti ai quali i Comuni elbani dovranno fare fronte, un documento destinato a Portoferraio in quanto comune capofila del ricorso principale promosso dall'ex amministrazione Peria.

Il documento risale al 2012 e fotografa "Le funzioni rimaste in capo ai Comuni elbani" e recita: "Sulla base delle indicazioni regionali si riporta la suddivisione delle quote da iscrivere nei bilanci degli enti in proporzione alla popolazione residente alla data del 31.12.2011, fatte salve eventuali rettifiche in aumento o in diminuzione o vi siano accordi in deroga".

Corre quindi l'obbligo di una premessa: questa era la situazione certificata al tempo e che ora diventa effettiva ma che potrebbe aver subito variazioni nei crediti (a causa della prescrizione o della sopravvenuta inesigibilità) e nei debiti (per effetto di more o interessi passivi).

La prima analisi è quella della massa complessiva dei debiti e crediti, per cui risulta un passivo di 1.951.064 euro da dividere fra i vari comuni, la differenza fra i crediti che ammontavano a 1.675.887 euro e debiti da 3.626.951 euro.

La cifra è il risultato dei seguenti comparti: Opere pubbliche e interventi in conto capitale +93.198 euro (Cred. 773.332, Deb. 680.134), Restituzione somme con vincolo di destinazione -877.658 euro, Anticipazione di Cassa -1.197.570, Spese di funzionamento +9.886 euro (Cred. 198.508, Deb. 188.621), Subentro mutui -52.001 euro (Cred. 404.386, Deb. 456.387), Restituzioni canoni ai comuni -135.118 euro, Spese legali -91.461, Somme disponibili presso Cassa Depositi +299.660. 

La massa debitoria è quindi suddivisa per ogni singolo comune:


Si vede come il debito maggiore investa Portoferraio per oltre 700mila euro e, a seguire, tutti gli altri comuni per indice di popolazione, compresa l'isola del Giglio.

L'ultimo appunto riguardo il debito riguarda il rapporto con Asa spa che non viene conteggiato nel totale in quanto non è stato possibile, al momento della stesura, quantificare i rapporti ma vengono specificati invece i prestiti contratti con la Cassa Depositi.

Si tratta di tre mutui contratti con la banca: uno per il finanziamento di quota parte degli interventi straordinari per il completamento della dorsale e delle condotte, uno per i lavori sull'impianto del Grigolo e uno per la realizzazione del frantoio comprensoriale. La somma porta a una giacenza di 299.650 euro.

C'è poi il capitolo dei crediti potenzialmente esigibili: "Le partite attive - si legge nel documento - provvisoriamente non inserite nella massa attiva, con esclusione dei canoni idrici, potenzialmente sommano in linea capitale a 3.240.000 euro. A seconda dell'esito degli accordi e dei recuperi si potrà definire la sussistenza del bilanciamento tra massa attiva e passiva dell'Unione".

I crediti in ballo sono: 1.600.000 euro da Asa spa per acquisizione dei beni, 1.250.000 euro ancora dal gestore idrico per il lodo Cigri, 25.000 euro da parte dei comuni per le sentenze della Procura della Corte dei Conti e 370.000 euro dalla Turchia per danno ambientale.

Nel patrimonio della disciolta Unione dei Comuni vennero poi iscritte partecipazioni azionarie e valori degli immobili per un totale di 1.088.959 euro che, se dismessi, potranno andare a beneficio delle attuali amministrazioni. Si trovano partecipazioni societarie per 41.959 euro, l'immobile di via Carducci valutato 700.000 euro e il frantoio valutato 347.000 euro.

Le azioni sono poi analizzate nel dettaglio:

Luca Lunedì
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